CIVONLINE – Differenziata, il Popolo della città punta sull’Ecobank

CIVONLINE – Differenziata, il Popolo della città punta sull’Ecobank

Politica, Santa Marinella di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – La lista civica Il Popolo della città che appoggia il sindaco Bacheca, plaudendo ai risultati ottenuti dall’attuale amministrazione che ha fatto partire la raccolta differenziata che praticamente copre l’intero territorio cittadino, intende lanciare una proposta per creare un valore aggiunto alla importante materia del porta a porta. Un incentivo che, in affiancamento a quanto già avviato, porterà sicuri benefici in termini di ambiente e guadagno per la collettività. “Molti si domanderanno come si possa guadagnare riciclando e contestualmente salvaguardare l’ambiente – dicono in una nota i responsabili della lista di centro destra – la risposta è semplice e neanche di nuova invenzione e cioè “Ecobank”, un progetto pilota partito in Piemonte nel 2009 che ha riscosso un enorme successo e che pian piano si sta estendendo anche in altre regioni italiane. Noi del Popolo della Città, attenti alla salvaguardia ambientale del nostro territorio con un occhio di riguardo verso la possibilità di creare in contemporanea una fonte di guadagno per la collettività crediamo di poter dare un importante contributo lanciando questa idea che fornirebbe risultati certi nell’interesse della collettività”. L’Ecobank è una stazione automatica di ultima generazione munita di computer che gestisce in tempo reale la raccolta differenziata di plastica, alluminio e acciaio, verificando al momento la bontà dei riciclabili conferiti. La buona notizia per i cittadini sta nel fatto che contestualmente al conferimento l’apparecchio rilascia una sorta di scontrino cartaceo che, in base alle convenzioni precedentemente convenute, può essere cambiato direttamente in denaro o spendibile presso esercizi commerciali convenzionati o con la stessa amministrazione comunale per l’erogazione di determinati servizi o per sconti in bolletta, questo a seconda che l’attività con Ecobank sia gestita privatamente o dall’amministrazione pubblica. Il sistema non si occupa semplicemente di raccogliere i materiali da riciclare ma anche di compattarli e differenziarli al momento della raccolta. Alla stazione Ecobank sono infatti collegati appositi contenitori interrati ove, una volta accettato il materiale da riciclare, vengono convogliati in base alle differenti caratteristiche di recupero. Una sorta di vuoto a rendere con remunerazione quello proposto dalla Ecobank le cui postazioni sono in grado di assicurare il 100% di riciclo dei rifiuti convenuti differenziandoli per materiale e colore con il contestuale abbattimento dei costi sostenuti per il servizio di raccolta e quelli per la selezione degli impianti di recupero, questione questa non di poco conto se si pensa alle tasse che i cittadini ad oggi sostengono per la gestione dei rifiuti con un incentivo in più che entra direttamente nelle loro tasche, una specie di salvadanaio insperato.
“I candidati al consiglio comunale della lista civica Il Popolo della Città – continua la nota – vogliono focalizzare l’attenzione sui benefici ambientali che se ne traggono di conseguenza. Viene da sé, infatti, che con una gestione della raccolta in questo senso si va ad uno svilimento delle emissioni inquinanti con la diminuzione del traffico dei mezzi atti alla raccolta, con conseguente abbattimento dei costi di raccolta e smaltimento, garantendo contemporaneamente la qualità ed il riciclo del cento per cento dei materiali raccolti con la postazione ecologica di conferimento differenziato. Riciclare è un dovere di tutti per tutti ed è per questo che intendiamo sposare l’unicità di questo evoluto sistema di grande impatto per la comunità. A Santa Marinella siamo già a buon punto – conclude il comunicato – e se al progetto della differenziata avviato dall’amministrazione Bacheca si affiancherà un servizio innovativo di tale portata, che consenta differenziando di ottenere anche delle agevolazioni economiche per i cittadini con benefici per l’ambiente, possiamo ben dire che il connubio è perfetto”.

(02 Mag 2013 – Ore 13:19)

CIVONLINE – RIFIUTI. Tarquinia dice no al combustibile a Tvn e Tvs

CIVONLINE – RIFIUTI. No al combustibile a Tvn e Tvs

TARQUINIA – E il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la proposta del presidente consiglio Armando Palmini di esprimere la più ferma contrarietà all’uso del combustibile da rifiuti e del combustibile solido secondario alle centrali di Torre Valdaliga Nord e Torre Valdaliga Sud. «Di fronte ad una situazione complessa e in continua evoluzione, com’è quella dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Lazio, abbiamo voluto dare un segnale forte contro questa ipotesi assurda. – dichiara il presidente Palmini – Il polo energetico di Civitavecchia è il più grande d’Italia e d’Europa. Senza dimenticare il porto, uno dei più importanti del bacino del Mediterraneo. Bruciare i rifiuti per produrre energia creerebbe quindi un ulteriore problema ambientale per il nostro territorio».

(30 Apr 2013 – Ore 21:01)

CIVONLINE – Rifiuti, tutti i Comuni del comprensorio a raccolta

CIVONLINE – Rifiuti, tutti i Comuni del comprensorio a raccolta

Il capogruppo Sel Ismaele De Crescenzo e il rappresentante del comitato antidiscarica di Allumiere Emiliano Stefanini annunciano l’approdo della mozione contro i rifiuti di Roma in tutti i Comuni del comprensorio – Video

di SONIA BERTINO

ENELtvNordCIVITAVECCHIA – Il problema dei rifiuti di Roma riguarda tutti i comuni del comprensorio. Da Tolfa, ad Allumierei, passando per Santa Marinella e Tarquinia. E così la mozione presentata dal capogruppo Sel Ismaele De Crescenzo con cui chiedeva al primo cittadino Pietro Tidei di emanare al più presto un’ordinanza per vietare alle centrali di Tvn e Tvs di bruciare i rifiuti, magari provenienti proprio dalla Capitale, è destinata ad approdare su tutte le scrivanie dei sindaci del comprensorio. “A meno di 48 ore dalla nostra mozione – ha spiegato De Crescenzo – il Sindaco ha emanato l’ordinanza. Una grande vittoria che non segna il traguardo ma solo l’inizio di una battaglia che dovrà coinvolgere anche gli altri Comuni del comprensorio”. A cominciare proprio da Allumiere dove la realizzazione del megadigestore non è salutata con ottimismo dalla popolazione collinare. “Puntiamo – ha spiegato – alla convocazione di un Consiglio comunale congiunto e aperto al pubblico dove votare, si spera all’unanimità (anche se De Crescenzo ha i suoi dubbi che ciò avvenga) la mozione presentata, così da rafforzare l’ordinanza appena firmata dal Sindaco”. Un risultato, quello al momento raggiunto, difficile da ottenere visti gli ostacoli trovati sul percorso. “Nonostante già dal 14 aprile si diceva – ha spiegato il rappresentante del comitato antidiscarica di Allumiere – che i documenti erano a Civitavecchia e a disposizione di tutti, siamo dovuti andare fino a Roma perché nessuno voleva fornirceli”. Per quanto riguarda poi l’intervento dell’associazione dei comitati ambientalisti del comprensorio, parla chiaro il consigliere comunale di Sel: “L’ordinanza non esclude la loro proposta che certamente potrà essere inserita come emendamento nella mozione che approderà in Consiglio comunale così da rafforzare l’atto già firmato dal Sindaco. Le battaglie – ha sottolineato Agostini – si vincono insieme”.

TRCgiornale – De Crescenzo e Stefanini: “Dobbiamo impedire che si brucino rifiuti a Tvn e Tvs”

De Crescenzo e Stefanini: “Dobbiamo impedire che si brucino rifiuti a Tvn e Tvs”

DeCrescenzo-StefaniniUna mozione per chiedere al consiglio comunale e al sindaco di intervenire per evitare che vengano bruciati rifiuti di Roma nelle centrali di Torrevaldaliga Nord e di Torrevaldaliga Sud. A presentarla è il capogruppo consigliare di Sinistra Ecologia Libertà, Ismaele De Crescenzo, che questa mattina in una conferenza stampa a Palazzo del Pincio ha spiegato i motivi dell’iniziativa, che vede impegnato anche il comitato No Megadiscarica ad Allumiere, rappresentato quest’oggi dal responsabile Emiliano Stefanini.

“Presenteremo la mozione i primi di maggio in consiglio comunale – spiega Ismaele De Crescenzo – il nostro obiettivo è che venga approvata una delibera che permetta al sindaco di varare un’ordinanza che impedisca l’arrivo di rifiuti da Roma a Civitavecchia per essere bruciati nelle centrali di Tvn e Tvs. La discarica di Malagrotta non può più recepire rifiuti indifferenziati – aggiunge il capogruppo consigliare di Sel – quindi questo pericolo è reale e dobbiamo tenere alta la guardia”.

“Il decreto Clini – dichiara Stefanini – ha aggiunto la possibilità che i rifiuti possano viaggiare all’interno del Lazio, mentre fino a qualche tempo l’ipotesi che potessero essere spostati da Roma in un’altra città della regione era irrealizzabile. Civitavecchia e il terrtorio, dunque, corrono il rischio di diventare la discarica della capitale. La combustione tra carbone, cdr e css non è fantasia – sottolinea Stefanini – e per questo dobbiamo stare attenti ed attivarci affinché ciò non avvenga”.

Presente alla conferenza stampa di questa mattina anche il capogruppo regionale di Sel, Gino De Paolis.

“Apprezzo questa iniziativa – afferma De Paolis – e per quanto mi riguarda farò il possibile affinché anche la Regione Lazio segua con attenzione questa vicenda”.

terzobinario.it – Biodigestore ad Allumiere, De Paolis: “Progetto che viola le direttive della Provincia” | Terzo Binario News

Biodigestore ad Allumiere, De Paolis: “Progetto che viola le direttive della Provincia”

Il capogruppo Sel alla Regione: “Idea scellerata, contrari fin dal principio. Prevista una nuova conferenza”

Gino-De-Paolis_full“Ci stiamo muovendo affinché questa idea scellerata venga messa subito da parte”. Con queste parole Gino De Paolis, capogruppo Sel al Consiglio Regionale del Lazio, si è espresso sulla questione del biodigestore ad Allumiere.

“Abbiamo espresso la nostra contrarietà fin dal primo progetto riguardante quel terreno, adiacente alla zona che Alemanno e La Russa avevano individuato inizialmente per la megadiscarica. La ditta Renerwaste aveva presentato una proposta per un megadigestore pronto a raccogliere fino a 70.000 tonnellate di umido derivante dalla raccolta differenziata. Una quantità spropositata, considerato che i rifiuti prodotti dal territorio non superano le 1000 tonnellate. Le direttive della provincia, poi, sono chiare: gli impianti non devono poter accogliere più di 25.000 tonnellate.”

“Noi di Sel – ha concluso De Paolis – abbiamo già presentato una mozione per rigettare tutto questo, mozione appoggiata dai sindaci di Allumiere e Civitavecchia. Ora è prevista una nuova conferenza, alla quale parteciperà anche la Regione e che speriamo porti ad una soluzione definitiva.”

di Valerio Dieni

24 aprile 2013

TRCGiornale.it – Rifiuti, Petrelli lancia un nuovo allarme

Rifiuti, Petrelli lancia un nuovo allarme
Sabato 13 Aprile 2013 11:13

L’allarme rifiuti è tutt’altro che rientrato. A riaprire il discorso, dopo le rassicurazioni del sindaco Tidei che ieri aveva scongiurato l’eventualità di bruciare a Civitavecchia i rifiuti di Roma, è Vittorio Petrelli. L’esponente di Centro Democratico tira in ballo una nota del Dipartimento Programmazione Economico e Sociale Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti, datata 28 marzo, in cui vengono segnalati i potenziali impianti di recupero energetico di CDR operanti nella Regione Lazio. Tra gli altri, figurerebbe anche la centrale di Torre Valdaliga nord.

“E’ nota – scrive Petrelli in una nota stampa – la grave criticità per il superamento della gestione dei rifiuti della Capitale e dell’apertura di un Commissariamento. E’ altrettanto noto che la discarica di Malagrotta è esaurita e per scongiurare i rifiuti in mezzo alla strada le disponibilità avanzate dalla regione Toscana e dalla regione Abruzzo per l’accoglimento del rifiuto non trattato risultano provvidenziali. Ma siamo in ritardo di anni nella programmazione del ciclo dei rifiuti con le normative europee riguardo sia il trattamento dei rifiuto “tal quale” e soprattutto nella chiusura del ciclo dei rifiuti. La quantità dei rifiuti della Capitale rende tutto pericoloso. Il Commissario ed i nuovi amministratori regionali stanno quindi provvedendo alla realizzazione di strutture che provvederanno alla creazione del combustibile da rifiuto CDR oppure, secondo la nuova terminologia, CSS combustibile solido secondario in sostanza presto si creeranno combustibili di cui Il Commissario di concerto con il Ministero dell’ambiente e la Regione Lazio stanno stabilendo il loro smaltimento e quindi la loro combustione. Spunta quindi una nota del Dipartimento Programmazione Economico e Sociale Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti – Ciclo integrato dei rifiuti – del 28 marzo che vengono segnalati i potenziali impianti di recupero energetico di CDR operanti nella Regione Lazio un elenco di impianti, alcuni dei quali impossibilitati al trattamento immediato di CDR o CSS per cui in sostanza la prospettiva ricadrebbe solo su 3 impianti, oltre agli inceneritori già esistenti di Collefferro e di S.Vittore, ossia il Cementificio di Tivoli e di Colleferro e la centrale di Torre Valdaliga nord. Pertanto viene quindi invitato il Commissario a chiedere agli enti competenti – responsabili dell’Autorizzazione Integrata Ambientale – della percorribilità di detta prospettiva. Così il Commissario in data 3 aprile ha fatto seguire una nota con la quale inequivocabilmente si dichiara ‘l’art.1 co.4 del Decreto del Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare del 25 marzo 2013 prescrive che “entro il 29 marzo 2013, il Commissario adegua anche d’ufficio, se necessario, l’autorizzazione rilasciata agli impianti di recupero energetico di CDR operanti nella regione Lazio, affinchè sia assicurata prioritariamente la valorizzazione energetica di CDR/CSS prodotto nel Lazio. Entro la stessa data il Commissario individua, con idonea procedura urgente, gli impianti industriali operanti nel Lazio autorizzati all’uso di combustibile non tradizionale, incluso il CSS”‘. Questo ritardo dell’informazione è preoccupante – conclude Petrelli – mi auguro che chi ha la responsabilità istituzionale (le due parlamentari, i due consiglieri regionali, l’ amministrazione comunale…) di rappresentare la nostra collettività e difenderla si renda conto della gravità delle situazione e si adoperi affinchè tale prospettiva venga scongiurata. Sono altrettanto consapevole che anche la collettività dovrà fornire il proprio contributo di concerto con i rappresentanti istituzionali se vogliamo difenderci da questa prospettiva che ricordo, sia nella Valutazione d’Impatto Ambientale che nella seguente A.I.A. di Torrevaldalga nord è sempre stata negata per la criticità ambientale del nostro comprensorio. Dal canto mio metto a disposizione , amministrazione compresa, la mia esperienza e la documentazione in mio possesso per iniziare ad elaborare una valida controffensiva”.

ECO dalle CITTA’ – Malagrotta, stop definitivo ai rifiuti in discarica. Toscana e Abruzzo pronte ad accogliere i rifiuti di Roma

Malagrotta, stop definitivo ai rifiuti in discarica. Toscana e Abruzzo pronte ad accogliere i rifiuti di Roma – ECO dalle CITTA’

Mentre dopo 40 anni c’è lo stop definitivo per i rifiuti non trattati a Malagrotta,Toscana e Abruzzo danno il loro assenso per accogliere nei loro impianti Tmb una parte dei rifiuti romani da trattare. Prossimo step: individuare che fine far fare al materiale sottoposto a trattamento

di Valerio Mingarelli venerdì 12 aprile 2013 00:12

Malagrotta, stop definitivo ai rifiuti in discarica. Toscana e Abruzzo pronte ad accogliere i rifiuti di Roma
Primo giorno senza l’arrivo dei rifiuti non trattati dopo 40 anni circa a Malagrotta. In seguito all’ordinanza di Alemanno, i camion porteranno i rifiuti in 5 impianti Tmb del Lazio (Malagrotta 1 e 2, Viterbo, albano e Colfelice). Poi, una volta trattati, si dovrà capire dove queste mille tonnellate abbondanti al giorno che Roma produce: la Giunta comunale non si è esposta, visto che tra un mese e poco più se ne insedierà una nuova. Uno squarcio di luce è arrivato dalla Conferenza Stato-Regioni svoltasi proprio sul tema. Due regioni, tra l’altro confinanti, Abruzzo e Toscana, hanno dato l’ok per ricevere rifiuti del Lazio e trattarli. Dopo il “no” secco di Piemonte e Lombardia, con i presidenti Cota e Maroni, i due governatori Chiodi (Abruzzo) e Rossi (Toscana).
“Naturalmente adesso dovremo fare le verifiche con le aziende – ha spiegato Rossi – per poi, nel caso, ricevere per un periodo limitato di 30 giorni i rifiuti che saranno tutti avviati a trattamento e comunque non destinati a impianti di smaltimento della regione”. “Voglio ringraziare i presidenti della Toscana Rossi e dell’Abruzzo Chiodi per la loro disponibilità di massima perchè hanno colto il valore di aiutare la capitale su un tema così delicato”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti riferendosi alla disponibilità dimostrata da Toscana e Abruzzo di accogliere parte dei rifiuti di Roma, per un periodo limitato, dopo lo stop al conferimento a Malagrotta.
“Allo stesso modo voglio ringraziare tutti i cittadini e gli amministratori degli impianti di trattamento meccanico-biologico e degli altri impianti del Lazio – ha continuato – che lavorando i rifiuti della capitale hanno salvato Roma dall’emergenza. Si tratta di accordi bilaterali che dovrebbero mettere in sicurezza il sistema dei rifiuti – ha spiegato Zingaretti facendo riferimento alle intese con Toscana e Abruzzo che dovranno essere siglate – ovviamente va rilanciato un nuovo modello del ciclo dei rifiuti che punti sulla raccolta differenziata”. “Grazie alla solidarietà di tutta la Regione Lazio, della Toscana e dell’Abruzzo Malagrotta chiude”. Il governatore ha spiegato che Toscana e Abruzzo hanno dato la loro disponibilità a cui ora “dovrà seguire un accordo tra le regioni, assicurato il quale la possibilità di smaltimento e di lavorazione diventa effettiva”. Sarà ora fatta una valutazione sulla quantità di rifiuti che i diversi impianti toscani e abruzzesi potranno accogliere.

Per quanto riguarda Roma, congelata l’opzione Monti dell’Ortaccio, si cerca una soluzione che, quando arriverà l’estate, dovrà dare risposte concrete. Il nuovo sindaco dovrà mettere in cima all’agenda un programma dettagliato di raccolta differenziata, cercando di non commettere gli errori degli ultimi mesi. Poi se tra un mese arriverà a Malagrotta l’impianto di tritovagliatura, il Lazio dirà addio definitivamente ai rifiuti “tal quali”, cioè come escono da cassonetto, che per decenni sono finiti in discarica. Il poblema di dove far finire quelli trattati però resta, e sarà il prossimo step che ministero, Regione e comune dovranno risolvere.

CIVONLINE – Digestore, le osservazioni dell’Agraria

CIVONLINE – Digestore, le osservazioni dell’Agraria
 

ALLUMIERE. Il presidente Pasquini illustra le ragioni del no alla struttura allo Spizzicatore «L’impianto avrebbe un effetto devastante in termini di fruizione del suolo»

ALLUMIERE – L’Università Agraria di Allumiere durante l’audizione che ha preceduto la pre-conferenza dei servizi che si è tenuta a Palazzo Valentini lo scorso 2 aprile ha presentato alcune osservazioni per dire «assolutamente no alla realizzazione di qualsiasi impianti di trattamento dei rifiuti». L’Ente collinare ha quindi espresso parere altamente negativo su questo progetto, seppure ridimensionato. Pasquini ha anche evidenziato che «la gente di Allumiere e del comprensorio hanno espresso più volte contrarietà al progetto, seppure ridimensionato» ed ha rilevato che aumenterebbe in maniera enorme l’inquinamento acustico ed ambientale nocivo alla salute. «Considerando la potenzialità prevista di almeno 40.000 tonn/anno e un carico medio per veicolo di circa 20 tonnellate, si avrebbero almeno 2.000 movimentazioni in entrata e 2.000 in uscita per anno, senza considerare veicoli di servizio e mantenimento dell’impianto. La costruzione di qualsiasi impianto di dimensioni notevoli avrebbe un effetto negativo in termini di uso del suolo, di fruizione delle aree di pregio agricolo-ambientale e di impatto visuale sul paesaggio». Il presidente dell’ente collinare ha poi evidenziato che è in fase di ultimazione il progetto Life+ finanziato dalla Comunità Europea per un importo 4 milioni di euro che mira alla gestione dei pascoli, dei boschi e soprattutto per il mantenimento della biodiversità presente sui Monti della Tolfa ed è in fase di presentazione (giugno 2013) un secondo progetto, da inoltrare alla Comunità Europea, che mira a tutelare e consolidare il paesaggio, i beni culturali ed ambientali con l’obiettivo di proteggere e valorizzare i flussi migratori e stanziali ornitologici la cui vita potrebbe essere modificata». 

(Rom.Mos.)

(04 Apr 2013 – Ore 21:29)

CIVONLINE – Digestore: la Renerwaste va avanti

02/04/2013  CIVONLINE – Digestore: la Renerwaste va avanti

ALLUMIERE. Oggi pre conferenza dei servizi a Palazzo Valentini. Grande assente la Regione Lazio. Comitati e amministrazione compatti sul ‘‘no’’ L’azienda di Bolzano decisa a presentare un progetto da 40mila tonnellate. La Provincia prende tempo

DIGESTOREALLUMIERE – Si è tenuta oggi la pre-conferenza dei servizi a Palazzo Valentini che ha avuto come tema la realizzazione del digestore ad Allumiere. Per il Comune collinare hanno partecipato il sindaco Battilocchio, il vice sindaco Annibali, il delegato Bastianini e il consigliere di minoranza Vittori. Prima della pre-conferenza c’è stata l’audizione da parte della Provincia di Roma dei comitati e dei movimenti ambientalisti. A prendere la parola e a porre le osservazioni sono stati: Stefanini (Comitato anti-discarica), Mocci (Ispe: Medici per l’Ambiente), Ricotti e Manuedda  (Forum ambientalista); a seguire: Pasquini (presidente dell’Agraria di Allumiere): tutti unanimi nell’esprimere contrarietà ad ogni impianto (anche se ridimensionato) e nel chiedere di evitare di andare in Conferenza dei Servizi.
Dopo l’audizione ha preso il via la pre-conferenza tecnica alla presenza del responsabile della Provincia di Roma, della Soprintendenza e della rappresentanza del Comune di Allumiere. Da rilevare la pesante assenza della Regione Lazio e ciò ha lasciato perplessi sia i Comitati che i rappresentati comunali. «Nella riunione noi del Comune di Allumiere – spiegano il sindaco e il vicesindaco collinari – abbiamo detto in tutti i modi che il nostro comune non vuole nessun tipo di impianto e abbiamo presentato tutte le delibere votate in consiglio e lo abbiamo fatto mettere a verbale». Durante la conferenza, l’architetto Ciafrei (responsabile provinciale del procedimento autorizzativo) ha chiesto alla Renerwaste di presentare il progetto ridimensionato, ma i rappresentati della spa hanno preferito che a farlo fosse lo stesso Ciafrei. Ad esprimere parere negativo per il progetto a parte quello del Comune di Allumiere è stata la Soprintendenza perché il terreno è in zps, così come tutto Allumiere (tranne il centro abitato e la zona artigianale). «Allumiere produce solo 300 tonnellate di umido, un micro impianto per smaltirlo sarebbe più piccolo di un autobus – spiegano dai comitati – allora perché sobbarcarci un impianto per 40 tonnellate mettendo a repentaglio la vita di tutti?». La spa proponente ha ridimensionato il progetto: non più 70 mila tonnellate (con produzione di 2 megawatt di energia elettrica), ma 40 mila (per 1 megawatt di energia elettrica); la novità sta però nel fatto che si impegnano a lavorare solo la Forsu (l’umido) senza gli altri tipi di rifiuti. Alla fine c’è stata la non presa di posizione della Provincia di Roma che si è trincerata dietro il silenzio: «Esprimeremo il nostro parere solo dopo aver letto il nuovo progetto della Renerwaste». (Rom. Mos.)

(02 Apr 2013 – Ore 20:55)

Battilocchio guadagna un semaforo rosso dal quotidiano La Provincia

Ci sembra importante evidenziare la votazione che il quotidiano La Provincia ha assegnato al Sindaco di Allumiere. In effetti abbiamo più volte cercato di far capire che sarebbe stata sufficiente una posizione più determinata e più chiara da parte del primo cittadino ma, purtroppo, il nostro comitato è stato sempre visto, dal Sindaco Battilocchio, come un corpo estraneo quasi da isolare.
Eppure, se avesse semplicemente camminato sempre al nostro fianco insieme a tutti i cittadini che ci hanno spronato e sostenuto avrebbe fatto migliore figura e portato maggiore beneficio al paese che amministra.

Riportiamo il testo integrale del Semaforo – 31/03/2012 La Provincia

SemaforoRossoBattilocchio

“Alla fine, forse per non essere mollato dal suo stesso partito, ha accettato di votare una delibera con un ‘‘no’’ assoluto al digestore, completando il percorso a ritroso. Al di là del merito della posizione assunta, con una gestione diversa della vicenda si sarebbe risparmiato due anni di polemiche quotidiane.”

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