7 maggio 2016 – Manifestazione contro l’inceneritore

ManifestazioneAntiInceneritore

BigNotizie: Pronti alle barricate contro l’inceneritore

Affollata assemblea pubblica alla biblioteca comunale.
Un NO trasversale al progetto dell’inceneritore al centro chimico di Santa Lucia.

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Assemblea del 9-03-2016

CIVITAVECCHIA – Grande partecipazione all’assemblea pubblica di questo pomeriggio alla biblioteca contro la realizzazione dell’inceneritore al centro chimico di Santa Lucia. In tanti hanno risposto all’invito del neonato comitato di cittadini che vuole sensibilizzare tutta la popolazione e le istituzioni ed impedire l’ennesima violenza ai danni del territorio. Il Comitato dei “cittadini uniti contro l’inceneritore” punta all’immediato blocco del progetto e chiede inoltre la completa bonifica degli oltre 600 ettari di terreno del Cetli Nbc: un duplice obiettivo che si vuole raggiungere con partecipazione popolare, di massa e trasversale. “Siamo pronti anche ad impedire materialmente l’arrivo al centro di ogni singolo componente destinato alla realizzazione dell’inceneritore” hanno sottolineato i responsabili del Comitato che è più che mai determinato a scongiurare questa ipotesi.

Il Comitato: prossimo passo la mobilitazione popolare”.
Il dottor Mauro Mocci in un lungo e documentato intervento ha invece messo in guardia sui rischi ambientali che corre il territorio con la presenza di questo tipo di impianto, sottolineando che si tratta di un inceneritore e non di un ossidatore termico. Ampia partecipazione all’assemblea da parte dei politici del territorio. A partire dai sindaci di Civitavecchia e Allumiere Antonio Cozzolino e Augusto Battilocchio, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, i consiglieri regionali Gino De Paolis e Devid Porrello, e le deputate Marta Grande e Marietta Tidei. L’onorevole del M5S ha ricordato l’interrogazione presentata nel 2013, con risposte vaghe dal ministro nonostante l’assenza del segreto militare, e il rifiuto ad una serie di controlli sul centro da parte di soggetti esterni. “Ribadiamo la contrarietà a questo tipo di strutture, soprattutto in un territorio come il nostro che ha già pesantemente pagato in termini ambientali. Al comitato – ha affermato Marta Grande – sottoponiamo anche una serie di proposte che vanno dalla revisione del sistema di smaltimento e della convenzione di Parigi del 1993, la delocalizzazione dell’impianto in un altro centro, e la richiesta di una serie di tutele ambientali per Santa Lucia”. Marietta Tidei ha invece annunciato di aver incontrato ieri mattina un consigliere del ministro della difesa Roberta Pinotti. “Ho espresso tutte le mie perplessità su questo progetto, che non deve essere assolutamente realizzato a Civitavecchia. Il nostro territorio – ha spiegato Tidei – non può essere disponibile a questa soluzione, ma la battaglia deve essere corale e unitaria. Il ministero deve trovare un sito alternativo a Santa Lucia”. Marietta Tidei ha sottolineato che da via XX Settembre per il momento si parla ancora di una progettazione a livello preliminare, con allo studio l’utilizzo di tecnologie tedesche più avanzate di quelle attualmente presenti al centro chimico. L’onorevole del PD in previsione del consiglio aperto sull’inceneritore ha chiesto di coinvolgere lo stesso Ministero per una discussione a tutto campo. Invito che è stato confermato dal Sindaco Cozzolino e dall’assessore all’ambiente Manuedda che ha ricordato come ci siamo ancora ampi margini di manovra da parte del Comune, soprattutto nell’eventuale conferenza dei servizi prevista dall’iter del progetto.

Il Movimento Nocoke Alto Lazio ringrazia Greenpeace

Anche se in ritardo, e ci scusiamo per il disguido, pubblichiamo il comunicato del Movimento Nocoke Alto Lazio, anche a distanza di qualche giorno resta attuale dato che è un attività che avrà un lungo epilogo. (ndr)

 

 Movimento No coke Alto Lazio

 

Il Tribunale di Roma ha bocciato il tentativo di Enel di censurare la campagna di Greenpeace  “Facciamo Luce su Enel”, riconoscendo che la comunicazione utilizzata per pubblicizzarla è commisurata all´evidenza dei dati scientifici prodotti, che dimostrano gli impatti fortemente negativi del carbone sul clima e sulla salute umana.

La sentenza parla chiaro: “i dati riportati [da Greenpeace] sono effettivamente conformi agli esiti della ricerca commissionata da Greenpeace a SOMO relativamente ai danni provocati dalle centrali a carbone e già noti alla comunità scientifica internazionale (prima tra tutte l´Agenzia Europea per l´Ambiente, EEA)” e riconosce che “la durezza delle espressioni è giustificata dalla gravità della tematica affrontata, dal suo rilevante interesse per l´opinione pubblica (oltre che per la comunità scientifica internazionale), dalla funzione tipicamente di denuncia dell´associazione resistente …”.

La produzione termoelettrica a carbone di Enel è causa, in Italia, di una morte prematura al giorno e di danni al Paese stimabili in circa 2 miliardi di euro l´anno; mentre in Europa quella stessa produzione causa quasi 1.100 casi di morti premature l´anno e danni per 4,3 miliardi di euro.

Se oltre a tali dati, emersi dalla ricerca commissionata da Greenpeace, consideriamo anche quelli resi noti nel “Rapporto 2011” appena pubblicato dall’Osservatorio Ambientale per Torrevaldaliga Nord della Regione Lazio, che evidenzia, con qualche differenziazione tra uomini e donne e tra residenti a Civitavecchia e nell’area limitrofa, (escludendo le ospedalizzazioni) un eccesso di mortalità per tumore del polmone, della pleura, della trachea, dei bronchi, del fegato e del rene, nonché un eccesso di mortalità per infezioni acute delle vie respiratorie e per malattia dell’apparato genito-urinario, si palesa in tutta la sua evidenza  l’insostenibilità rappresentata dalla servitù energetica sul nostro territorio e sulle nostre stesse vite.

Il movimento Nocoke Alto Lazio ringrazia Greenpeace per la sua determinata e sistematica azione di informazione sugli effetti nocivi del carbone ed esprime al Direttore Giuseppe Onufrio, e ai militanti dell’associazione tutti, la propria totale solidarietà per questo ennesimo tentativo di censura, tipico dell’agire antidemocratico dell’ente energetico.

Civitavecchia e il comprensorio dell’Alto Lazio ringraziano (!), invece, i vari inquinatori del territorio, ed in particolare ENEL,  per quella che, secondo i dati diffusi da Greenpeace, si configura come una vera e propria strage che si sta perpetrando ai danni della popolazione locale.

Non esistono compensazioni economiche, l’esborso di contributi a pioggia o la sponsorizzazione di qualsivoglia opera più o meno utile che possano assolvere cattive coscienze e ripagare dei danni subiti e quanto sottratto alla nostra vita, ovvero il diritto di avere un futuro.

Per questo, per legittima difesa, continueremo a combattere quella maledetta centrale, fino a che ENEL, come richiesto anche da Greenpeace, non  azzeri la produzione di energia a carbone sostituendo quest’ultimo con fonti pulite e rinnovabili.

Civitavecchia, 18 luglio 2012

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