leggo.it – La richiesta di arresto per Cerroni rubata dall’ufficio del Gip

Cerroni – l’uomo che ha “salvato Roma” (ndr)…

LEGGO.IT  La richiesta di arresto per Cerroni rubata dall’ufficio del Gip

Mercoledì 15 Gennaio 2014  – di Sara Menafra

C’è una talpa negli uffici del tribunale. Una manina ben inserita e molto potente, capace di arrivare nell’ufficio del gip Massimo Battistini. Mentre il gip, nel corso dell’ultimo anno, valutava gli atti che avrebbero portato all’arresto del Ras delle discariche Manlio Cerroni. E capace di far sparire l’intera richiesta di misura cautelare firmata dal pm Alberto Galanti dalla sua cassaforte. Non solo. Quando i magistrati si sono accorti di quanto era accaduto negli uffici del tribunale, il 16 luglio 2013, e hanno avviato le prime indagini si sono accorti di due particolari molto gravi: i nastri delle telecamere che filmano i corridoi di piazzale Clodio notte e giorno erano spariti. E, contemporaneamente, chi ha agito è riuscito a non lasciare nessun segno di effrazione. Insomma, c’è qualcuno all’interno del tribunale che gli ha dato una mano, permettendo di ritardare l’arrivo degli arresti. Per questo un fascicolo di indagine è stato aperto anche a Perugia. Il pm Galanti nel firmare l’integrazione alla richiesta di custodia cautelare è esplicito: «La sottrazione, pur essendo allo stato commesso da soggetti ignoti, deve con ogni probabilità ricondursi alla sfera di influenza esercitata dagli odierni indagati, la cui “onnipresenza” all’interno della pubblica amministrazione è conclamata da una serie infinita di riscontri».

Marrazzo nel sistema Il deposito degli atti a sostegno della misura di custodia cautelare ai domiciliari per sette indagati (ieri ci sono stati i primi interrogatori di garanzia) dà anche il quadro di quanto fossero forti i legami di Cerroni con la politica. Accuse molto pesanti sono quelle contro l’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo. Non solo per aver firmato l’autorizzazione per il termovalorizzatore di Albano, firma che gli è costata l’accusa di falso e abuso d’ufficio. La scheda che gli inquirenti gli hanno dedicato spiega che di quel sistema di relazioni «faceva egli stesso parte avendo rivestito un ruolo di primaria importanza per il raggiungimento dei fini illeciti. Egli gettava le basi per quelle che veniva successivamente inquadrate come attività di artificio e raggiro finalizzate all’ottenimento di pubbliche erogazioni».
Firmando l’autorizzazione per la costruzione del gassificatore di Albano, Marrazzo faceva anche in modo che su quel capitolo andassero i fondi europei Cip6. Il 30 marzo del 2008, quando la prima autorizzazione sembra essere bloccata, da un parere negativo alla valutazione di impatto ambientale, il governatore interviene di persona.
Arcangelo Spagnoli, responsabile del provvedimento, si confronta con un ingegnere del commissariato. Spagnoli: «Allora, abbiamo scritto una lettera violenta contro quelle stronz…»; Martino: «Ah…»; Spagnoli: «Bisogna aspettarsi per domani chiamate tambureggianti. Ovviamente ci abbiamo la sponda anche il Presidente, molto incazzato, quindi, insomma non è lavoro a vuoto .. dovrà avere prima o poi un esito positivo».
La valutazione del gip è molto chiara. Marrazzo era consapevole che su quell’impianto sarebbero arrivati i finanziamenti: «Nonostante le incombenze pratiche venivano lasciate agli addetti ai lavori, le strategie di massima venivano indicate da Piero Marrazzo – scrive – Era sottinteso, come già affermato, che in questo senso v’era un’unità d’intenti tra la parte politica e quella imprenditoriale. Il presidente e commissario Piero Marrazzo aveva dato un chiaro segnale in tal senso aprendo la strada e spianandola a quelle procedure finalizzate a far piovere gli incentivi CIP6 sull’impianto di Albano».
Le Minacce Perché tutta questa solerzia? Sono i Carabinieri del Noe, in una informativa, a dare il quadro della situazione, ipotizzando addirittura il reato di estorsione per il Ras delle discariche Manlio Cerroni ai danni del governatore e del sindaco Alemanno. «La minaccia era quella di impedire gli smaltimenti, in modo da indurre il Sindaco Alemanno e il presidente della Giunta regionale Lazio, Marrazzo, a disporre il pagamento di circa 130 milioni di euro di fatture arretrate», scrivono. Tra gli obiettivi c’era la nomina, in Regione, di uomini di fiducia di Cerroni. In particolare Mario Di Carlo per cui Cerroni pretendeva la delega ai rifiuti, mai effettivamente concessa da Marrazzo. Sebbene a verbale l’ex governatore abbia sempre negato, i due si sarebbero visti anche a pranzo, nella sede di rappresentanza di Villa Piccolomini. Il governatore aveva delegato i rapporti al suo vice, Esterino Montino. Scrive il gip: «L’attività aveva messo in evidenza il fatto che Marrazzo aveva affidato al vicepresidente Montino la conduzione, sul piano politico, delle scelte in tema di gestione dei rifiuti, ma questo non esulava il presidente dal conoscere anch’egli le dinamiche intrinseche di tali scelte». Quando arrivano i Carabinieri per le prime ispezioni, Spagnoli difende quanto fatto e si confida: «Li ho difesi anche dai Carabinieri, li dovevo far arrestare. L’ho fatto perché c’era Piero Marrazzo dietro tutto questo reticolo». Anche ad Alemanno sarebbero arrivate minacce. A dicembre 2008, tramite un consigliere regionale, Cerroni fece arrivare le sue pressioni sull’allora sindaco: «Gli dici: guarda sta volta questo vi leva la pelle». Le informative parlano di rapporti tra Cerroni ed una serie di politici anche nazionali, tra cui Francesco Rutelli e Giuseppe Fioroni. E’ però il capo della Protezione civile Guido Bertolaso a dargli una mano attiva quando l’imprenditore Fabio Altissimi, poi diventato uno dei principali accusatori, gli scrive per denunciare le anomalie: «Non si ravvisano elementi che ne giustifichino il coinvolgimento nelle numerose questioni sollevate», gli risponde.
Talpe in regione I contatti in Regione permettevano alla rete di avere informazioni anche sulle indagini in corso. L’11 novembre del 2012, quando il parlamentare Stefano Pedica si presenta a Malagrotta per un’ispezione, l’effetto sorpresa non c’è. Nel gruppo Cerroni si sa già da 24 ore. Federica Conte, segretaria di Cerroni, è stata avvertita. La comunicazione inviata alla segreteria dell’assessore ai Rifiuti, Pietro Di Paolo, è già stata girata a Cerroni. La Mazzei, segretaria di Di Paolo, si attiva per ogni richiesta da parte di Conte, anche quelle «non limpidamente istituzionale». A Rando, braccio destro di Cerroni, Conte dice al telefono dice di essere andata alla Regione a prendere «le copie del collaudo e delle casse che vanno consegnate in Arpa, Provincia e Comune e che ha mandato una nota proprio a Fegatelli. E poi, quando Rando le chiede come comportarsi in merito all’ispezione risponde: «Noi non dobbiamo assolutamente essere al corrente».
Atti modificati Il 29 dicembre 2010 il gruppo Cerroni riesce a modificare la relazione di stabilità dei versanti di Malagrotta, utilizzando, in accordo con un suo assistente, la firma digitale dell’ingegnere che l’aveva redatta. I carabinieri del Noe lo deducono dalle intercettazioni. «Io adesso, nell’immediato non te la posso modificare», dice l’assistente alla Conte, dopo averle annunciato che gli è arrivata la firma digitale dell’ingegnere. «Te lo posso fare tra un’oretta». E la segretaria: «Si va bene, tanto noi dobbiamo consegnare oggi entro capito? Entro un certo orario dobbiamo consegnare». L’assistente risponde: «Certo se c’hanno fretta, la firma ce l’hai basta che scrivi sopra a quella cosa…dichiarazione sulla stabilità dei versanti di Malagrotta». E la segretaria «Però aspetta un’attimo, dichiarazione e basta, io sottoscritto, come la fa lui?».

Il Fatto Quotidiano – Rifiuti, 7 arresti a Roma: anche il patron di Malagrotta Manlio Cerroni

Rifiuti, 7 arresti a Roma: anche il patron di Malagrotta Manlio Cerroni – Il Fatto Quotidiano

Rifiuti, 7 arresti a Roma: anche il patron di Malagrotta Manlio Cerroni

Sette persone sono state arrestate dai carabinieri del Noe di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti del Lazio. Tra questi anche l’imperatore dei rifiuti di Roma, l’ottavo re che ha vissuto negli anni di centrodestra e centrosinistra come il padrone, il monopolista nella gestione del pattume sia nella capitale che nel Lazio: Manlio Cerroni, proprietario dell’area della discarica di Malagrotta, è finito ai domiciliari. Un’inchiesta, quella della Procura di Roma, che scompagina un sistema di potere giocato in forza del controllo della catena di comando a rischio di lasciare la Città eterna inondata di rifiuti. Sistema che ha fatto comodo alla politica, incapace di scelte e di governare il ciclo. Con Cerroni agli arresti domiciliari altre 6 persone: imprenditori, ma anche funzionari pubblici. Associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e truffa sono tra i reati contestati a vario titolo agli indagati. Ai domiciliari Francesco Rando, uomo di fiducia dell’avvocato e gestore della Pontina Ambiente. Rando gestisce anche la E.giovi srl che, insieme al Consorzio Co.la.ri., è tra le aziende principali dell’avvocato che fatturano in media 150 milioni di euro all’anno.

L’inchiesta da Velletri
Ne ha fatta di strada Cerroni, una vita in sella dai tempi della sindacatura nel piccolo paese di Pisoniano, in provincia di Roma, anni Cinquanta, quando si faceva immortalare vicino a Giulio Andreotti fino all’ascesa da imprenditore. Cerroni ha costruito un impero controllando la mega discarica di Malagrotta che per 30 anni ha ingoiato i rifiuti di Roma, di Fiumicino e della città del Vaticano. Società in tutta Italia e anche all’estero, un patrimonio sconfinato e impianti costruiti in mezzo mondo. Ora l’epilogo dei domiciliari. L’inchiesta è partita nel 2009, condotta dai carabinieri del Noe di Roma agli ordini del colonnello Ultimo e del capitano Pietro Rajola Pescarini. La Procura di Velletri, pm Giuseppe Travaglini, aveva chiesto gli arresti, ma il gip nell’aprile 2012 ha traferito gli atti per competenza alla Procura capitolina. Sotto accusa era finita la gestione del polo industriale di Albano Laziale, dove l’anziano avvocato, con la Pontina Ambiente, gestisce una discarica e un Tmb, impianto di produzione del cdr, le balle dei rifiuti da incenerire. Secondo l’accusa veniva prodotto cdr in misura inferiore rispetto a quanto veniva poi fatto pagare ai Comuni conferitori, con risparmio per il privato che spendeva di meno per smaltirlo in discarica, che in tanto si esauriva prima, piuttosto che per incenerirlo. I comuni pagavano per un servizio che non ricevevano procurando così un vantaggio alla società di Cerroni. L’inchiesta per competenza si è spostata a Roma, i pm Alberto Galanti e Maria Cristina Palaia sotto la guida del procuratore Giuseppe Pignatone, hanno chiesto le misure cautelari, oggi accolte dal gip, ordinanza eseguita dagli uomini del Noe.

Il funzionario a disposizione
Se c’è l’imprenditoria non può mancare il funzionario regionale, anche lui ai domiciliari, si tratta di Luca Fegatelli. Notizie riguardo l’indagine, che oggi ha portato all’esecuzione delle misure cautelari, erano già state pubblicate eppure Fegatelli, anche quando Nicola Zingaretti è stato eletto presidente della Regione, è rimasto in sella con una sfilza di incarichi (ilfattoquotidiano.it ne contò 10). Tra questi anche quello di direttore dell’agenzia regionale per i beni confiscati. Fegatelli è stato dirigente della direzione regionale energia e rifiuti fino al 2010 prima di passare a capo del dipartimento istituzionale e territorio, ruolo che oggi ricopre. Per gli inquirenti è stato a disposizione del gruppo imprenditoriale, è risultato il vero regista, l’uomo chiave della strategia “cerroniana” in Regione. Insieme a Cerroni ai domiciliari finiscono i suoi uomini di sempre, i fedelissimi che da anni sono stati ai vertici della galassia di imprese dell’avvocato.

L’assessore al telefono
Ai domiciliari anche Bruno Landi, ex presidente della Regione Lazio negli anni Ottanta, craxiano di ferro, presidente di Federambiente Lazio, che ha ricoperto diversi ruoli nelle società dell’avvocato da Viterbo a Latina. Landi è stato il punto di contatto con il mondo della politica. Quella politica che ha sempre acconsentito alle richieste dell’avvocato per lo spettro della spazzatura in strada e l’incapacità dei partiti di avviare un ciclo di gestione dei rifiuti. Negli atti, l’informativa dei carabinieri del Noe inviata alla Procura di Velletri, anche una telefonata con l’attuale assessore regionale Michele Civita (estraneo all’inchiesta), quando era assessore in Provincia. Conversazioni che raccontano il ruolo e il potere di Cerroni. Era il 2010. I carabinieri scrivono nell’informativa: “L’assessore, sebbene in un primo momento sembra tenere testa alle pretese dell’avvocato, alla fine soccombe dietro la paura di creare un problema igienico-sanitario simile a quello vissuto dalla città di Napoli, così come paventato dal Cerroni stesso”. Un potere e un ruolo che hanno affascinato anche Goffredo Sottile (pure lui estraneo all’indagine), ultimo commissario per l’emergenza rifiuti a Roma, che anche in pubblico aveva espresso apprezzamenti per l’avvocato. Nonostante l’indagine in corso a carico di Cerroni – nota già dallo scorso anno – Sottile ha insistito per affidargli la gestione della nuova discarica che avrebbe servito Roma dopo Malagrotta. Ipotesi poi tramontata. Tramontata come la rete di potere dell’anziano avvocato.

La lunga ed infinita saga dello Spizzicatore

Chi non è abituato a guardare oltre il giardino di casa sua probabilmente non sa nemmeno cosa significhi “Spizzicatore“, non  immagina la bellezza di quei posti e nemmeno che questa zona, nonostante i forti vincoli paesaggistici e ambientali (Zona a Protezione Speciale), sia da diversi anni sotto attacco di bramosi desideri di arricchimento da parte di varie società private che, con la scusa di dover chiudere necessariamente il ciclo rifiuti della raccolta differenziata (che le città e i paesi di maggior rilievo della zona NON fanno), hanno proposto e continuano a proporre progetti a loro avviso “proporzionati” al nostro fabbisogno!

Per spiegarci meglio, Allumiere, che è l’unico paese del comprensorio ad aver adottato la differenziata porta a porta, produce circa 350 tonnelate di umido annue. Di contro, i progetti fino ad ora proposti, sono stati pensati per gestire da 40.000 a 130.000 tonnellate annue.

Per la zona dello Spizzicatore sono state avanzate, in pochi anni, una proposta di Discarica per Allumiere e Civitavecchia, un impianto digestore della EcoStyle, un impianto Digestore della Renerwaste ed anche altro. Queste le tappe riassunte in breve:

  • Inizio anni ‘90 :  primo tentativo di realizzare una discarica nella ex cava in località Spizzicatore.
  • 2004:  secondo tentativo – realizzare la stessa discarica (Sindaco Giuseppino Cammilletti).
  • 2010: terzo tentativo –  sotto l’amministrazione del sindaco Augusto Battilocchio, sostituire Malagrotta con il Comprensorio Militare Santa Lucia (Protocollo Alemanno – La Russa ; Polverini – Piano regionale dei rifiuti).
  • Luglio 2010:  quarto tentativo – il Comune di Allumiere commissiona alla società Eco Style  S.r.l. una ricerca di sviluppo per la stessa zona trasformandola urbanisticamente in zona industriale.
  • Autunno 2010 : arriva in Comune l’idea progettuale di Eco Style  denominata Bio Polo.
  • Maggio 2012:  l’idea progettuale di Eco Style prende corpo; la Renerwaste S.p.a.  presenta il progetto del Mega Digestore da 70.000 tonnellate.
  • Settembre – Novembre 2013: mentre viene bocciato definitivamente dalla Provincia di Roma il progetto della Renerwaste, spunta un nuovo progetto per la realizzazione di un impianto per smaltimento di rifiuti inerti.
  • Novembre 2013: per la zona, non mancando di idee, spunta anche un nuovo progetto, stavolta di solo compostaggio.

Alla base di tutti questi avvenimenti vogliamo porre, a voi lettori, alcune domande su cui riflettere provando a rispondervi:
Perchè tutto accade e viene proposto per quel territorio, nonostante il forte vincolo della ZPS?

Chi sono i proprietari di quei terreni?

Chi sono i personaggi che propongono tutti questi progetti e che legami hanno con questi terreni?

Come mai non viene proposta la coltivazione di uva pregiata o di altre colture adatte?

Come mai si riesce a gestire solo pietre in quei terreni?

Noi non siamo magistrati ma, se lo fossimo, queste sarebbero domande per quali pretenderemmo risposte chiare e faremmo di tutto per bloccare il proliferare di investimenti chiaramente sospetti.

– Il Comitato –

(Pubblichiamo di seguito gli articoli del quotidiamo telematico CIVONLINE di questi ultimi giorni, per aiutare a capire meglio gli ultimi sviluppi della saga)

CIVONLINE – ALLUMIERE. No al digestore, soddisfatto Gino De Paolis
ALLUMIERE – Plaude alla bocciatura del progetto del mega digestore da realizzarsi ad Allumiere il consigliere regionale Gino De Paolis (Sel). «Finalmente si chiude una lunga storia e ne sono molto contento. Ho seguito, con il sostegno dei comitati dei cittadini, molto da vicino il progetto di megadigestore in località Spizzicatore della società Renerwaste, ribadendo ogni volta che ce n’è stata  l’occasione che quell’impianto non ci serviva, non era funzionale al territorio e quell’area è zona di pregio – spiega Gino De Paolis – il megadigestore era stato oggetto di una mozione, presentata da me a Palazzo Valentini e approvata all’unanimità del Consiglio dove la Provincia di Roma esprimeva la contrarietà al progetto.  A questo si aggiunse anche il parere contrario del Comune di Allumiere». De Paolis conclude poi: «Il no definitivo della Provincia è un tassello importante per scongiurare scellerati progetti in un territorio che è già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale». (Rom. Mos.) (31 Ott 2013 – Ore 21:19)

CIVONLINE – Spizzicatore, nuovo allarme

Bocciato da Palazzo Valentini il progetto di un digestore promosso dalla Renerwaste. Spunta un impianto di recupero di rifiuti inerti. Il 12 novembre la conferenza dei servizi

ALLUMIERE

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Con una missiva datata 28 ottobre la Provincia di Roma ha fatto sapere che c’è stata la conclusione della Conferenza dei Servizi preliminare per l’istanza di autorizzazione per l’impianto di trattamento di rifiuti (digestore) in località Spizzicatore e per il parere negativo espresso dal Comune di Allumiere e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il progetto del digestore proposto dalla Renerwaste Spa è stato bocciato.
Questa decisione fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i residenti di  Allumiere e del comprensorio, ma non c’è il tempo per festeggiare perché sul comprensori pende già un’altra spada di Damocle. La Provincia di Roma ha convocato per il 12 novembre alle 10 nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’, una nuova Conferenza dei Servizi relativa al procedimento finalizzato al rilascio di un’autorizzazione unica per un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura sempre in località Spizzicatore (particella 25 del foglio 19 del Catasto) proposto da Leanza Immobiliare Srl.
Il progetto è stato presentato il 19 settembre del 2012 e sono state apportate integrazioni il 18 ottobre 2012. Ancora una volta sul piede di guerra il Comitato anti discarica di Allumiere che critica il sindaco Battilocchio di non aver avvertito la popolazione e che ora il tempo per proporre le osservazioni è poco. «Il 15 ottobre il Comune di Allumiere ha ricevuto sia il fax di convocazione alla Conferenza dei Servizi che il cd con il progetto ma l’amministrazione comunale non ci ha interpellati e tutto finora è passato nel silenzio – spiega il portavoce, Emiliano Stefanini – subito faremo richiesta di audizione alla conferenza dei Servizi». Battilocchio, però, rispedisce al mittente le accuse: «Intanto abbiamo discusso di questa situazione e della convocazione in Commissione la scorsa settimana alla presenza anche della minoranza; poi non abbiamo avvertito i Comitati perché il problema non sussiste in quanto non abbiamo ancora un Piano di Insediamento Industriale per cui nulla qui si può realizzare. Ci siamo già mossi con l’Ufficio Tecnico e presenteremo la relazione. Volevo anche specificare che questo impianto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglia e tritura i calcinacci; anche a Civitavecchia ce ne sono due e sono di piccole dimensioni senza troppo impatto ambientale e non inquinano; ma è inutile parlarne perché da noi non si può realizzare visto che appunto manca il Piano. Il consigliere regionale, Gino De Paolis ha invece promesso che si impegnerà «a fare tutti i passaggi istituzionali in regione utili per scongiurarne la creazione». A questo punto, però,  torna alla ribalta un altro problema che negli anni precedenti aveva fatto molto discutere: «Quante volte avevamo detto che non si doveva prevedere l’area industriale allo Spizzicatore? – spiegano alcuni residenti di Allumiere – a che cosa può servire per un paese come il nostro un’area così estesa e soprattutto perché farla in quella zona dove le mire di tanti si accentrano visto che è vicina a snodi stradali e non troppo lontano dal porto? Quante volte i consiglieri Craba e Sgamma presentarono mozioni e interrogazioni per evitare che quest’area diventasse industriale?
Ora è normale che se si prevede l’area industriale è insito che venga realizzato anche un impianto di triturazione calcinacci e quant’altro perchè altro non è che la servitù della zona industriale. Ora la paura è che se è vero che la Leanza è legata a una fabbrica di pneumatici possano bruciare qui le gomme perché con il codice R13 si prevedono tante cose». Battilocchio però risponde: «Voglio tranquillizzare tutti perché abbiamo più volte espresso il nostro parere assolutamente negativo a ogni tipo di impianto». (30 Ott 2013 – Ore 19:18)

CIVONLINE – Rifiuti inerti allo Spizzicatore: sale la tensione in vista della Conferenza dei servizi

Rifiuti inerti allo Spizzicatore: sale la tensione in vista della Conferenza dei servizi

Il Comune di Allumiere deciso a ribadire il suo ”no”. Il sindaco Augusto Battilocchio: “Sulla zona non si può realizzare nulla visto che non c’è un Piano di Insediamento industriale”

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Fermento in collina in vista della Conferenza dei Servizi che si terrà martedì mattina alle 10 in via Tiburtina, convocata dalla Provincia di Roma e alla quale è stato invitato il Comune di Allumiere, visto che all’ordine del giorno c’è l’approvazione del progetto di trattamento di rifiuti inerti allo Spizzicatore per il quale la giunta Battilocchio esprimerà parere contrario. Nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’ si terrà quindi questo incontro per autorizzare un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura proposto da Leanza Immobiliare Srl. A tal proposito il sindaco Augusto Battilocchio e il delegato all’Ambiente Marco Bastianini hanno convocato per lunedì pomeriggio alle 18 in aula consigliare la Commissione Urbanistica Uso ed Assetto del Territorio alla quale hanno invitato tutto il consiglio comunale (maggioranza e minoranza) e il comitato anti-discarica. “Per chiarezza e partecipazione – spiega il sindaco Battilocchio – abbiamo invitato tutti, anche il comitato, per lavorare insieme per il bene comune, liberi da ogni strumentalizzazione. Ci prepariamo ad affrontare la Conferenza dei Servizi e ci andremo sia come parte politica della nostra amministrazione che la parte tecnica e, come abbiamo detto qualche giorno fa, diremo no anche perché per lo Spizzicatore non abbiamo ancora un Piano di Insediamento industriale per cui nulla si può realizzare. Diremo no anche se, ad onor del vero, va spiegato che l’impianto di cui si parla nel progetto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglierebbe e triturerebbe i calcinacci”. In Conferenza dei Servizi, oltre ai rappresentanti della giunta Landi, dovrebbero essere ammessi due rappresentanti del Comitato anti Discarica. “Noi – spiegano i vertici del comitato collinare – abbiamo presentato subito richiesta di audizione ma ancora non siamo stati invitati ufficialmente”. Il portavoce del Comitato antidiscarica, Emiliano Stefanini spiega che “Il progetto, presentato il 19 settembre del 2012 e modificato con alcune integrazioni il 18 ottobre 2012, essendo di dimensioni ridotte, non ha bisogno della Valutazione d’Impatto ambientale ma della Valutazione di incidenza e pare che il progetto in questione l’abbia già ricevuto. Da anni andiamo ripetendo che l’area in cui è stata pensata la zona industriale avrebbe portato altre servitù pericolose e avevamo ragione: finora infatti i soli progetti presentati per quest’area hanno riguardato la discarica comprensoriale, il Bio Polo, i due progetti della Renerwast del digestore e ora questo. Tra l’altro gira voce che sempre relativo a quest’area (che è in Zona a protezione speciale) c’è un altro progetto sempre riguardante il trattamento dei rifiuti. La vocazione di questo territorio non è la ‘‘monnezza’’ ma sono le attività legate all’agricoltura, all’allevamento e al turismo, basta con questi progetti scellerati”.   (09 Nov 2013 – Ore 20:33)

CIVONLINE – Inerti allo Spizzicatore, slitta la Conferenza dei Servizi

Inerti allo Spizzicatore, slitta la Conferenza dei Servizi

ALLUMIERE. Rinviata al prossimo 21 novembre

ALLUMIERE – Si è tenuta ieri nel Comune di Allumiere la Commissione Urbanistica Uso e assetto del Territorio promossa dal sindaco Augusto Battilocchio che ha avuto come tema il progetto della Leanza che vorrebbe realizzare ad Allumiere (in località Spizzicatore) un impianto di trattamento di rifiuti inerti. Da Allumiere c’è però l’unanimità nel dire no a questo progetto, anche perché come spiega il sindaco Augusto Battilocchio «Per l’area industriale allo Spizzicatore non c’è il Piano di Insediamento Industriale e quindi non si può costruire nulla; più volte, poi, abbiamo espressamente detto che noi ad Allumiere rigettiamo qualsiasi progetto di trattamento dei rifiuti». All’incontro in Comune hanno partecipato oltre al sindaco Battilocchio e al delegato all’Ambiente Bastianini anche tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, nonché i rappresentanti del Comitato anti discarica. Intanto stamattina alle 10 si doveva tenere a Roma la Conferenza dei Servizi proprio su questo tema ma la Provincia di Roma, organizzatrice dell’incontro, ha inviato una nota con la quale ha annunciato lo spostamento al prossimo 21 novembre. Rom. Mos. (12 Nov 2013 – Ore 08:17)

CIVONLINE – Discarica, Tidei scrive al Ministro dell’Ambiente

CIVONLINE – Discarica, Tidei scrive al Ministro dell’Ambiente

 Il Sindaco: “La realizzazione della discarica comporterebbe danni irreparabili, a livello turistico ed economico, per tutti i Comuni del nostro comprensorio”

CENTRO CHIMICO

CIVITAVECCHIA – Niente rifiuti della Capitale in zona Santa Lucia. A ribadirlo, dopo l’intervento di tutta l’amministrazione comunale, è il sindaco Pietro Tidei che ha deciso di scrivere al Ministro dell’Ambiente Orlando. “In questi giorni – si legge nella lettera inviata dal primo cittadino – si sta riaprendo la discussione, soprattutto all’interno del Consiglio comunale di Roma, riguardo all’annoso problema dell’ubicazione della nuova discarica che sostituirà il sito di Malagrotta. In passato – prosegue la lettera – era stata avanzata, tra le tante, anche l’ipotesi del territorio comunale di Civitavecchia e in particolare del comprensorio militare di Santa Lucia, quale possibile soluzione del problema. A tale ipotesi, ovviamente, era seguita una unanime e decisa presa di posizione contraria di tutti i Comuni del comprensorio, preoccupati di dover subire un’altra servitù di grande impatto ambientale che per questo territorio sarebbe insostenibile”. E il primo cittadino ricorda come “Civitavecchia è sede di uno dei più grandi poli di produzione energetica con due centrali termoelettriche (Enel e Tirreno Power) di cui una recentemente riconvertita a carbone, un grande porto praticamente ubicato al centro della città, e grandi depositi costieri di carburante. Il tutto in un territorio comunale di modesta estensione che rende ancor più pesanti queste presenze”. Il Sindaco inoltre ricorda al Ministro dell’Ambiente, come la zona in questione (quella di Santa Lucia) “si trova nella parte meridionale dei Monti della Tolfa ove è presente una zona a protezione speciale (zps) che è un’area naturale protetta istituita in base alla direttiva 79/409/Cee. La realizzazione della discarica comporterebbe danni irreparabili, a livello turistico ed economico, per tutti i Comuni del nostro comprensorio senza contare che la stessa, che poi sarebbe la più grande discarica d’Europa, si troverà tra le due necropoli di Cerveteri e Tarquinia che sono patrimonio mondiale dell’umanità”. E Tidei rispolvera anche i dati del rapporto regionale del 2010 riguardante la zona di Civitavecchia: “Tra gli uomini si è avuto un incremento malattie polmonari croniche e un aumento di decesso per tutti i tumori, in particolare per il tumore polmonare, della pleura e del tessuto linfoematopoietico. Tra le donne è stato osservato un eccesso di persone ricoverate per tumore alla mammella. Infine la possibilità che l’arsenico presente nei rifiuti possa inquinare le falde acquifere di un territorio, dove in passato sono state continuamente richieste deroghe per i valori di questo elemento nell’acqua potabile, causa di aumento di diabete e malattie tumorali, costituisce un ulteriore valido motivo per evitare di innescare questa bomba ecologica”. Tutti motivi per cui Tidei, a nome suo, del Consiglio comunale e della Giunta e di tutta la cittadinanza chiede “un Suo (riferendosi al Ministro dell’Ambiente) autorevole intervento che rassicuri i nostri concittadini e allontani definitivamente questa sciagurata ipotesi. Voglio inoltre confermarle – conclude il Sindaco nella lettera – che saremo comunque vigili e quanto mai determinati affiché la città di Roma non trovi la soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti creando servitù inaccettabili per il nostro territorio e la nostra gente”.

(08 Ago 2013)

CIVONLINE – «Siamo uniti, non ci piegheremo»

CIVONLINE – «Siamo uniti, non ci piegheremo»

ALLUMIERE – Detto e fatto: ieri il sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio ha inviato una missiva urgente ai responsabili delle Istituzioni: «Per dire la nostra ferma contrarietà a quest’ipotesi scellerata. Il nostro territorio è unito e non ci piegheremo. Non potranno imporci un’altra servitù. Ho sentito vari esponenti regionali e provinciali e tutti ci hanno assicurato il loro pieno sostegno in questa battaglia. Siamo tutti mobilitati e pronti a ogni forma di battaglia». No forte anche da Tolfa: il sindaco Landi ha inviato una nota con cui spiega: «Pieno sostegno dalla nostra amministrazione al sindaco Battilocchio nella battaglia contro la discarica. In più circostanze sia io che il consiglio comunale di Tolfa abbiamo ribadito il no duro e assoluto a all’ipotesi di una mega discarica ad Allumiere. Siamo pronti a sostenere questa posizione in tutte le forme possibili per evitare un’altra servitù che pregiudichi la salute e la vocazione turistica e ambientale dei Monti della Tolfa». Estrema contrarietà anche dal Comitato Anti discarica di Allumiere e del consigliere regionale Gino De Paolis: «Il Ministro Mauro ed Alemanno devono capire che la cosa pubblica non si gestisce come fatto privato. Se tornasse, come vuole Alemanno, l’idea di Allumiere si aspettino le barricate e la più totale contrarietà popolare. Fin da adesso facciamo appello alla sensibilità dei cittadini del comprensorio per restare vigili contro l’ipotesi dell’ennesimo sfregio al territorio. Quelle in questione sono aree in cui già oggi si soffre enormemente l’impatto ambientale delle centrali Enel, del porto e dove c’è in corso un’attività di smaltimento di armi chimiche del centro di S.Lucia. L’ipotesi di un finanziamento di 16 milioni di euro dal Ministero della Difesa per la costruzione di un inceneritore per la distruzione delle armi chimiche nel Centro Tecnico Logistico Interforze NBC di Civitavecchia prende corpo. Se si aggiungono i 6 milioni di euro che sembrerebbero girare per lo smantellamento dell’impianto meccanico biologico il cerchio si chiude: sarebbe la stessa area impegnata dal famoso protocollo La Russa-Alemanno, da liberare velocemente per destinarla all’immondizia di Roma? A lavorare sulle ipotesi di sito c’è il Commissario Sottile. La Regione Lazio poi con la mozione del 30 luglio è chiara: la nuova discarica di Roma dovrà essere dentro i confini del proprio comune». (Rom. Mos.)

Non solo Fluff. Ecco cosa c’è “già” nella discarica al Divino Amore – Affaritaliani.it

Non solo Fluff. Ecco cosa c’è “già” nella discarica al Divino Amore – Affaritaliani.it

Un nulla osta della Regione datato 2009 autorizza la Ecofer a smaltire non solo i residui ferrosi degli autodemoloitori ma anche pneumatici fuori uso, percolato prodotto in discarica, fanghi prodotti da trattamenti chimico fisici e prodotti da acque reflue industriali e resine a scambio ionico saturate o esaurite. Tra i cittadini monta la protesta.

Affaritaliani.it – Giovedì, 8 agosto 2013 – 15:15:00

Nel 2003 l’Assessore all’Ambiente della Regione Verzaschi autorizza la società Ecofer Ambiente SRL a realizzare e mettere in esercizio una discarica per rifiuti provenienti dalle attività di autodemolizione presso il sito all’ormai famigerato chilometro 15 e 300 di via Ardeatina. A poco sono serviti i comitati dei cittadini che già allora si erano mobilitati per impedire la realizzazione della discaria che nel giro di pochi anni e tra provvedimenti di revoca e riapertura entra in piena attività. Ma cosa c’è davvero in questo sito?

Ora, dal nulla osta rilasciato nel 2009 dalla Regione Lazio è chiaro che all’interno dell’invaso quello che viene smaltito non è solo il materiale ferroso residuo del processo di demolizione delle aumobili: al cosidetto “car fluff”, composto da  un miscela eterogenea di materiali metallici, ferrosi e non, di plastica, di gomma, vetro, fibre tessili, carta e cartone, vernici, vanno aggiunti altri rifiuti che sono stati stoccati nel sito. Quindi oltre ad ospitare le carcasse di veicoli fuori uso e degli elettrodomestici, con la scusa di un “uso ingenieristico” ovvero per realizzare le sponde relative ai bacini e zavorrare i teli di protezione, la discarica è autorizzata per stoccare 1600 tonnellate di penumatici.
La discarica è autorizzata anche: all’utilizzo in ricircolo del percolato; allo stoccaggio dei fanghi prodotti da processi industriali e dai processi di chiarificazione dell’acqua; nonchè resine a scambio ionico sature o esaurite. Tra i cittadini esasperati dalle proteste un’ennesima brutta scoperta che lascia l’amaro in bocca e fa crescere le preoccupazioni per quello che è veramente contenuto in quella discarica a due passi da case e aziende agricole.

ECCO IL DOCUMENTO

Il Messaggero – Sottile ha scelto: discarica sull’Ardeatina Inviata la relazione al ministro

Sottile ha scelto: discarica sull’Ardeatina Inviata la relazione al ministro – Il Messaggero

ROMA La relazione del commissario per l’emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, è arrivata sul tavolo del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando. E per la discarica c’è scritto Falcognana, sull’Ardeatina. Ma chi resterà con il cerino in mano? Chi si prenderà la responsabilità di mettere la firma sulla scelta della nuova discarica?

Il piano per la discarica

Ieri nell’ufficio del ministro Orlando c’era una buona dose di inquietudine. Nessuno lo dirà mai apertamente, ma il timore che il sindaco, Ignazio Marino, e il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, vogliano scaricare il peso della scelta su Goffredo Sottile, commissario per l’emergenza rifiuti, e dunque sul ministro Orlando, era palpabile. Per cui il ministro ha voluto mettere in chiaro una cosa: darà l’avallo alla nuova discarica solo se ci sarà il pieno accordo di tutti gli enti locali. Altrimenti, Roma dovrà risolversi da sola i problemi.

I NODI
Per oggi è prevista la manifestazione dei cittadini del IX Municipio sull’Ardeatina, che anche il rischio che si blocchi la circolazione nel tardo pomeriggio. In queste ore il prefetto Goffredo Sottile ha continui contatti telefonici con Comune e Regione. Non è tutto risolto, anzi. Ci sono soprattutto due nodi. Il primo è l’opposizione – oltre che del Municipio e della popolazione – della Ecofer Ambiente Srl, la società proprietaria della discarica sull’Ardeatina per materiale non ferroso proveniente dalle autodemolizioni. Nei giorni scorsi i vertici dell’azienda sono stati molto chiari con un comunicato stampa: «Non abbiamo mai ricevuto alcuna richiesta. L’impianto della Falcognana è nato e opera esclusivamente al servizio di attività industriali di filiera finalizzate al recupero delle

autovetture a fine vita. Smentiamo dunque ogni interesse a tala paventato impiego – discarica per i rifiuti trattati di Roma – che è antitetico agli obiettivi aziendali e sarebbe di grave nocumento al regolare svolgimento della gestione aziendale». Discorso chiuso dunque? No. In realtà il commissario Sottile ha strumenti e poteri per prendere possesso dell’area con l’esproprio e realizzarvi la discarica. C’è però il problema dei tempi. Se si alimenta una battaglia giudiziaria con i proprietari si allontana il giorno in cui Roma potrà portare in quell’impianto i rifiuti. Altro nodo: le dimensioni sono ridotte e non è possibile ampliare quella discarica.

Questo significa che l’area della Falcognana potrà essere utilizzata per poco più di un anno, al massimo due. E dopo Roma dovrà trovare una piccola discarica

definitiva. Piccola perché si spera di avere raggiunto il famoso 65 per cento della differenziata. (Ecco, una cosa che tutti i romani dovrebbero avere ben chiaro in testa: fate la differenziata, altrimenti l’emergenza sarà sempre dietro l’angolo e con essa la necessità di una grande discarica. Inutile lamentarsi se tutti – dall’Ama al singolo cittadino – non fanno la propria parte).

Ultima domanda: cosa succede se da Comune e Regione non arriva un chiaro sostegno al sito della Falcognana? I rifiuti saranno portati all’estero per molti anni, con conseguenze sulla tariffa dei rifiuti facilmente prevedibili.

Martedì 30 Luglio 2013 – 09:03

CIVONLINE – TORRE NORD «Ho visto interrare quei rifiuti»

ECO-REATI NEL NOSTRO TERRITORIO, UNA NORMALITA’! (ndr)

CIVONLINE – «Ho visto interrare quei rifiuti»

Iniziato il processo sulla discarica a Torrenord. Prima testimonianza choc. L’ex agente della Securitas ha detto di aver fatto rapporto all’Enel

DISCARICA CENTRALE ENEL

CIVITAVECCHIA – Si è finalmente aperto ieri mattina il processo per la discarica di rifiuti all’interno della centrale di Torre Valdaliga Nord. Dopo un primo rinvio nella scorsa udienza si è entrati nel vivo del dibattimento, con l’audizine dei primi testi. A raccontare come è nata questa indagine, che vede imputate otto persone tra dipendenti Enel e ditte dell’indotto, è stata la prima testimone, ovvero la presidente del Forum Ambientalista Simona Ricotti. «Ho trovato un dvd all’interno della mia cassetta delle poste – ha detto di fronte al giudice Marco Mazzeo la Ricotti, rispondendo alle domande del pm e dei legali difensori – la mattina successiva, dopo averlo visionato, l’ho consegnato alla Procura, perché ritenevo che potessero esserci gli estremi per un reato». Ma la testimonianza più importante è stata senza dubbio quella di Franco Pernici, ex dipendente della Securitas che era addetto al controllo dell’area in questione. «Ho visto materialmente una pala meccanica che caricava rifiuti su un camion in zona N8 di Tvn, dove sapevo fosse vietato tenere rifiuti. Ho notato che i camion tornavano dopo pochi minuti, per cui ho deciso di seguirne uno per capire dove andava a scaricare. A quel punto ho visto che gettava i rifiuti nella zona dei dragaggi, con un’altra pala meccanica che li interrava. Quindi ho fatto un rapporto scritto su quanto avevo visto ad un responsabile dell’Enel». Il processo è stato poi aggiornato al prossimo 8 luglio, con l’escussione di altri testi.

(11 Giu 2013 – Ore 20:29)

Lacivettadicivitavecchia.it – Divieto assoluto di combustione derivati da rifiuti

Divieto assoluto di combustione

La Civetta di Civitavecchia Pubblicato Venerdì, 26 Aprile 2013 11:21 – Scritto da Pietro Cozzolino
Emessa l’Ordinanza Sindacale in merito a rifiuti e materiali di risulta
CIVITAVECCHIA – Il divieto totale ed assoluto di combustione presso le Centrali elettriche e gli altri opifici industriali presenti sul territorio, con qualsiasi modalità e con l’utilizzo di qualsiasi procedimento tecnico, di rifiuti e di materiali di risulta, siano essi di natura organica che inorganica. Queste, in sintesi, le disposizioni emanate nella giornata odierna dal Primo Cittadino, Pietro Tidei.Ciò, ordinando a Forze dell’Ordine, Corpo di Polizia locale, Asl, Arpa Lazio, Ispra ed al competente Servizio comunale Ambiente di curarne l’attuazione ed il rispetto. Il tutto, nel corpo di un’Ordinanza (la n. 160) altresì in concreta risposta alla recente presentazione della Mozione a firma Ismaele De Crescenzo (Capogruppo Sel), supportata da Emiliano Stefanini (Comitato No Discarica di Allumiere).

Un saluto a Mauro Padroni

Mauro PadroniCi sono persone che segnano indelebilmente la vita degli altri e l’avvocato Mauro Padroni era uno di questi. Un esempio per tutti, l’intimo significato del temine “onestà intellettuale”.

Noi del Comitato sappiamo benissimo quanto Mauro si sia sempre impegnato fortemente per le cause ambientaliste ed il ricorso al TAR che potete trovare tra i nostri documenti porta la sua firma.

Ci teniamo a sottolineare che Mauro Padroni, nel lavoro svolto per le Associazioni Ambientaliste e per il nostro Comitato, ha fatto tutto mosso dai suoi ideali di giustizia e lealtà, fronteggiando spesso i poteri forti che non hanno mai avuto scrupoli nell’offendere il nostro territorio, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo.

Ora non conosciamo il luogo dove Mauro sarà andato a cercare di far rispettare le leggi, ma di sicuro sappiamo che resterà sempre nel rosso del sangue delle nostre vene.

Grazie Mauro.

Il Comitato Antidiscarica

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