Adnkronos – Sono 11 i ‘Comuni Ricicloni’ nel Lazio, il migliore è Oriolo Romano

Sono 11 i ‘Comuni Ricicloni’ nel Lazio, il migliore è Oriolo Romano


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Sono 11 i Comuni Ricicloni del Lazio premiati per una raccolta differenziata che supera il 65%. Il migliore? E’ Oriolo Romano, in provincia di Viterbo, con il 79,67% di differenziata seguito da Castelnuovo di Porto in provincia di Roma e Castelliri (Frosinone). Si è conclusa così, dopo un anno di studio, la prima edizione di Comuni Ricicloni nel Lazio grazie alla collaborazione con l’assessorato alle Politiche del Territorio Mobilità e Rifiuti della Regione.

Una campagna nata dalla storica iniziativa nazionale di Legambiente che ha visto il suo esordio nel 1994, 22 anni di attività con adesioni crescenti di anno in anno. Si tratta di un’indagine sulla raccolta dei rifiuti urbani e la successiva analisi dello stato di gestione, al fine di individuare casi virtuosi ed esempi di buona gestione da promuovere e divulgare, ma anche criticità e potenzialità di miglioramento.

I dati raccolti attraverso una scheda inviata alle amministrazioni, corrispondono a ben il 71% degli abitanti del Lazio in 115 comuni, 4.182.268 persone su 5.889.649, Utenze domestiche: 1.794.088 utenze domestiche e 77.655 non domestiche. Legambiente ha consegnato oggi premi per tre categorie: massima percentuale di raccolta differenziata, minima produzione di rifiuti pro-capite, buone pratiche di gestione.

Sulla percentuale di raccolta differenziata, Legambiente premia i primi tre comuni classificati e in totale gli undici “ricicloni” con differenziata superiore cioè al 65%: primo classificato Oriolo Romano con il 79,67%, seguito da Castelnuovo di Porto con il 78,78% e Castelliri con il 77,60%. Secondo l’art. 205 del DLgs 152/2006 ogni ambito territoriale doveva assicurare una raccolta differenziata dei rifiuti urbani del 65% entro il 2012.

“Sono ancora troppo pochi i comuni virtuosi, ma c’è un trend di miglioramento che va nella giusta direzione, ora l’impegno dei comuni su riciclo, riduzione e riuso sia asse portante dell’azione amministrativa – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – Alla Regione chiediamo di mettere in pratiche le linee guida sulla riduzione già presentate e di avviare il percorso partecipato per la definizione del nuovo piano rifiuti; per avere dopo la sacrosanta chiusura di Malagrotta, un futuro libero da discariche, inceneritori e conferimento fuori ambito e un Lazio Rifiuti Free”.

Tanti i comuni che pur non rientrando nella classifica hanno comunque partecipato e dimostrato di volersi impegnare nella lotta ai rifiuti, tra questi anche la capitale che, nonostante le difficoltà è riuscita a raggiungere il 40% di raccolta differenziata dal 25,7% del 2012. Complessivamente, secondo lo studio e sulla base del campione, nel Lazio la percentuale media di Rd si attesta al 39%.

“Anche nel Lazio ci sono dei segnali positivi di discontinuità rispetto al passato caratterizzato dallo smaltimento in discarica. Ora serve replicare queste realtà virtuose a tutti i comuni laziali a partire da Roma e dai capoluoghi di provincia – commenta Stefano Ciafani vicepresidente nazionale di Legambiente – Per velocizzare questa rivoluzione serve un nuovo sistema di penalità e premialità economica per chi smaltisce in discarica, che permetta di far pagare meno i Comuni ricicloni e di penalizzare quelli meno virtuosi”.

Sul fronte impiantistico, per Legambiente è urgente procedere alla realizzazione di impianti per il riuso e per il trattamento e riciclaggio dell’organico differenziato, ancora poco presenti sul territorio laziale. “Solo così – conclude Ciafani – archivieremo una volta per tutte la dittatura delle discariche che con le varie Malagrotta, Borgo Montello, Inviolata e Cupinoro ha caratterizzato per decenni il ciclo dei rifiuti di questa Regione”.

Nella seconda sezione della ricerca di Legambiente è stata analizzata la produzione pro capite di rifiuti e le migliori performance sono quelle dei comuni di Pico e Rocca priora, seguiti in classifica da Arnara, Pescosolido e Vallemaio, tutti premiati per la minima produzione pro-capite.

La terza sezione è stata dedicata all’analisi sulle buone pratiche: punti di erogazione “acqua alla spina” presenti nel 43% dei comuni, impiego di stoviglie riutilizzabili nelle mense comunali per il 15% del campione, stesso dato per la distribuzione di sporte riutilizzabili o compostabili. Poco diffusi ancora i punti di erogazione latte alla spina solo in 7 Comuni, e di incentivi per l’uso di pannolini lavabili solo in 2 Comuni.

Secondo l’elaborazione di Legambiente per le buone pratiche è stato consegnato il primo premio ad Acquapendente e Montefiascone seguiti da Castel Sant’Elia, Genazzano, Ischia di Castro, Serrone.

Menzione speciale per il Comune di Oriolo Romano che prevede l’uso di ben sette buone pratiche.

STOP AL COMPOSTAGGIO IN ZONA A PROTEZIONE SPECIALE (località Spizzicatore)

L'area del progetto in località Spizzicatore

L’area del progetto in località Spizzicatore

Finalmente la notizia che aspettavamo, anche quest’ultimo tentativo di violare la ZPS del Comune di Allumiere è fallito!

Il Comitato NO MEGADISCARICA esulta ed è soddisfatto di tutto l’impegno ed il tempo dedicato per evitare questo scempio, MA … e c’è un grosso MA, da questo articolo di Civonline, che citiamo per intero, traspare che il capo fila della lotta ambientalista, con tanto bandiera in resta sia l’amministrazione Comunale ed in primis il suo Sindaco … ma leggiamo con attenzione l’articolo:

” La Provincia di Roma dice ‘‘no’’ al progetto del digestore della Renerwaste

ALLUMIERE. Il delegato Bastianini: «Palazzo Valentini ha elencato gli elementi ostativi»

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – «Finalmente sembra volgere al termine la tormentata vicenda riguardo l’impianto di compostaggio di rifiuti organici in località Spizzicatore di Allumiere». Ad esprimersi così il delegato all’Ambiente del Comune di Allumiere, Marco Bastianini, il quale ha spiegato che: «In Comune ci è stata recapitata da parte della Provincia di Roma la comunicazione degli elementi ostativi al rilascio dell’autorizzazione richiesta dalla Renerwaste Spa. La società, infatti, come tutti ricorderanno, aveva presentato un progetto che prevedeva la lavorazione di rifiuti organici di 25 tonnellate/anno con la modalità aerobica». Il delegato Bastianini evidenzia che:  «Tale decisione viene motivata per i ‘‘dissensi qualificati’’ del sindaco di Allumiere Augusto Battilocchio sotto il profilo della tutela della salute pubblica e della Regione Lazio in quanto il progetto non è assentibile perché prevede impianti la cui realizzazione è in contrasto con le misure di conservazione generali vigenti nella Zps». Nei mesi scorsi si era dibattuto a lungo intorno al progetto della Renerwaste di creare l’impianto di trasformazione di umido in compost e dopo una serie di battaglie, a febbraio si era svolta una Conferenza dei Servizi organizzata dalla Provincia di Roma nella quale si è discusso del progetto che la Renerwaste voleva costruire allo Spizzicatore da 25mila tonnellate. In quell’occasione, oltre al sindaco Augusto Battilocchio anche il responsabile dell’Ufficio Tecnico Enrico Novello e l’assessore di Allumiere Mario Ceccarelli avevano espresso a nome di tutto il Comune di Allumiere il ‘‘no’’ assoluto al progetto. Battilocchio a nome di tutta l’amministrazione comunale (maggioranza e minoranza) insieme ai movimenti ambientalisti si erano espressi contrariamente a questo progetto perché dannoso per la salute e l’architetto Novello aveva sottolineato il No per il fatto che le NTA del Comune non prevedono impianti destinati al trattamento dei rifiuti nell’area interessata dal progetto. A dire no a questo progetto era stata anche l’Università Agraria di Allumiere, inoltre forte contrarietà al progetto era stata espressa dal consigliere regionale di Sel Gino De Paolis e da altri esponenti politici, nonchè dai cittadini non solo di Allumiere, ma anche del comprensorio. La lettera della Provincia di Roma, quindi, ha fatto tirare un sospiro di sollievo ed è vista come una vittoria importante per l’amministrazione comunale di Allumiere «Ma anche – prosegue ancora il delegato all’Ambiente, Bastianini – per tutta la comunità visto che tutti insieme abbiamo combattuto per evitare che la Renerwaste creasse l’impianto allo Spizzicatore. Un ringraziamento va anche ai consiglieri di minoranza Vittori e Sgamma che hanno partecipato alla conferenza preliminare».
(31 Ott 2014 – Ore 18:02) “

Siamo estremamente contenti che questa volta ci sia stato un NO chiaro e senza i giri politico-pindarici della dialettica Battilocchiana, ma dire oggi che la battaglia contro gli insediamenti nella Località Spizzicatore si è conclusa in modo positivo grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Allumiere è, per citare Fantozzi, “una cagata pazzesca”.

Come mai un Sindaco che si dichiara oggi contro gli impianti nella ZPS ha creato, negli anni scorsi, un clima di tensione tale che lo ha portato a rispondere di almeno tre denunce in tribunale?

Come mai sia il Sindaco che il Responsabile dell’ufficio tecnico non hanno citato e sostenuto fin da subito le attuali motivazioni di diniego? Il Comitato si sarebbe risparmiato tanta fatica e battaglie almeno con tre anni di anticipo.

E come mai il Comitato NO MEGADISCARICA, che è stato la vedetta e il freno a questi progetti speculativi viene dimenticato se non inscatolato nell’articolo in un generico “movimenti ambientalisti” …

ciò che stupisce ancora di più è l’autore dell’articolo, Romina Mosconi, che ha vissuto in prima persona, spesso insieme a noi del Comitato, le vicende dei grandi contrasti e scorrettezze che il Sindaco di Allumiere ha riservato a noi che abbiamo sempre cercato di evitare ogni insediamento di trattamento rifiuti nella Zona a Protezione Speciale. Cosa è successo Romina? Hai dimenticato persino il nome del comitato?

In ogni caso è andata bene, come è andata bene per la Mega Discarica, vogliamo solo ricordare a tutti i signori citati nell’articolo che esistono due termini che danno la giusta dignità agli esseri umani, ovvero:  ONESTA’ INTELLETTUALE, dovreste studiarne bene il significato.

Il Comitato NO MEGADISCARICA

CIVONLINE – “Tarquinia – Biogas da Forsu: i perché del no”

CIVONLINE – “Biogas da Forsu: i perché del no”

“Biogas da Forsu: i perché del no”

TARQUINIA – Partecipato convegno sul biogas giovedì scorso a Tarquinia. Un appuntamento che però ha registrato l’assenza del Sindaco, del vice Sindaco, della giunta e dei consiglieri, ad eccezione di Cesare Celletti. Il convegno, organizzato per informare la cittadinanza sull’industria biogas che il Consorzio Pellicano vorrebbe realizzare nel territorio agricolo di Tarquinia, in località Olivastro, ha visto un importante dibattito con le associazioni organizzatrici in prima linea: la Bio Ambiente Tarquinia, nella persona del presidente Gian Piero Baldi; il Forum Ambientalista, con Simona Ricotti responsabile nazionale del settore energia; e i medici ISDE, l’associazione italiana medici per l’ambiente, di cui anche il dottor Baldi fa parte. L’incontro mirava a spiegare in modo semplice, seppur scientifico, “i perchè del NO” a questo nuovo tipo di centrale, per normativa classificata insalubre di prima classe. Si è parlato del meccanismo procedurale di questi impianti biogas che dalla fermentazione batterica anaerobica (senza aria) dei rifiuti organici (FORSU), ricaverebbero notevoli quantità di gas, tra cui il 50% metano, che andrebbero ad alimentare dei motori cogeneratori, di calore ma soprattutto di corrente elettrica, il cui funzionamento produce emissioni in atmosfera. “Il tutto – è stato detto – chiaramente al solo ed esclusivo vantaggio economico (alcuni milioni di euro/anno) degli imprenditori privati gestori dell’industria”. “Come è stato più volte ribadito dagli esperti intervenuti – riferiscono gli organizzatori – non c’è alcun pubblico interesse alla realizzazione di questi impianti come si vorrebbe far credere, soprattutto in un paese come l’Italia, che già produce più del doppio del fabbisogno energetico necessario”. Il convegno è stato riconosciuto molto interessante dalla vasta platea, composta da oltre 250 cittadini. Presenti infatti relatori di pregio scientifico, quali il dottor Mauro Mocci (Medico ISDE), il dottor Giovanni Ghirga (Medico ISDE), il dottor Gian Piero Baldi (Medico ISDE), il professor Michele Corti (Docente Univ.Milano di Agroeconomia e Zootecnia, Ruralista) e l’avvocato Michele Greco (legale dell’ associazione Bio Ambiente), che sono stati ascoltati fino ad ora tarda, terminando infatti la conferenza alle 21,30 circa. Applaudito l’intervento introduttivo, e sicuramente molto esplicativo, di Simona Ricotti, responsabile nazionale del settore energia e del Circolo di Civitavecchia del Forum Ambientalista, riguardante la precaria situazione ambientale del nostro territorio. Sergio Pisarri, direttore del Consorzio di Bonifica di Tarquinia, è invece intervenuto nel dibattito finale, illustrando come non possa essere possibile accettare la realizzazione di un tale tipologia di centrale inquinante nel bel mezzo di una vasta area agricola attraversata dal fiume Mignone, notoriamente ad alto rischio di esondazione. Il direttore ha espressamente manifestato la contrarietà del Consorzio di Bonifica ad un tale progetto industriale (contrarietà già espressa anche alla Provincia di Viterbo, con un lungo e argomentato parere negativo inviato nei giorni scorsi), che andrebbe a vanificare tutti gli sforzi ed i miliardi di lire spesi in passato (ed i milioni di euro oggi) di soldi pubblici investiti nella realizzazione della grande opera del sistema di irrigazione di circa 8mila ettari di terreni dedicati all’agricoltura di pregio di Tarquinia. Al convegno sono anche intervenuti i comitati ambientalisti e no biogas dei comuni limitrofi, quali Civitavecchia, Allumiere, Cerveteri, Bracciano, Fiumicino, Grosseto, ed in particolare il comitato locale Perilbeneditarquinia. Quest’ultimo ha espresso solidarietà all’iniziativa a favore sia della vera informazione scientifica sia e soprattutto a favore della salute dei cittadini e dell’ambiente. “Deve essere segnalato – commentano gli organizzatori – il tentativo della società proponente di screditare le persone fisiche che hanno organizzato il convegno e le associazioni cui appartengono con articoli di stampa dal contenuto palesemente diffamatorio e addirittura con un volantino dai toni intimidatori diffuso prima dell’evento; il tentativo non è riuscito (ed anzi si è rivelato controproducente), dal momento che la platea ha risposto con straordinario entusiasmo ribadendo il no di tutta Tarquinia all’impianto, stringendosi intorno – con ancora più forza – alle persone e alle associazioni che vi si oppongono. Non essendo assolutamente intenzionati a tollerare tali comportamenti, il dottor Baldi e Simona Ricotti, così come le Associazioni Bio Ambiente, ISDE e Forum ambientalista di cui fanno parte, hanno comunque tutti già dato mandato ai propri legali al fine di valutare ogni opportuna iniziativa presso l’autorità giudiziaria a tutela dei propri diritti”.

(a.r.)(12 Apr 2014 – Ore 18:40)

Le grandi panzane di Toni Moretti: CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

Tarquinia 10/04/2014

Purtroppo, ogni tanto siamo e siete costretti a leggere articoli come questi. Sproluqui di nozioni senza alcun fondamento scientifico e finalizzati a confondere le opinioni del lettore.

CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

Senza dilungarci troppo, per poi confondere ulteriormente i lettori ed i cittadini che vogliono capire a fondo i meccanismi legati a questi temi, facciamo semplicemente presente al signor Toni Moretti che la questione non verte tanto sulla qualità degli impianti o sulla necessità di effettuare un ciclo virtuoso dei rifiuti, sul quale, prealtro, siamo perfettamente d’accordo, le considerazioni reali invece sono, molto schematicamente, le seguenti:

Se Tarquinia volesse risolvere il problema dell’umido (FORSU) proveniente dalla raccolta differenziata potrebbe mettere in esercizio un piccolo impianto da 1500 2000 tonnellate anno! Non serve un impianto da 25000 tonnelate!

Approvvigionare un impianto da 25000 tonnellate significa alimentare un traffico impressionante di camion da tutto il circondario (soprattutto Roma). Questo secondo voi è a favore dell’ambiente?

Secondo le logiche dell’articolo e se ogni imprenditore che vuole fare business con i rifiuti avesse spazio libero, potremmo costruire un impianto simile in ogni paese del comprensorio, cosa che tra l’altro potrebbe accadere visto che di progetti simili ne esistono tre nell’arco di venti chilometri (Allumiere, Civitavecchia e Tarquinia) e sommano più 75.000 tonnellate di trattamento. Nel frattempo, la differenziata porta a porta la fa solo Allumiere e S.Marinella.

Gli impianti digestori, diciamo “virtuosi”, (e lo diciamo con fatica), sono costruiti in luoghi lontani dai centri abitati, perchè anche se bruciano gas metano, sono sempre fonti di inquinamento, anche e soprattutto per i processi di depurazione dei liquami del prodotto digestato al termine della lavorazione.

il problema rifiuti non può essere visto dalla sola ottica di un imprenditore che fa conto economico su quanto renderà negli anni questa operazione ma deve essere un progetto coordinato a livello territoriale inter provinciale, dal momento che siamo nella linea di confine tra la provincia di Roma e Viterbo, tanto è vero che, non molto tempo fa, (2011) i Sindaci del comprensorio avevano deliberato l’impegno di risolvere i problemi di smaltimento a livello territoriale.

Nel nostro territorio, inoltre, vista la prepotente presenza di fattori inquinanti, Centrale a carbone e Porto di Civitavecchia, non si deve neanche pensare di costruire altri impianti a combustione! Non si deve  bruciare  nemmeno un fiammifero in più. Ci è già sufficiente strare tra i primi nelle statistiche dei Tumori nazionali.

Per tutti questi motivi, ribadiamo con forza la nostra posizione:
Gli impianti di smaltimento umido devono essere di solo compostaggio in modalità aerobica,
in aree pubbliche destinate a tale scopo;
a gestione pubblica e dimensionati a soddisfare il fabbisogno Comunale o al massimo, del comprensorio.

Tutte queste argomentazioni sono state spiegate con grande perizia tecnico – scientifica, il 10 aprile, dai relatori al convegno “I Perchè del NO” presso la sala Sacchetti a Tarquinia (relatori Dr. Gianni Ghirga e Dr. Mauro Mocci per ISDE Ass.ne internazionale medici per l’ambiente, Prof. Michele Corti dell’Università di Milano – presidente Coordinamento Nazionale Terre Nostre, Avv. Michele Greco Legale dell’Associazione Bio Ambiente Tarquinia e Alto Lazio).

Il giudizio spetta ora a chi legge, con l’assicurazione che siamo sempre pronti a qualsiasi confronto e chiarimento.

Il Comitato

 

Impianti di compostaggio e Digestori – TRE è meglio che UNO

TRE è meglio che UNO!

DIGESTOREMercoledì 12 febbraio 2014, i Comitati dei cittadini e ambientalisti hanno partecipato a Tarquinia al sit-in di protesta e al convegno organizzato dal Consorzio Pellicano per la presentazione del nuovo progetto di un impianto di Digestione anaerobica che andrebbe ad ampliare il sito già esistente di trattamento rifiuti e compostaggio presso la località Olivastro.

L’impianto proposto è un classico impianto di trattamento anaerobico della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata per la produzione di gas metano che va ad alimentare un motore per la produzione di energia elettrica, ed è dimensionato per trattare 25.000 tonnellate annue di umido mentre il cogeneratore di energia è un motore da 1 megawatt.

Al di la delle considerazioni sull’impatto ambientale e sull’ormai concetto obsoleto di trattamento rifiuti tramite Digestori anaerobici, (la Germania sta abbandonando questa tecnologia a causa dei troppi aspetti negativi che genera), la questione più strana è che, quasi contemporaneamente, i tre comuni confinanti: Civitavecchia, Allumiere, Tarquinia si trovano quasi a gareggiare su chi realizzerà in meno tempo l’impianto di gestione della frazione umida della raccolta rifiuti.

Se consideriamo che la frazione umida del comprensorio, nel caso si raggiungesse una raccolta differenziata anche a Civitavecchia,  sarebbe di circa 7000 tonnellate annue, mentre invece i progetti proposti sono per un totale di 85.000 tonnellate annue, è chiaro che i rifiuti verranno importati da altri Comuni o addirittura da altre Regioni.

La posizione del Comitato Antidiscarica resta sempre la stessa, l’impianto di smaltimento umido deve essere di solo compostaggio in modalità aerobica, in aree pubbliche destinate a tale scopo, a gestione pubblica e deve essere dimensionato a soddisfare il fabbisogno Comunale o al massimo, del comprensorio. Non si deve incentivare il trasporto dei rifiuti a lunga distanza.

Per i Comitati hanno partecipato al convegno con i propri interventi:

dottor Giampiero Baldi (Comitato Antidigestore Tarquinia)

Simona Ricotti (Forum Ambientalista)

dottor Mauro Mocci (Medici per L’Ambiente-ISDE)

CIVONLINE – Biogas: cittadini e ambientalisti dicono no al Consorzio Pellicano

CIVONLINE – Biogas: cittadini e ambientalisti dicono no al Consorzio Pellicano

Cronaca, Tarquinia

Biogas: cittadini e ambientalisti dicono no al Consorzio Pellicano

TARQUINIA. I residenti in località Olivastro chiedono all’amministrazione di ribadire la contrarietà espressa nel 2004. Il sindaco Mazzola: “Ribadisco che fa fede quella delibera di consiglio. Ho incontrato già i cittadini e spiegato loro il no categorico della nostra amministrazione”

BIOGASTARQUINIA – Il forum Ambientalista e i cittadini residenti in località Olivastro di Tarquinia esprimono la loro contrarietà ed avversità al progetto attualmente in iter amministrativo per la realizzazione di un impianto biogas a Tarquinia. Un impianto, questo, che il consorzio Pellicano vorrebbe realizzare in aggiunta all’impianto per il trattamento e la raccolta rifiuti già esistente in zona. Il consorzio si sta, infatti, attivamente adoperando per l’ottenimento di un’autorizzazione per la realizzazione, in aggiunta a tale impianto, di un ‘‘digestore anaerobico per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, con relativa produzione di energia elettrica derivante dalla combustione del gas generato dalla fermentazione dei rifiuti’’. Del progetto si parlerà il 12 febbraio alle 18 a Villa Tirreno in un convegno organizzato proprio dal Consorzio Pellicano. Ma i cittadini non ci stanno e contestualmente al convegno hanno organizzato un sit in di protesta al quale prenderanno parte anche i medici per l’Ambiente Isde Italia, come annuncia il dottor Gian Piero Baldi. «L’attivazione di un impianto di questo genere – commentano dal Forum ambientalista e i cittadini di località L’Olivastro – avrebbe conseguenze oltremodo negative, non limitate agli abitanti ed al territorio del nostro Comune, in considerazione dell’importante pressione ambientale che già grava sul comprensorio e che, negli ultimi anni, si è ulteriormente rafforzata con l’entrata in esercizio della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord». «L’ultimo progetto presentato dal Consorzio per le previste autorizzazioni, – spiegano i cittadini – prevede di alimentare il nuovo impianto con materiale proveniente da tutto il territorio della provincia di Viterbo: una condizione probabilmente irrinunciabile per garantire la validità dell’iniziativa sul piano economico ma in contrasto con gli interessi della comunità locale e, in particolare, con quanto previsto nella deliberazione del consiglio comunale 33 del 17.05.2004 che così recita: ‘‘…Esprime la piena ed incondizionata contrarietà all’insediamento di centrali, industrie o impianti dediti alla lavorazione, stoccaggio e trattamento di qualsiasi tipo di rifiuti (urbani, speciali, industriali, pericolosi ecc…) provenienti da aree non ricomprese nell’ambito del territorio comunale di Tarquinia…’’». «Non vogliamo nemmeno ipotizzare – proseguono i residenti – la possibilità di una modifica alla delibera: una modifica che sarebbe fortemente lesiva degli interessi degli abitanti del nostro comune per numerose ragioni che trasformerebbero il nostro territorio nella discarica dei comuni di tutta la provincia». «Altrettanto evidente – rimarcano i cittadini – è il contrasto con le Norme del Piano Regolatore che escludono, per quell’area, le costruzioni per ‘‘stabilimenti e industrie, salvo quelle di trasformazione dei prodotti agricoli’’. In effetti, il digestore anaerobico progettato dal Consorzio non solo sarebbe un’industria, ma rientrerebbe a pieno titolo nel campo delle industrie insalubri, tipologia di stabilimenti, definita nel decreto Ministeriale 5 settembre 1994, per i quali il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ‘‘quando lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica, può vietarne la attivazione’’». Il progetto in questione, discusso in Provincia, in conferenza dei servizi lo scorso 12 novembre, per il momento ha subito uno stop. «In nome dei consolidati principi di prevenzione e precauzione di derivazione comunitaria e ormai pienamente recepiti nella normativa nazionale,– dicono dal Forum e i residenti in località Olivastro – riteniamo che sia doveroso rilevare come l’attivazione di un simile impianto, specie in considerazione delle numerose abitazioni esistenti nelle immediate vicinanze, oltre che per il contesto ambientale sopra descritto, sia palesemente contraria al citato ‘‘interesse della salute pubblica’’». «Alla luce di quanto esposto in precedenza – rimarcano i cittadini – facciamo appello al sindaco di Tarquinia affinché renda tempestivamente noto a tutti gli Enti coinvolti nel processo di valutazione e rilascio dell’autorizzazione sollecitata dal Consorzio, la ferma opposizione sua e del Comune a tale progetto. Dal nostro canto faremo sentire la nostra voce in occasione del convegno organizzato dal Consorzio ‘‘Il Pellicano’’ per convincere la popolazione della bontà del suo progetto. Invitiamo i cittadini di Tarquinia a venire ad informarsi su questa nuova fonte di inquinamento che vorrebbero installare sul territorio». Il sindaco Mazzola, dal canto suo replica rimarcando di aver già incontrato i cittadini lunedì: «Ho detto loro – spiega Mazzola – che fa fede la delibera del consiglio comunale del 2004. Il no categorico di questa amministrazione è chiaro». (a.r.)

(11 Feb 2014 – Ore 13:30)

CIVONLINE – E la Renerwaste vuole trasformare l’umido in compost ad Allumiere

CIVONLINE – E la Renerwaste vuole trasformare l’umido in compost ad Allumiere

“Il copione è sempre lo stesso:– arriva un nuovo progetto SEMPRE NELL’AREA SPIZZICATORE e per chi non lo ricordasse SEMPRE IN ZONA A PROTEZIONE SPECIALE;
– le notizie arrivano agli assessori e al Comitato sempre tardi … diciamo CON COMODO;
– viene organizzata una commissione ma chi partecipa ancora non ha i documenti per valutare i progetti.

Se il nostro Sindaco avesse voluto risolvere il problema dello smaltimento dell’umido avrebbe fatto già adottare le idee che sono state prodotte e divulgate più di un anno fa e che avevano un ritorno di investimento in 2 o 3 anni.
Progetti che si sarebbero pagati con il risparmio degli attuali costi di smaltimento.

A noi non occorre un impianto da 25.000 tonnellate, ne produciamo circa 500 ad Allumiere e 6.000 in tutto il comprensorio!

il Comitato ribadisce che nessuno smaltimento rifiuti deve essere effettuato in ZPS e un eventuale impianto di compostaggio non deve essere installato in terreno di privati gestito da privati.”
Di seguito l’articolo di CIVONLINE:

Fissata per il 19 febbraio la conferenza dei servizi in Provincia per un impianto allo Spizzicatore. Mocci «Non c’è più tempo per le osservazioni». Battilocchio: «Progetto rinnovato: 25mila tonnellate trattate in aerobico»

ALLUMIERE – Ad Allumiere si torna a parlare di impianto di trasformazione di umido in compost. Per il 19 febbraio la Provincia di Roma ha organizzato una Conferenza dei Servizi per discutere sul nuovo progetto presentato dalla Renerwaste di 25mila tonnellate. Comitati ambientalisti e consiglieri di minoranza in allarme: «E’ gravissimo – spiega il responsabile dei Medici Ambientalisti e coordinatore dell’Isde del Lazio, Mauro Mocci, nonché rappresentante del movimento anti discarica – non è possibile che la Provincia convochi la Conferenza e non si sia preoccupato di avvertire consiglieri e comitati. Ora il tempo è poco e non possiamo più presentare le osservazioni. Un progetto da 25mila tonnellate qui e un altro delle stesse dimensioni a Tarquinia a cosa servono se tutto l’umido del comprensorio non supera le 6mila tonnellate? E’ ora di finirla di ‘‘piegare’’ il nostro territorio. L’unico impianto che produce compost di qualità e che non fa male è quello prodotto in maniera aerobica; invece si stanno costruendo impianti a biogas che sono altamente dannosi, anche perché la frazione organica viene mischiata con ceneri di carbone, fanghi e altri scarti». Il sindaco Battilocchio risponde: «Solo il 7 febbraio ho ricevuto la convocazione per quella che sarà una Conferenza preliminare e mi sono attivato per preparare le lettere di convocazione per assessori, consiglieri e capigruppo consigliari e per i delegati del Comitato anti discarica per partecipare alla Commissione Uso ed Assetto del Territorio del 13 febbraio alle 17,30 e lunedì le lettere saranno inviate.
Ho provveduto poi ad inviare all’ufficio tecnico il dischetto del progetto e lo valuteremo in Commissione. Ci hanno comunicato che il progetto è rinnovato e dovrebbe prevedere solo un metodo aerobico e che è stata ridotta la portata a 25mila tonnellate.
Valuteremo il progetto anche perché dobbiamo anche pensare a come smaltire l’umido che produciamo con la differenziata».

(Rom. Mos.) (08 Feb 2014 – Ore 19:31)

La lunga ed infinita saga dello Spizzicatore

Chi non è abituato a guardare oltre il giardino di casa sua probabilmente non sa nemmeno cosa significhi “Spizzicatore“, non  immagina la bellezza di quei posti e nemmeno che questa zona, nonostante i forti vincoli paesaggistici e ambientali (Zona a Protezione Speciale), sia da diversi anni sotto attacco di bramosi desideri di arricchimento da parte di varie società private che, con la scusa di dover chiudere necessariamente il ciclo rifiuti della raccolta differenziata (che le città e i paesi di maggior rilievo della zona NON fanno), hanno proposto e continuano a proporre progetti a loro avviso “proporzionati” al nostro fabbisogno!

Per spiegarci meglio, Allumiere, che è l’unico paese del comprensorio ad aver adottato la differenziata porta a porta, produce circa 350 tonnelate di umido annue. Di contro, i progetti fino ad ora proposti, sono stati pensati per gestire da 40.000 a 130.000 tonnellate annue.

Per la zona dello Spizzicatore sono state avanzate, in pochi anni, una proposta di Discarica per Allumiere e Civitavecchia, un impianto digestore della EcoStyle, un impianto Digestore della Renerwaste ed anche altro. Queste le tappe riassunte in breve:

  • Inizio anni ‘90 :  primo tentativo di realizzare una discarica nella ex cava in località Spizzicatore.
  • 2004:  secondo tentativo – realizzare la stessa discarica (Sindaco Giuseppino Cammilletti).
  • 2010: terzo tentativo –  sotto l’amministrazione del sindaco Augusto Battilocchio, sostituire Malagrotta con il Comprensorio Militare Santa Lucia (Protocollo Alemanno – La Russa ; Polverini – Piano regionale dei rifiuti).
  • Luglio 2010:  quarto tentativo – il Comune di Allumiere commissiona alla società Eco Style  S.r.l. una ricerca di sviluppo per la stessa zona trasformandola urbanisticamente in zona industriale.
  • Autunno 2010 : arriva in Comune l’idea progettuale di Eco Style  denominata Bio Polo.
  • Maggio 2012:  l’idea progettuale di Eco Style prende corpo; la Renerwaste S.p.a.  presenta il progetto del Mega Digestore da 70.000 tonnellate.
  • Settembre – Novembre 2013: mentre viene bocciato definitivamente dalla Provincia di Roma il progetto della Renerwaste, spunta un nuovo progetto per la realizzazione di un impianto per smaltimento di rifiuti inerti.
  • Novembre 2013: per la zona, non mancando di idee, spunta anche un nuovo progetto, stavolta di solo compostaggio.

Alla base di tutti questi avvenimenti vogliamo porre, a voi lettori, alcune domande su cui riflettere provando a rispondervi:
Perchè tutto accade e viene proposto per quel territorio, nonostante il forte vincolo della ZPS?

Chi sono i proprietari di quei terreni?

Chi sono i personaggi che propongono tutti questi progetti e che legami hanno con questi terreni?

Come mai non viene proposta la coltivazione di uva pregiata o di altre colture adatte?

Come mai si riesce a gestire solo pietre in quei terreni?

Noi non siamo magistrati ma, se lo fossimo, queste sarebbero domande per quali pretenderemmo risposte chiare e faremmo di tutto per bloccare il proliferare di investimenti chiaramente sospetti.

– Il Comitato –

(Pubblichiamo di seguito gli articoli del quotidiamo telematico CIVONLINE di questi ultimi giorni, per aiutare a capire meglio gli ultimi sviluppi della saga)

CIVONLINE – ALLUMIERE. No al digestore, soddisfatto Gino De Paolis
ALLUMIERE – Plaude alla bocciatura del progetto del mega digestore da realizzarsi ad Allumiere il consigliere regionale Gino De Paolis (Sel). «Finalmente si chiude una lunga storia e ne sono molto contento. Ho seguito, con il sostegno dei comitati dei cittadini, molto da vicino il progetto di megadigestore in località Spizzicatore della società Renerwaste, ribadendo ogni volta che ce n’è stata  l’occasione che quell’impianto non ci serviva, non era funzionale al territorio e quell’area è zona di pregio – spiega Gino De Paolis – il megadigestore era stato oggetto di una mozione, presentata da me a Palazzo Valentini e approvata all’unanimità del Consiglio dove la Provincia di Roma esprimeva la contrarietà al progetto.  A questo si aggiunse anche il parere contrario del Comune di Allumiere». De Paolis conclude poi: «Il no definitivo della Provincia è un tassello importante per scongiurare scellerati progetti in un territorio che è già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale». (Rom. Mos.) (31 Ott 2013 – Ore 21:19)

CIVONLINE – Spizzicatore, nuovo allarme

Bocciato da Palazzo Valentini il progetto di un digestore promosso dalla Renerwaste. Spunta un impianto di recupero di rifiuti inerti. Il 12 novembre la conferenza dei servizi

ALLUMIERE

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Con una missiva datata 28 ottobre la Provincia di Roma ha fatto sapere che c’è stata la conclusione della Conferenza dei Servizi preliminare per l’istanza di autorizzazione per l’impianto di trattamento di rifiuti (digestore) in località Spizzicatore e per il parere negativo espresso dal Comune di Allumiere e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il progetto del digestore proposto dalla Renerwaste Spa è stato bocciato.
Questa decisione fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i residenti di  Allumiere e del comprensorio, ma non c’è il tempo per festeggiare perché sul comprensori pende già un’altra spada di Damocle. La Provincia di Roma ha convocato per il 12 novembre alle 10 nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’, una nuova Conferenza dei Servizi relativa al procedimento finalizzato al rilascio di un’autorizzazione unica per un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura sempre in località Spizzicatore (particella 25 del foglio 19 del Catasto) proposto da Leanza Immobiliare Srl.
Il progetto è stato presentato il 19 settembre del 2012 e sono state apportate integrazioni il 18 ottobre 2012. Ancora una volta sul piede di guerra il Comitato anti discarica di Allumiere che critica il sindaco Battilocchio di non aver avvertito la popolazione e che ora il tempo per proporre le osservazioni è poco. «Il 15 ottobre il Comune di Allumiere ha ricevuto sia il fax di convocazione alla Conferenza dei Servizi che il cd con il progetto ma l’amministrazione comunale non ci ha interpellati e tutto finora è passato nel silenzio – spiega il portavoce, Emiliano Stefanini – subito faremo richiesta di audizione alla conferenza dei Servizi». Battilocchio, però, rispedisce al mittente le accuse: «Intanto abbiamo discusso di questa situazione e della convocazione in Commissione la scorsa settimana alla presenza anche della minoranza; poi non abbiamo avvertito i Comitati perché il problema non sussiste in quanto non abbiamo ancora un Piano di Insediamento Industriale per cui nulla qui si può realizzare. Ci siamo già mossi con l’Ufficio Tecnico e presenteremo la relazione. Volevo anche specificare che questo impianto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglia e tritura i calcinacci; anche a Civitavecchia ce ne sono due e sono di piccole dimensioni senza troppo impatto ambientale e non inquinano; ma è inutile parlarne perché da noi non si può realizzare visto che appunto manca il Piano. Il consigliere regionale, Gino De Paolis ha invece promesso che si impegnerà «a fare tutti i passaggi istituzionali in regione utili per scongiurarne la creazione». A questo punto, però,  torna alla ribalta un altro problema che negli anni precedenti aveva fatto molto discutere: «Quante volte avevamo detto che non si doveva prevedere l’area industriale allo Spizzicatore? – spiegano alcuni residenti di Allumiere – a che cosa può servire per un paese come il nostro un’area così estesa e soprattutto perché farla in quella zona dove le mire di tanti si accentrano visto che è vicina a snodi stradali e non troppo lontano dal porto? Quante volte i consiglieri Craba e Sgamma presentarono mozioni e interrogazioni per evitare che quest’area diventasse industriale?
Ora è normale che se si prevede l’area industriale è insito che venga realizzato anche un impianto di triturazione calcinacci e quant’altro perchè altro non è che la servitù della zona industriale. Ora la paura è che se è vero che la Leanza è legata a una fabbrica di pneumatici possano bruciare qui le gomme perché con il codice R13 si prevedono tante cose». Battilocchio però risponde: «Voglio tranquillizzare tutti perché abbiamo più volte espresso il nostro parere assolutamente negativo a ogni tipo di impianto». (30 Ott 2013 – Ore 19:18)

CIVONLINE – Rifiuti inerti allo Spizzicatore: sale la tensione in vista della Conferenza dei servizi

Rifiuti inerti allo Spizzicatore: sale la tensione in vista della Conferenza dei servizi

Il Comune di Allumiere deciso a ribadire il suo ”no”. Il sindaco Augusto Battilocchio: “Sulla zona non si può realizzare nulla visto che non c’è un Piano di Insediamento industriale”

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Fermento in collina in vista della Conferenza dei Servizi che si terrà martedì mattina alle 10 in via Tiburtina, convocata dalla Provincia di Roma e alla quale è stato invitato il Comune di Allumiere, visto che all’ordine del giorno c’è l’approvazione del progetto di trattamento di rifiuti inerti allo Spizzicatore per il quale la giunta Battilocchio esprimerà parere contrario. Nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’ si terrà quindi questo incontro per autorizzare un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura proposto da Leanza Immobiliare Srl. A tal proposito il sindaco Augusto Battilocchio e il delegato all’Ambiente Marco Bastianini hanno convocato per lunedì pomeriggio alle 18 in aula consigliare la Commissione Urbanistica Uso ed Assetto del Territorio alla quale hanno invitato tutto il consiglio comunale (maggioranza e minoranza) e il comitato anti-discarica. “Per chiarezza e partecipazione – spiega il sindaco Battilocchio – abbiamo invitato tutti, anche il comitato, per lavorare insieme per il bene comune, liberi da ogni strumentalizzazione. Ci prepariamo ad affrontare la Conferenza dei Servizi e ci andremo sia come parte politica della nostra amministrazione che la parte tecnica e, come abbiamo detto qualche giorno fa, diremo no anche perché per lo Spizzicatore non abbiamo ancora un Piano di Insediamento industriale per cui nulla si può realizzare. Diremo no anche se, ad onor del vero, va spiegato che l’impianto di cui si parla nel progetto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglierebbe e triturerebbe i calcinacci”. In Conferenza dei Servizi, oltre ai rappresentanti della giunta Landi, dovrebbero essere ammessi due rappresentanti del Comitato anti Discarica. “Noi – spiegano i vertici del comitato collinare – abbiamo presentato subito richiesta di audizione ma ancora non siamo stati invitati ufficialmente”. Il portavoce del Comitato antidiscarica, Emiliano Stefanini spiega che “Il progetto, presentato il 19 settembre del 2012 e modificato con alcune integrazioni il 18 ottobre 2012, essendo di dimensioni ridotte, non ha bisogno della Valutazione d’Impatto ambientale ma della Valutazione di incidenza e pare che il progetto in questione l’abbia già ricevuto. Da anni andiamo ripetendo che l’area in cui è stata pensata la zona industriale avrebbe portato altre servitù pericolose e avevamo ragione: finora infatti i soli progetti presentati per quest’area hanno riguardato la discarica comprensoriale, il Bio Polo, i due progetti della Renerwast del digestore e ora questo. Tra l’altro gira voce che sempre relativo a quest’area (che è in Zona a protezione speciale) c’è un altro progetto sempre riguardante il trattamento dei rifiuti. La vocazione di questo territorio non è la ‘‘monnezza’’ ma sono le attività legate all’agricoltura, all’allevamento e al turismo, basta con questi progetti scellerati”.   (09 Nov 2013 – Ore 20:33)

CIVONLINE – Inerti allo Spizzicatore, slitta la Conferenza dei Servizi

Inerti allo Spizzicatore, slitta la Conferenza dei Servizi

ALLUMIERE. Rinviata al prossimo 21 novembre

ALLUMIERE – Si è tenuta ieri nel Comune di Allumiere la Commissione Urbanistica Uso e assetto del Territorio promossa dal sindaco Augusto Battilocchio che ha avuto come tema il progetto della Leanza che vorrebbe realizzare ad Allumiere (in località Spizzicatore) un impianto di trattamento di rifiuti inerti. Da Allumiere c’è però l’unanimità nel dire no a questo progetto, anche perché come spiega il sindaco Augusto Battilocchio «Per l’area industriale allo Spizzicatore non c’è il Piano di Insediamento Industriale e quindi non si può costruire nulla; più volte, poi, abbiamo espressamente detto che noi ad Allumiere rigettiamo qualsiasi progetto di trattamento dei rifiuti». All’incontro in Comune hanno partecipato oltre al sindaco Battilocchio e al delegato all’Ambiente Bastianini anche tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, nonché i rappresentanti del Comitato anti discarica. Intanto stamattina alle 10 si doveva tenere a Roma la Conferenza dei Servizi proprio su questo tema ma la Provincia di Roma, organizzatrice dell’incontro, ha inviato una nota con la quale ha annunciato lo spostamento al prossimo 21 novembre. Rom. Mos. (12 Nov 2013 – Ore 08:17)

Censis: i romani non sanno differenziare – ECO dalle CITTA’

Censis: i romani non sanno differenziare – ECO dalle CITTA’

Tra i vari e gravi problemi che condiscono la pessima gestione rifiuti di Roma è inquietante la mancanza di senso civico di una grossa percentuale di abitanti della capitale. Molto interessante l’articolo di Giorgia Fanari  sul rapporto del censis. ndr”

Un terzo dei romani si dice “disinformato” sulle regole di base della differenziata. Chi ha problemi a fare la raccolta differenziata adduce come motivazioni l’eccessivo impegno richiesto in termini di tempo e fatica e lo scetticismo di fondo sull’utilità di effettuare la separazione domestica dei rifiuti.

di Giorgia Fanari
venerdì 26 luglio 2013 13:05

Censis: i romani non sanno differenziare

Per chi vive a Roma la notizia non è così sorprendente: più della metà dei romani non sa fare la raccolta differenziata dei rifiuti. È quanto emerge dall’indagine “Un’agenda urbana per Roma” realizzata dal Censis e Rur (Rete urbana delle Rappresentanze)tra il mese di dicembre 2012 e gennaio 2013 su un campione rappresentativo di romani.

I risultati evidenziano che solo il 41% dei romani dice di aver ricevuto informazioni adeguate e di essere a conoscenza delle regole di base della differenziata, contro una percentuale registrata a livello nazionale pari al 67,5%. Più di un terzo dei cittadini considera “insufficienti” le informazioni ricevute. Un quarto dei romani si dichiara sostanzialmente “disinformato“.

Incrociando il dato con il titolo di studio dell’intervistato, il Censis afferma che tra le fasce a più basso tasso di istruzione i problemi della mancata informazione sono più gravi. Infatti si dichiara ben informato solo il 30% degli intervistati con titolo di studio fino alla licenza media, contro il 45% dei diplomati ed il 47% dei laureati.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti
urbani, a Roma la stragrande maggioranza dei cittadini (86%) dichiara che nella propria zona di residenza vige il sistema più semplice e meno evoluto, quello con i cassonetti collocati su strada, mentre i sistemi di “porta a porta” hanno una diffusione ancora molto limitata. A segnalare il ritardo della Capitale su questo versante, va sottolineato che, sempre secondo l’indagine, il dato medio di raccolta con cassonetti delle città con oltre 250.000 abitanti si attesta sul 70% e il dato nazionale sul 51%. Naturalmente nelle città medio-piccole, con popolazione compresa tra 10.000 e 50.000 abitanti, il peso del “porta a porta” nelle sue varie forme è ancora superiore e raggiunge percentuali prossime al 60% delle risposte.

Analizzando le motivazioni addotte da chi ha problemi ad effettuare la raccolta differenziata, se circa il 50% delle risposte rimanda all’eccessivo impegno richiesto in termini di tempo e fatica, è da segnalare il fatto che ben il 25% esprime uno scetticismo di fondo sull’utilità di effettuare la separazione domestica dei rifiuti dato che poi, si sospetta, vengono smaltiti comunque in discarica/inceneritore. Un fattore su cui evidentemente molto si può lavorare.

Per i più disperati, in attesa di una maggior opera di sensibilizzazione da parte dell’Ama e dalle istituzioni competenti, consigliamo la App “ButtaBene“, per avere sempre a portata di mano le informazioni necessarie per fare un’adeguata raccolta differenziata.

CIVONLINE – Porta a porta: piovono finanziamenti

TOLFA – Porta a porta: piovono finanziamenti

Tolfa. Via libera della provincia di Roma ai fondi per coprire i costi della raccolta differenziata In arrivo 276mila euro. Dalla Regione invece 34mila euro per l’impianto di videosorveglianza

di ROMINA MOSCONI

TOLFA – Pioggia di finanziamenti a Tolfa per dare il la alla raccolta differenziata porta a porta e per installare la videosorveglianza. «Finalmente, dopo una lunga attesa – ha sottolineato il sindaco di Tolfa, Luigi Landi – la Provincia di Roma ha comunicato la disponibilità finanziaria di erogarci 276 mila euro per poter coprire l’extra costo della raccolta differenziata porta a porta per il primo anno». Questa notizia si attendeva da tempo ed era ovviamente nell’aria in quanto il progetto sul finanziamento della raccolta differenziata era stato approvato già nel 2011 e già da tempo sia il sindaco che l’assessore all’Ambiente, Cristiano Dionisi, lo avevano prennunciato. «E’ una notizia molto importante che ci permetterà di poter attivare un servizio che avrà indubbi benefici sull’intera collettività tolfetana così come accaduto in altri Comuni vicini». Landi e Dionisi hanno anche spiegato che: «La somma sarà iscritta a breve nel bilancio e subito dopo si inizieranno le procedure amministrative che porteranno all’attivazione del servizio stesso e che vedranno un importante lavoro sulla comunicazione e formazione del cittadino». I vertici comunali tolfetani rimarcano poi che «Purtroppo anche in questo periodo abbiamo rilevato una maggiore presenza di rifiuti indifferenziati provenienti dal vicino Comune di Allumiere e per questo nei prossimi giorni cercheremo di rafforzare i controlli». Per fermare questo fenomeno il sindaco Landi e l’assessore Dionisi insieme con il sindaco e la giunta di Allumiere stanno studiando le modalità per far convivere il servizio di raccolta differenziata nell’isola ecologica della Cavaccia. «In questi giorni – spiegano ancora Landi e Dionisi – si sta procedendo alla rimozione delle campane stradali in quanto il servizio di raccolta su strada non è più garantito dalla Provincia di Roma». Intanto anche la Regione Lazio ha comunicato l’arrivo di un finanziamento di poco superiore ai 34mila euro che consentirà al Comune di Tolfa di avere una decina di telecamere nei punti strategici del paese. Il progetto (presentato circa due anni fa) ha come obiettivo di rendere più sicuro il cittadino e evitare atti vandalici. «Ecco un altro step dopo l’installazione di telecamere su Piazza V. Veneto e la Villa Comunale – conclude Landi – sicurezza e igiene urbana sono due aspetti fondamentali per la crescita sociale del paese. Siamo soddisfatti di questo duplice finanziamento e ringraziamo l’assessore all’Ambiente Cristiano Dionisi e il delegato Armando D’Amico che hanno seguito l’iter amministrativo dei due finanziamenti».

(17 Giu 2013 – Ore 20:53)

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