Sull’ultimo progetto del DIGESTORE ad Allumiere, botta e risposta tra sindaco Battilocchio e Comitato Antidiscarica

CIVONLINE: Archiviata la proposta della Bioenergie: troppi vincoli su quel terreno

Allumiere. Il sindaco Battilocchio: «Fuori luogo quindi la contrarietà del Comitato Antidiscarica»

Allumiere, Cronaca  –  23 Apr 2015

AUGUSTO BATTILOCCHIO

ALLUMIERE – Intanto il Comune di Allumiere archivia definitivamente la proposta avanzata da ‘‘Iniziative Bioenergie srl’’ di Canino per la costruzione, allo Spizzicatore, di un biodigestore da 35mila  tonnellate/anno, un impianto finalizzato alla produzione di bio-metano. La decisione è scaturita durante la Commissione dipartimentale ‘‘Uso e assetto del territorio, sviluppo economico e attività produttive’’ riunitasi martedì. L’area oggetto di attenzione è infatti sottoposta a vincoli e quindi non c’è alcuna possibilità di procedere con il progetto. A pesare su quei terreni sono infatti i vincoli di zps e le norme tecniche di attuazione del piano regolatore che non consente la realizzazione di impianti per la lavorazione dei rifiuti. E su questo sono stati d’accordo tutti i presenti alla commissione che ha riunito non solo esponenti della maggioranza ma anche dell’opposizione e dei comitati. Nessun incontro, quindi, avverrà tra l’amministrazione comunale di Allumiere e la società proponente. «Non ci sono infatti gli elementi di fattibilità – spiega il sindaco Augusto Battilocchio – quindi non ha senso invitarli ad esporre ulteriormente». Alla commissione, allargata per volere di Battilocchio vista la delicatezza dell’argomento, hanno partecipato, oltre al sindaco Battilocchio, anche il vicesindaco Ceccarelli, il delegato all’Ambiente Bastianini, il capogruppo dell’opposizione Vincenzo Sgamma, il Comitato antidiscarica con Emiliano Stefanini, Galimberti per Fontana Tonna e infine Cammilletti. «Tutti gli interventi, in sintesi, – spiega Battilocchio – hanno messo in rilievo il fatto che, seppure ci fosse stato interesse ad approfondire il progetto, nella direzione comunque della tutela ambientale, la vincolistica presente nella zona non rende accoglibile l’ipotesi progettuale avanzata dalla società». «Peraltro – aggiunge il Sindaco – la stessa non ha neanche depositato alcun progetto definitivo, quindi non c’è proprio alcuna decisione in atto». «Alla luce di tutto questo – commenta il sindaco Augusto Battilocchio – le prese di posizione e di contrarietà sono giuste se esiste un elemento del contendere, ma se non esiste il tema non c’è alcun motivo per intervenire, a meno che non si è in cerca di visibilità». Precisa la strigliata al Comitato Antidiscarica: «Non era opportuna – incalza Battilocchio – questa uscita giornalistica da parte del Comitato, dal momento che il problema non esiste perché non ci sono elementi di fattibilità per andare avanti». Per maggiore chiarezza, il primo cittadino collinare spiega anche l’iter che ha portato alla convocazione della commissione: «La ‘Iniziative Bioenergie’ ci ha contattati due mesi fa, annunciandoci verbalmente l’intenzione di illustrarci una proposta progettuale per il recupero e l’accoglimento dei rifiuti finalizzati alla produzione di bio-metano. Dopo quel primo contatto, come amministrazione paventammo l’opportunità di riunirci con i rappresentanti della società stessa per  discuterne più nel dettaglio. Da quel momento non abbiamo più fatto nulla, né contattato la Bioenergie, che di fronte al nostro silenzio, nei giorni scorsi, ci ha scritto per sollecitare l’incontro al fine di esprimere la sua prospettiva di progetto. Da qui la mia decisione di convocare la Commissione, allargata a tutte le forze politiche e ai Comitati, per parlare serenamente della questione, senza alcuna mozione da approvare o altra decisione da prendere. Oggi, con estrema serenità e chiarezza, possiamo dire che non ha senso invitare ad esporre i rappresentanti della società, perché non ci sono le condizioni». «E poi – conclude Battilocchio – siamo tutti anti discarica. Anche se, è inutile negarlo, il nostro territorio, in particolare i comuni del litorale nord che hanno avviato la differenziata, dovranno decidere cosa fare, dove portare l’umido, considerati i costi astronomici oggi sostenuti. A breve ci sarà un nuovo incontro, dopo quello avvenuto a Civitavecchia, su iniziativa di Ladispoli, per valutare la realizzazione di un impianto al servizio del comprensorio e nell’ottica di chi vuole bene al territorio». (a.r.) 23 Apr 2015

Alcuni Commenti su Facebook:

C.C. È incredibile come sia facile con un articolo esternare cosi tante falsità, il sindaco e la sua giunta non hanno il coraggio di prendersi le responsibilità x cui sono stati votati, quando un amministrazione ha la volontà di voler realizzare un progetto, con la regione e il governo dalla propria parte, tutto è possibile, invece abbiamo assistito ad una commissione dove x quanto riguarda le informazioni sull’impossibilità di realizzare tale progetto causa ZPS è stata esternata dal movimento antidiscarica, e dove nessuno della maggioranza aveva un idea chiara su come affrontare la proposta allo spizzicatore al punto da cercare indicazioni e consensi dalle opposizioni, improvvisamente diventati importanti, ad Allumiere è finita la politica MA NON PER COLPA NOSTRA CARO SINDACO DALLA MORALE FACILE.

A.M. Sempre e solo a dir male del signor sindaco e dei suoi “uomini”. Come se si fossero sempre e solo contraddistinti per il loro modo ambiguo di gestire ciò che gli compete o forse meglio dire competerebbe.
Come siete prevenuti e poco riconoscenti verso chi TANTO fa per…. Se stesso.
e come è buon uso fare, anche in questa circostanza era stato proposto un incontro chiarificatore….. Il modus operandi è sempre li stesso…. Vivi complimenti e un gran plauso per le responsibilità che sempre vi sapete assumere…..


QUINDI LA REPLICA DEL COMITATO

«Reazione scomposta del sindaco Battilocchio»

Replica del Comitato antidiscarica. Intanto Fontana Tonna presenta una mozione per un impianto di compostaggio

Allumiere, Cronaca  –  24 Apr 2015

L'area del progetto in località Spizzicatore

L’area del progetto in località Spizzicatore

ALLUMIERE – «Il Comitato Antidiscarica può esultare per aver bloccato sul nascere questa ennesima proposta di lavorare i rifiuti di Roma e Provincia ad Allumiere». Inizia così la risposta del Comitato Antidiscarica, al sindaco Battilocchio: «La discussione su questa idea progettuale si è aperta grazie alla diffusione da parte del Comitato di un comunicato dove si denunciava l’avvenuta discussione su questo impianto in una commissione comunale svoltasi a febbraio, la richiesta ufficiale da parte della Iniziative Bioenergie Srl è del 27 marzo e propone un impianto da 35.000 tonn/anno per il recupero di energia dalla frazione organica rifiuti solidi urbani – scrive il portavoce Emiliano Stefanini – netta è stata la nostra contrarietà e sia in commissione che sui giornali abbiamo diffuso tutti i motivi ambientali, procedurali e politici che bocciano sul nascere l’idea di questo impianto, proprio perché proposto nella ZPS. La reazione scomposta del sindaco che definisce ‘‘fuori luogo la contrarietà al progetto da parte del Comitato perché non c’è niente da decidere’’ lascia esterrefatti coloro che conoscono la vicenda. Nella commissione del 21 aprile Battilocchio ha proposto di incontrare la ditta proponente per approfondire il progetto e una visita a un impianto già realizzato nel reatino, come mai lo ha fatto allora?». Intanto Fontana Tonna ha presentato una mozione al Comune di Allumiere per realizzare un piccolo impianto di compostaggio. «Finalmente si potrà risparmiare circa 50mila euro all’anno, sempre che la giunta Battilocchio voglia appoggiare la nostra iniziativa. Siamo stanchi dei continui attacchi dei privati per realizzare mega impianti nel nostro Comune – spiega il consigliere Duccio Galimberti – abbiamo preso l’iniziativa al posto degli attuali amministratori che si piangono addosso continuamente perchè incapaci non solo di trasformare il rifiuto in risorsa ma anche di creare una realtà capace di abbassare le tasse sulla spazzatura. Abbiamo fatto le ricerche, abbiamo calcolato le spese, abbiamo informato la gente, almeno una cosa la possono fare i nostri amministratori: votare la nostra proposta per il bene di tutti i paesani».
Rom. Mos.  24 Apr 2015

A TARQUINIA E MONTE ROMANO SI TORNA A PARLARE DI MEGA DISCARICA AD ALLUMIERE DI MEGA DIGESTORE, ANCORA UNA VOLTA

Il Comitato Antidiscarica dice Si alla Gestione dei Rifiuti Comunali – No ai Mega Impianti allo Spizzicatore

Paradossalmente, proprio nel giorno in cui si torna a parlare della realizzazione di un’ alternativa a Malagrotta tra Tarquinia e Monte Romano, al Comune di Allumiere si è riunita la commissione dipartimentale “uso e assetto del territorio, sviluppo economico e attività produttive” che aveva come ordine del giorno la discussione in merito alla manifestazione d’interesse per la costruzione di un biodigestore da 35.000 tonnellate/anno, impianto finalizzato alla produzione di bio-metano.

Il progetto prevede la lavorazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani provenienti dal comprensorio e da qualsiasi altro luogo, regionale o nazionale. La società proponente, “Iniziative Bioenergie srl” di Canino ha formulato la propria richiesta, come se allo Spizzicatore (Zona industriale del Comune di Allumiere) fosse il primo progetto del genere. Da quando quella zona industriale è stata approvata ha ricevuto già l’attenzione di sette proposte progettuali o manifestazioni d’interesse. Peccato che siano tutte riguardanti la lavorazione dei rifiuti.

Come Comitato Antidiscarica siamo intervenuti alla commissione e rendiamo pubblica la nostra posizione in merito alla questione.

Prima cosa abbiamo illustrato l’iter di presentazione che il progetto avrebbe dovuto seguire secondo la normativa vigente; abbiamo poi criticato la posizione dell’Amministrazione che per nessun motivo può prestare il fianco agli interessi privati dei proprietari di quella zona, dando pareri preventivi ed evitando di far opzionare i terreni alla Società interessata.

Abbiamo poi ribadito, atti alla mano, che la normativa che regolamenta la Zps (Zona a protezione speciale), le norme tecniche del prg, gli impegni presi con le Mozioni degli ultimi anni e il Piano Regionale dei rifiuti, vietano l’istallazione di impianti del genere allo Spizzicatore. Siamo pienamente d’accordo con la posizione dell’Assessore Mario Ceccarelli che nel suo intervento ha espressamente detto che non ci sono le condizioni per aderire a tale scelta. Stentiamo a comprendere come l’Amministrazione di Allumiere, a margine degli accaduti riguardo la Megadiscarica, metta ancora in discussione tali proposte, nella ferma consapevolezza che non si possono realizzare nel nostro territorio. Aggiungiamo che in questo clima, dove i rifiuti e la loro gestione troppo spesso sono in mano alla malavita organizzata, sia estremante pericoloso sovrapporre a quella maledetta “Zona Industriale dei rifiuti” la fase 2 della realizzazione della zona franca.

Riteniamo opportuno che tutte le forze politiche del comprensorio si esprimano velocemente sulla questione.

Nell’occasione abbiamo sostenuto la posizione del Movimento Fontana Tonna che propone insieme al Comitato, da anni, un microscopico progetto di compostaggio ad uso prettamente comunale o, in alternativa, mettere in pratica quella famosa mozione, dove si parlava di compostaggio aerobico fuori dalla zps, su proprietà pubblica e dimensionato sulle reali esigenze del territorio.

Digestore allo “Spizzicatore”, a volte ritornano !!!

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Ci risiamo! E’ giunta notizia che ad Allumiere si parli di nuovo di grandi impianti di compostaggio. Le informazioni che abbiamo come Comitato Antidiscarica, sembrerebbero, infatti, confermare le nostre preoccupazioni riguardo agli appetiti che gli imprenditori della “monnezza” hanno su quella zona industriale. Riteniamo opportuno ricordare che da anni vi sono tentativi di trasformare quella porzione di territorio in un punto di lavorazione dei rifiuti provenienti da tutto il Lazio, nonostante le norme tecniche di attuazione dicano chiaramente che lì è tassativamente vietato lavorare rifiuti. Invece, oggi, si discute di nuovo di digestore da circa 35.000 tonnellate annue come se niente fosse accaduto, come se il Comune di Allumiere, dopo l’enorme lavoro dei comitati e delle Associazioni, non avesse deliberato la contrarietà all’istallazione di questi impianti, come se tutti i comuni limitrofi non avessero preso la stessa posizione, come se la volontà comprensoriale non fosse stata quella di scongiurare impianti di digestione anaerobica, fintanto che il comprensorio non avesse raggiunto percentuali di differenziazione significative e tali da giustificare la realizzazione di un impianto di compostaggio aerobico da realizzare su proprietà pubblica e dimensionato secondo le reali esigenze di smaltimento della frazione organica dei rifiuti dei comuni di Allumiere, Civitavecchia, Tolfa e Santa Marinella. A tutto ciò si aggiunge quello che è di dominio pubblico e cioè la chiara posizione della Regione Lazio di contrarietà e improcedibilità autorizzativa di tali impianti all’interno della ZPS dei “Monti della Tolfa”. Una posizione che i comitati sostengono da sempre e che lo stesso Piano regionale dei rifiuti evidenzia come fattore escludente.

Non capiamo, quindi, a quale titolo alcuni personaggi vicino all’amministrazione comunale, svolgano il compito di procacciatori d’affari o meglio una ricerca di imprenditori del settore rifiuti disposti ad investire in quell’area. Questa proposta che si vocifera in paese è l’ennesimo tentativo di portare una montagna di rifiuti da Roma e provincia nel nostro comprensorio.
Ve li ricordiamo cronologicamente dal 2002 ad oggi: proposta dell’ex Sindaco Cammilletti di realizzare in quell’area la discarica comprensoriale che avrebbe sostituito “fosso del prete”, idea progettuale della Ecostile srl denominata “bio polo”presentata con l’utilizzo abusivo del logo della Provincia di Roma, che prevedeva un centro studi sui rifiuti oltre ad un impianto di digestione anaerobica da 130.000-90.000 tonn. annue con annessa centrale di produzione energetica dal biogas;
megadigestore anaerobico da 70.000 tonnellate anno presentato dalla Renerwaste spa al comune di Allumiere per il quale ci fu un acceso dibattito che portò il Sindaco di Allumiere ad una richiesta di ridimensionamento per arrivare poi al no definitivo, sancito con l’approvazione di una mozione in tutti i comuni del comprensorio Allumiere compreso;
un impianto aerobico da 35.000 tonnellate annue sempre presentato dalla Renerwaste spa bocciato dalla provincia di Roma in base ai pareri negativi della maggior parte degli enti deputati alla decisione.

Oggi un altro progetto similare, se confermate le indiscrezioni in nostro possesso, si vanta anche di una inesistente programmazione regionale che prevedrebbe l’istallazione di circa ventotto impianti sul territorio regionale da 35.000 tonnellate annue.
A questo proposito il nostro portavoce, Stefanini Emiliano, ha interloquito direttamente con lo staff dell’Assessorato Regionale competente e la risposta è stata chiara: “non esiste nessuna programmazione in tal sensom Chi millanta tali affermazioni dice il falso e tutto sarà presto chiarito dall’Assessore Civita”.

Non ci rimane che rassicurare l’intera popolazione del comprensorio che saremo vigili e presenti in tutte le discussioni che riguardano i rifiuti; monitoreremo la situazione al fine di evitare che si realizzi qualsiasi impianto in quell’area, confermando la nostra disponibilità al confronto su un impianto comprensoriale di “compostaggio aerobico” a servizio dei soli comuni del comprensorio e non del Comune di Roma, ma solo dopo che i Comuni si saranno attivati sulla raccolta porta a porta differenziata dei rifiuti e solo dopo il raggiungimento di serie percentuali di differenziazione.
Se poi il comune di Allumiere sentirà l’esigenza di chiudere il ciclo dei propri rifiuti, da anni abbiamo presentato soluzioni di micro impianti che facilmente potrebbero trasformare in compost di qualità le esigue quantità di umido prodotto dagli abitanti di Allumiere.
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Concludiamo ricordando al Sindaco che la coerenza è molto importante, come lo è il rispetto degli impegni presi, specie se espressi in un atto formale. In particolare ci riferiamo a quella mozione che prevedeva il coinvolgimento del “Comitato antidiscarica” ogni qualvolta si discuteva di rifiuti e che il Sindaco pare aver completamente dimenticato. Noi no. Gli ribadiamo quindi che noi ci siamo, come sempre disponibili al confronto costruttivo e volto a trovare soluzioni frutto di conoscenza diretta e competenza, ma non siamo disponibili a permettere a nessun imprenditore della “mondezza” di decidere sul nostro territorio, nonostante i provvedimenti del governo Renzi che ipotizzano un ato unico nazionale, mettendo al centro della politica sui rifiuti l’incenerimento. Restiamo dell’idea che la pianificazione degli impianti di trattamento dei rifiutidebba doverosamente rimanere alle Istituzioni pubbliche e secondo le esigenze comprensoriali, e non delegata alle scelte imprenditoriali di questa o quell’altra impresa secondo le proprie necessità o opportunità di investimento, troppo spesso dettate da incentivi economici e non da una seria valutazione degli interessi territoriali. Cerroni docet!

CIVONLINE – “Tarquinia – Biogas da Forsu: i perché del no”

CIVONLINE – “Biogas da Forsu: i perché del no”

“Biogas da Forsu: i perché del no”

TARQUINIA – Partecipato convegno sul biogas giovedì scorso a Tarquinia. Un appuntamento che però ha registrato l’assenza del Sindaco, del vice Sindaco, della giunta e dei consiglieri, ad eccezione di Cesare Celletti. Il convegno, organizzato per informare la cittadinanza sull’industria biogas che il Consorzio Pellicano vorrebbe realizzare nel territorio agricolo di Tarquinia, in località Olivastro, ha visto un importante dibattito con le associazioni organizzatrici in prima linea: la Bio Ambiente Tarquinia, nella persona del presidente Gian Piero Baldi; il Forum Ambientalista, con Simona Ricotti responsabile nazionale del settore energia; e i medici ISDE, l’associazione italiana medici per l’ambiente, di cui anche il dottor Baldi fa parte. L’incontro mirava a spiegare in modo semplice, seppur scientifico, “i perchè del NO” a questo nuovo tipo di centrale, per normativa classificata insalubre di prima classe. Si è parlato del meccanismo procedurale di questi impianti biogas che dalla fermentazione batterica anaerobica (senza aria) dei rifiuti organici (FORSU), ricaverebbero notevoli quantità di gas, tra cui il 50% metano, che andrebbero ad alimentare dei motori cogeneratori, di calore ma soprattutto di corrente elettrica, il cui funzionamento produce emissioni in atmosfera. “Il tutto – è stato detto – chiaramente al solo ed esclusivo vantaggio economico (alcuni milioni di euro/anno) degli imprenditori privati gestori dell’industria”. “Come è stato più volte ribadito dagli esperti intervenuti – riferiscono gli organizzatori – non c’è alcun pubblico interesse alla realizzazione di questi impianti come si vorrebbe far credere, soprattutto in un paese come l’Italia, che già produce più del doppio del fabbisogno energetico necessario”. Il convegno è stato riconosciuto molto interessante dalla vasta platea, composta da oltre 250 cittadini. Presenti infatti relatori di pregio scientifico, quali il dottor Mauro Mocci (Medico ISDE), il dottor Giovanni Ghirga (Medico ISDE), il dottor Gian Piero Baldi (Medico ISDE), il professor Michele Corti (Docente Univ.Milano di Agroeconomia e Zootecnia, Ruralista) e l’avvocato Michele Greco (legale dell’ associazione Bio Ambiente), che sono stati ascoltati fino ad ora tarda, terminando infatti la conferenza alle 21,30 circa. Applaudito l’intervento introduttivo, e sicuramente molto esplicativo, di Simona Ricotti, responsabile nazionale del settore energia e del Circolo di Civitavecchia del Forum Ambientalista, riguardante la precaria situazione ambientale del nostro territorio. Sergio Pisarri, direttore del Consorzio di Bonifica di Tarquinia, è invece intervenuto nel dibattito finale, illustrando come non possa essere possibile accettare la realizzazione di un tale tipologia di centrale inquinante nel bel mezzo di una vasta area agricola attraversata dal fiume Mignone, notoriamente ad alto rischio di esondazione. Il direttore ha espressamente manifestato la contrarietà del Consorzio di Bonifica ad un tale progetto industriale (contrarietà già espressa anche alla Provincia di Viterbo, con un lungo e argomentato parere negativo inviato nei giorni scorsi), che andrebbe a vanificare tutti gli sforzi ed i miliardi di lire spesi in passato (ed i milioni di euro oggi) di soldi pubblici investiti nella realizzazione della grande opera del sistema di irrigazione di circa 8mila ettari di terreni dedicati all’agricoltura di pregio di Tarquinia. Al convegno sono anche intervenuti i comitati ambientalisti e no biogas dei comuni limitrofi, quali Civitavecchia, Allumiere, Cerveteri, Bracciano, Fiumicino, Grosseto, ed in particolare il comitato locale Perilbeneditarquinia. Quest’ultimo ha espresso solidarietà all’iniziativa a favore sia della vera informazione scientifica sia e soprattutto a favore della salute dei cittadini e dell’ambiente. “Deve essere segnalato – commentano gli organizzatori – il tentativo della società proponente di screditare le persone fisiche che hanno organizzato il convegno e le associazioni cui appartengono con articoli di stampa dal contenuto palesemente diffamatorio e addirittura con un volantino dai toni intimidatori diffuso prima dell’evento; il tentativo non è riuscito (ed anzi si è rivelato controproducente), dal momento che la platea ha risposto con straordinario entusiasmo ribadendo il no di tutta Tarquinia all’impianto, stringendosi intorno – con ancora più forza – alle persone e alle associazioni che vi si oppongono. Non essendo assolutamente intenzionati a tollerare tali comportamenti, il dottor Baldi e Simona Ricotti, così come le Associazioni Bio Ambiente, ISDE e Forum ambientalista di cui fanno parte, hanno comunque tutti già dato mandato ai propri legali al fine di valutare ogni opportuna iniziativa presso l’autorità giudiziaria a tutela dei propri diritti”.

(a.r.)(12 Apr 2014 – Ore 18:40)

Le grandi panzane di Toni Moretti: CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

Tarquinia 10/04/2014

Purtroppo, ogni tanto siamo e siete costretti a leggere articoli come questi. Sproluqui di nozioni senza alcun fondamento scientifico e finalizzati a confondere le opinioni del lettore.

CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

Senza dilungarci troppo, per poi confondere ulteriormente i lettori ed i cittadini che vogliono capire a fondo i meccanismi legati a questi temi, facciamo semplicemente presente al signor Toni Moretti che la questione non verte tanto sulla qualità degli impianti o sulla necessità di effettuare un ciclo virtuoso dei rifiuti, sul quale, prealtro, siamo perfettamente d’accordo, le considerazioni reali invece sono, molto schematicamente, le seguenti:

Se Tarquinia volesse risolvere il problema dell’umido (FORSU) proveniente dalla raccolta differenziata potrebbe mettere in esercizio un piccolo impianto da 1500 2000 tonnellate anno! Non serve un impianto da 25000 tonnelate!

Approvvigionare un impianto da 25000 tonnellate significa alimentare un traffico impressionante di camion da tutto il circondario (soprattutto Roma). Questo secondo voi è a favore dell’ambiente?

Secondo le logiche dell’articolo e se ogni imprenditore che vuole fare business con i rifiuti avesse spazio libero, potremmo costruire un impianto simile in ogni paese del comprensorio, cosa che tra l’altro potrebbe accadere visto che di progetti simili ne esistono tre nell’arco di venti chilometri (Allumiere, Civitavecchia e Tarquinia) e sommano più 75.000 tonnellate di trattamento. Nel frattempo, la differenziata porta a porta la fa solo Allumiere e S.Marinella.

Gli impianti digestori, diciamo “virtuosi”, (e lo diciamo con fatica), sono costruiti in luoghi lontani dai centri abitati, perchè anche se bruciano gas metano, sono sempre fonti di inquinamento, anche e soprattutto per i processi di depurazione dei liquami del prodotto digestato al termine della lavorazione.

il problema rifiuti non può essere visto dalla sola ottica di un imprenditore che fa conto economico su quanto renderà negli anni questa operazione ma deve essere un progetto coordinato a livello territoriale inter provinciale, dal momento che siamo nella linea di confine tra la provincia di Roma e Viterbo, tanto è vero che, non molto tempo fa, (2011) i Sindaci del comprensorio avevano deliberato l’impegno di risolvere i problemi di smaltimento a livello territoriale.

Nel nostro territorio, inoltre, vista la prepotente presenza di fattori inquinanti, Centrale a carbone e Porto di Civitavecchia, non si deve neanche pensare di costruire altri impianti a combustione! Non si deve  bruciare  nemmeno un fiammifero in più. Ci è già sufficiente strare tra i primi nelle statistiche dei Tumori nazionali.

Per tutti questi motivi, ribadiamo con forza la nostra posizione:
Gli impianti di smaltimento umido devono essere di solo compostaggio in modalità aerobica,
in aree pubbliche destinate a tale scopo;
a gestione pubblica e dimensionati a soddisfare il fabbisogno Comunale o al massimo, del comprensorio.

Tutte queste argomentazioni sono state spiegate con grande perizia tecnico – scientifica, il 10 aprile, dai relatori al convegno “I Perchè del NO” presso la sala Sacchetti a Tarquinia (relatori Dr. Gianni Ghirga e Dr. Mauro Mocci per ISDE Ass.ne internazionale medici per l’ambiente, Prof. Michele Corti dell’Università di Milano – presidente Coordinamento Nazionale Terre Nostre, Avv. Michele Greco Legale dell’Associazione Bio Ambiente Tarquinia e Alto Lazio).

Il giudizio spetta ora a chi legge, con l’assicurazione che siamo sempre pronti a qualsiasi confronto e chiarimento.

Il Comitato

 

Impianti di compostaggio e Digestori – TRE è meglio che UNO

TRE è meglio che UNO!

DIGESTOREMercoledì 12 febbraio 2014, i Comitati dei cittadini e ambientalisti hanno partecipato a Tarquinia al sit-in di protesta e al convegno organizzato dal Consorzio Pellicano per la presentazione del nuovo progetto di un impianto di Digestione anaerobica che andrebbe ad ampliare il sito già esistente di trattamento rifiuti e compostaggio presso la località Olivastro.

L’impianto proposto è un classico impianto di trattamento anaerobico della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata per la produzione di gas metano che va ad alimentare un motore per la produzione di energia elettrica, ed è dimensionato per trattare 25.000 tonnellate annue di umido mentre il cogeneratore di energia è un motore da 1 megawatt.

Al di la delle considerazioni sull’impatto ambientale e sull’ormai concetto obsoleto di trattamento rifiuti tramite Digestori anaerobici, (la Germania sta abbandonando questa tecnologia a causa dei troppi aspetti negativi che genera), la questione più strana è che, quasi contemporaneamente, i tre comuni confinanti: Civitavecchia, Allumiere, Tarquinia si trovano quasi a gareggiare su chi realizzerà in meno tempo l’impianto di gestione della frazione umida della raccolta rifiuti.

Se consideriamo che la frazione umida del comprensorio, nel caso si raggiungesse una raccolta differenziata anche a Civitavecchia,  sarebbe di circa 7000 tonnellate annue, mentre invece i progetti proposti sono per un totale di 85.000 tonnellate annue, è chiaro che i rifiuti verranno importati da altri Comuni o addirittura da altre Regioni.

La posizione del Comitato Antidiscarica resta sempre la stessa, l’impianto di smaltimento umido deve essere di solo compostaggio in modalità aerobica, in aree pubbliche destinate a tale scopo, a gestione pubblica e deve essere dimensionato a soddisfare il fabbisogno Comunale o al massimo, del comprensorio. Non si deve incentivare il trasporto dei rifiuti a lunga distanza.

Per i Comitati hanno partecipato al convegno con i propri interventi:

dottor Giampiero Baldi (Comitato Antidigestore Tarquinia)

Simona Ricotti (Forum Ambientalista)

dottor Mauro Mocci (Medici per L’Ambiente-ISDE)

CIVONLINE – Biogas: cittadini e ambientalisti dicono no al Consorzio Pellicano

CIVONLINE – Biogas: cittadini e ambientalisti dicono no al Consorzio Pellicano

Cronaca, Tarquinia

Biogas: cittadini e ambientalisti dicono no al Consorzio Pellicano

TARQUINIA. I residenti in località Olivastro chiedono all’amministrazione di ribadire la contrarietà espressa nel 2004. Il sindaco Mazzola: “Ribadisco che fa fede quella delibera di consiglio. Ho incontrato già i cittadini e spiegato loro il no categorico della nostra amministrazione”

BIOGASTARQUINIA – Il forum Ambientalista e i cittadini residenti in località Olivastro di Tarquinia esprimono la loro contrarietà ed avversità al progetto attualmente in iter amministrativo per la realizzazione di un impianto biogas a Tarquinia. Un impianto, questo, che il consorzio Pellicano vorrebbe realizzare in aggiunta all’impianto per il trattamento e la raccolta rifiuti già esistente in zona. Il consorzio si sta, infatti, attivamente adoperando per l’ottenimento di un’autorizzazione per la realizzazione, in aggiunta a tale impianto, di un ‘‘digestore anaerobico per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, con relativa produzione di energia elettrica derivante dalla combustione del gas generato dalla fermentazione dei rifiuti’’. Del progetto si parlerà il 12 febbraio alle 18 a Villa Tirreno in un convegno organizzato proprio dal Consorzio Pellicano. Ma i cittadini non ci stanno e contestualmente al convegno hanno organizzato un sit in di protesta al quale prenderanno parte anche i medici per l’Ambiente Isde Italia, come annuncia il dottor Gian Piero Baldi. «L’attivazione di un impianto di questo genere – commentano dal Forum ambientalista e i cittadini di località L’Olivastro – avrebbe conseguenze oltremodo negative, non limitate agli abitanti ed al territorio del nostro Comune, in considerazione dell’importante pressione ambientale che già grava sul comprensorio e che, negli ultimi anni, si è ulteriormente rafforzata con l’entrata in esercizio della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord». «L’ultimo progetto presentato dal Consorzio per le previste autorizzazioni, – spiegano i cittadini – prevede di alimentare il nuovo impianto con materiale proveniente da tutto il territorio della provincia di Viterbo: una condizione probabilmente irrinunciabile per garantire la validità dell’iniziativa sul piano economico ma in contrasto con gli interessi della comunità locale e, in particolare, con quanto previsto nella deliberazione del consiglio comunale 33 del 17.05.2004 che così recita: ‘‘…Esprime la piena ed incondizionata contrarietà all’insediamento di centrali, industrie o impianti dediti alla lavorazione, stoccaggio e trattamento di qualsiasi tipo di rifiuti (urbani, speciali, industriali, pericolosi ecc…) provenienti da aree non ricomprese nell’ambito del territorio comunale di Tarquinia…’’». «Non vogliamo nemmeno ipotizzare – proseguono i residenti – la possibilità di una modifica alla delibera: una modifica che sarebbe fortemente lesiva degli interessi degli abitanti del nostro comune per numerose ragioni che trasformerebbero il nostro territorio nella discarica dei comuni di tutta la provincia». «Altrettanto evidente – rimarcano i cittadini – è il contrasto con le Norme del Piano Regolatore che escludono, per quell’area, le costruzioni per ‘‘stabilimenti e industrie, salvo quelle di trasformazione dei prodotti agricoli’’. In effetti, il digestore anaerobico progettato dal Consorzio non solo sarebbe un’industria, ma rientrerebbe a pieno titolo nel campo delle industrie insalubri, tipologia di stabilimenti, definita nel decreto Ministeriale 5 settembre 1994, per i quali il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ‘‘quando lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica, può vietarne la attivazione’’». Il progetto in questione, discusso in Provincia, in conferenza dei servizi lo scorso 12 novembre, per il momento ha subito uno stop. «In nome dei consolidati principi di prevenzione e precauzione di derivazione comunitaria e ormai pienamente recepiti nella normativa nazionale,– dicono dal Forum e i residenti in località Olivastro – riteniamo che sia doveroso rilevare come l’attivazione di un simile impianto, specie in considerazione delle numerose abitazioni esistenti nelle immediate vicinanze, oltre che per il contesto ambientale sopra descritto, sia palesemente contraria al citato ‘‘interesse della salute pubblica’’». «Alla luce di quanto esposto in precedenza – rimarcano i cittadini – facciamo appello al sindaco di Tarquinia affinché renda tempestivamente noto a tutti gli Enti coinvolti nel processo di valutazione e rilascio dell’autorizzazione sollecitata dal Consorzio, la ferma opposizione sua e del Comune a tale progetto. Dal nostro canto faremo sentire la nostra voce in occasione del convegno organizzato dal Consorzio ‘‘Il Pellicano’’ per convincere la popolazione della bontà del suo progetto. Invitiamo i cittadini di Tarquinia a venire ad informarsi su questa nuova fonte di inquinamento che vorrebbero installare sul territorio». Il sindaco Mazzola, dal canto suo replica rimarcando di aver già incontrato i cittadini lunedì: «Ho detto loro – spiega Mazzola – che fa fede la delibera del consiglio comunale del 2004. Il no categorico di questa amministrazione è chiaro». (a.r.)

(11 Feb 2014 – Ore 13:30)

La lunga ed infinita saga dello Spizzicatore

Chi non è abituato a guardare oltre il giardino di casa sua probabilmente non sa nemmeno cosa significhi “Spizzicatore“, non  immagina la bellezza di quei posti e nemmeno che questa zona, nonostante i forti vincoli paesaggistici e ambientali (Zona a Protezione Speciale), sia da diversi anni sotto attacco di bramosi desideri di arricchimento da parte di varie società private che, con la scusa di dover chiudere necessariamente il ciclo rifiuti della raccolta differenziata (che le città e i paesi di maggior rilievo della zona NON fanno), hanno proposto e continuano a proporre progetti a loro avviso “proporzionati” al nostro fabbisogno!

Per spiegarci meglio, Allumiere, che è l’unico paese del comprensorio ad aver adottato la differenziata porta a porta, produce circa 350 tonnelate di umido annue. Di contro, i progetti fino ad ora proposti, sono stati pensati per gestire da 40.000 a 130.000 tonnellate annue.

Per la zona dello Spizzicatore sono state avanzate, in pochi anni, una proposta di Discarica per Allumiere e Civitavecchia, un impianto digestore della EcoStyle, un impianto Digestore della Renerwaste ed anche altro. Queste le tappe riassunte in breve:

  • Inizio anni ‘90 :  primo tentativo di realizzare una discarica nella ex cava in località Spizzicatore.
  • 2004:  secondo tentativo – realizzare la stessa discarica (Sindaco Giuseppino Cammilletti).
  • 2010: terzo tentativo –  sotto l’amministrazione del sindaco Augusto Battilocchio, sostituire Malagrotta con il Comprensorio Militare Santa Lucia (Protocollo Alemanno – La Russa ; Polverini – Piano regionale dei rifiuti).
  • Luglio 2010:  quarto tentativo – il Comune di Allumiere commissiona alla società Eco Style  S.r.l. una ricerca di sviluppo per la stessa zona trasformandola urbanisticamente in zona industriale.
  • Autunno 2010 : arriva in Comune l’idea progettuale di Eco Style  denominata Bio Polo.
  • Maggio 2012:  l’idea progettuale di Eco Style prende corpo; la Renerwaste S.p.a.  presenta il progetto del Mega Digestore da 70.000 tonnellate.
  • Settembre – Novembre 2013: mentre viene bocciato definitivamente dalla Provincia di Roma il progetto della Renerwaste, spunta un nuovo progetto per la realizzazione di un impianto per smaltimento di rifiuti inerti.
  • Novembre 2013: per la zona, non mancando di idee, spunta anche un nuovo progetto, stavolta di solo compostaggio.

Alla base di tutti questi avvenimenti vogliamo porre, a voi lettori, alcune domande su cui riflettere provando a rispondervi:
Perchè tutto accade e viene proposto per quel territorio, nonostante il forte vincolo della ZPS?

Chi sono i proprietari di quei terreni?

Chi sono i personaggi che propongono tutti questi progetti e che legami hanno con questi terreni?

Come mai non viene proposta la coltivazione di uva pregiata o di altre colture adatte?

Come mai si riesce a gestire solo pietre in quei terreni?

Noi non siamo magistrati ma, se lo fossimo, queste sarebbero domande per quali pretenderemmo risposte chiare e faremmo di tutto per bloccare il proliferare di investimenti chiaramente sospetti.

– Il Comitato –

(Pubblichiamo di seguito gli articoli del quotidiamo telematico CIVONLINE di questi ultimi giorni, per aiutare a capire meglio gli ultimi sviluppi della saga)

CIVONLINE – ALLUMIERE. No al digestore, soddisfatto Gino De Paolis
ALLUMIERE – Plaude alla bocciatura del progetto del mega digestore da realizzarsi ad Allumiere il consigliere regionale Gino De Paolis (Sel). «Finalmente si chiude una lunga storia e ne sono molto contento. Ho seguito, con il sostegno dei comitati dei cittadini, molto da vicino il progetto di megadigestore in località Spizzicatore della società Renerwaste, ribadendo ogni volta che ce n’è stata  l’occasione che quell’impianto non ci serviva, non era funzionale al territorio e quell’area è zona di pregio – spiega Gino De Paolis – il megadigestore era stato oggetto di una mozione, presentata da me a Palazzo Valentini e approvata all’unanimità del Consiglio dove la Provincia di Roma esprimeva la contrarietà al progetto.  A questo si aggiunse anche il parere contrario del Comune di Allumiere». De Paolis conclude poi: «Il no definitivo della Provincia è un tassello importante per scongiurare scellerati progetti in un territorio che è già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale». (Rom. Mos.) (31 Ott 2013 – Ore 21:19)

CIVONLINE – Spizzicatore, nuovo allarme

Bocciato da Palazzo Valentini il progetto di un digestore promosso dalla Renerwaste. Spunta un impianto di recupero di rifiuti inerti. Il 12 novembre la conferenza dei servizi

ALLUMIERE

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Con una missiva datata 28 ottobre la Provincia di Roma ha fatto sapere che c’è stata la conclusione della Conferenza dei Servizi preliminare per l’istanza di autorizzazione per l’impianto di trattamento di rifiuti (digestore) in località Spizzicatore e per il parere negativo espresso dal Comune di Allumiere e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il progetto del digestore proposto dalla Renerwaste Spa è stato bocciato.
Questa decisione fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i residenti di  Allumiere e del comprensorio, ma non c’è il tempo per festeggiare perché sul comprensori pende già un’altra spada di Damocle. La Provincia di Roma ha convocato per il 12 novembre alle 10 nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’, una nuova Conferenza dei Servizi relativa al procedimento finalizzato al rilascio di un’autorizzazione unica per un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura sempre in località Spizzicatore (particella 25 del foglio 19 del Catasto) proposto da Leanza Immobiliare Srl.
Il progetto è stato presentato il 19 settembre del 2012 e sono state apportate integrazioni il 18 ottobre 2012. Ancora una volta sul piede di guerra il Comitato anti discarica di Allumiere che critica il sindaco Battilocchio di non aver avvertito la popolazione e che ora il tempo per proporre le osservazioni è poco. «Il 15 ottobre il Comune di Allumiere ha ricevuto sia il fax di convocazione alla Conferenza dei Servizi che il cd con il progetto ma l’amministrazione comunale non ci ha interpellati e tutto finora è passato nel silenzio – spiega il portavoce, Emiliano Stefanini – subito faremo richiesta di audizione alla conferenza dei Servizi». Battilocchio, però, rispedisce al mittente le accuse: «Intanto abbiamo discusso di questa situazione e della convocazione in Commissione la scorsa settimana alla presenza anche della minoranza; poi non abbiamo avvertito i Comitati perché il problema non sussiste in quanto non abbiamo ancora un Piano di Insediamento Industriale per cui nulla qui si può realizzare. Ci siamo già mossi con l’Ufficio Tecnico e presenteremo la relazione. Volevo anche specificare che questo impianto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglia e tritura i calcinacci; anche a Civitavecchia ce ne sono due e sono di piccole dimensioni senza troppo impatto ambientale e non inquinano; ma è inutile parlarne perché da noi non si può realizzare visto che appunto manca il Piano. Il consigliere regionale, Gino De Paolis ha invece promesso che si impegnerà «a fare tutti i passaggi istituzionali in regione utili per scongiurarne la creazione». A questo punto, però,  torna alla ribalta un altro problema che negli anni precedenti aveva fatto molto discutere: «Quante volte avevamo detto che non si doveva prevedere l’area industriale allo Spizzicatore? – spiegano alcuni residenti di Allumiere – a che cosa può servire per un paese come il nostro un’area così estesa e soprattutto perché farla in quella zona dove le mire di tanti si accentrano visto che è vicina a snodi stradali e non troppo lontano dal porto? Quante volte i consiglieri Craba e Sgamma presentarono mozioni e interrogazioni per evitare che quest’area diventasse industriale?
Ora è normale che se si prevede l’area industriale è insito che venga realizzato anche un impianto di triturazione calcinacci e quant’altro perchè altro non è che la servitù della zona industriale. Ora la paura è che se è vero che la Leanza è legata a una fabbrica di pneumatici possano bruciare qui le gomme perché con il codice R13 si prevedono tante cose». Battilocchio però risponde: «Voglio tranquillizzare tutti perché abbiamo più volte espresso il nostro parere assolutamente negativo a ogni tipo di impianto». (30 Ott 2013 – Ore 19:18)

CIVONLINE – Rifiuti inerti allo Spizzicatore: sale la tensione in vista della Conferenza dei servizi

Rifiuti inerti allo Spizzicatore: sale la tensione in vista della Conferenza dei servizi

Il Comune di Allumiere deciso a ribadire il suo ”no”. Il sindaco Augusto Battilocchio: “Sulla zona non si può realizzare nulla visto che non c’è un Piano di Insediamento industriale”

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Fermento in collina in vista della Conferenza dei Servizi che si terrà martedì mattina alle 10 in via Tiburtina, convocata dalla Provincia di Roma e alla quale è stato invitato il Comune di Allumiere, visto che all’ordine del giorno c’è l’approvazione del progetto di trattamento di rifiuti inerti allo Spizzicatore per il quale la giunta Battilocchio esprimerà parere contrario. Nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’ si terrà quindi questo incontro per autorizzare un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura proposto da Leanza Immobiliare Srl. A tal proposito il sindaco Augusto Battilocchio e il delegato all’Ambiente Marco Bastianini hanno convocato per lunedì pomeriggio alle 18 in aula consigliare la Commissione Urbanistica Uso ed Assetto del Territorio alla quale hanno invitato tutto il consiglio comunale (maggioranza e minoranza) e il comitato anti-discarica. “Per chiarezza e partecipazione – spiega il sindaco Battilocchio – abbiamo invitato tutti, anche il comitato, per lavorare insieme per il bene comune, liberi da ogni strumentalizzazione. Ci prepariamo ad affrontare la Conferenza dei Servizi e ci andremo sia come parte politica della nostra amministrazione che la parte tecnica e, come abbiamo detto qualche giorno fa, diremo no anche perché per lo Spizzicatore non abbiamo ancora un Piano di Insediamento industriale per cui nulla si può realizzare. Diremo no anche se, ad onor del vero, va spiegato che l’impianto di cui si parla nel progetto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglierebbe e triturerebbe i calcinacci”. In Conferenza dei Servizi, oltre ai rappresentanti della giunta Landi, dovrebbero essere ammessi due rappresentanti del Comitato anti Discarica. “Noi – spiegano i vertici del comitato collinare – abbiamo presentato subito richiesta di audizione ma ancora non siamo stati invitati ufficialmente”. Il portavoce del Comitato antidiscarica, Emiliano Stefanini spiega che “Il progetto, presentato il 19 settembre del 2012 e modificato con alcune integrazioni il 18 ottobre 2012, essendo di dimensioni ridotte, non ha bisogno della Valutazione d’Impatto ambientale ma della Valutazione di incidenza e pare che il progetto in questione l’abbia già ricevuto. Da anni andiamo ripetendo che l’area in cui è stata pensata la zona industriale avrebbe portato altre servitù pericolose e avevamo ragione: finora infatti i soli progetti presentati per quest’area hanno riguardato la discarica comprensoriale, il Bio Polo, i due progetti della Renerwast del digestore e ora questo. Tra l’altro gira voce che sempre relativo a quest’area (che è in Zona a protezione speciale) c’è un altro progetto sempre riguardante il trattamento dei rifiuti. La vocazione di questo territorio non è la ‘‘monnezza’’ ma sono le attività legate all’agricoltura, all’allevamento e al turismo, basta con questi progetti scellerati”.   (09 Nov 2013 – Ore 20:33)

CIVONLINE – Inerti allo Spizzicatore, slitta la Conferenza dei Servizi

Inerti allo Spizzicatore, slitta la Conferenza dei Servizi

ALLUMIERE. Rinviata al prossimo 21 novembre

ALLUMIERE – Si è tenuta ieri nel Comune di Allumiere la Commissione Urbanistica Uso e assetto del Territorio promossa dal sindaco Augusto Battilocchio che ha avuto come tema il progetto della Leanza che vorrebbe realizzare ad Allumiere (in località Spizzicatore) un impianto di trattamento di rifiuti inerti. Da Allumiere c’è però l’unanimità nel dire no a questo progetto, anche perché come spiega il sindaco Augusto Battilocchio «Per l’area industriale allo Spizzicatore non c’è il Piano di Insediamento Industriale e quindi non si può costruire nulla; più volte, poi, abbiamo espressamente detto che noi ad Allumiere rigettiamo qualsiasi progetto di trattamento dei rifiuti». All’incontro in Comune hanno partecipato oltre al sindaco Battilocchio e al delegato all’Ambiente Bastianini anche tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, nonché i rappresentanti del Comitato anti discarica. Intanto stamattina alle 10 si doveva tenere a Roma la Conferenza dei Servizi proprio su questo tema ma la Provincia di Roma, organizzatrice dell’incontro, ha inviato una nota con la quale ha annunciato lo spostamento al prossimo 21 novembre. Rom. Mos. (12 Nov 2013 – Ore 08:17)

terzobinario.it – Biodigestore ad Allumiere, De Paolis: “Progetto che viola le direttive della Provincia” | Terzo Binario News

Biodigestore ad Allumiere, De Paolis: “Progetto che viola le direttive della Provincia”

Il capogruppo Sel alla Regione: “Idea scellerata, contrari fin dal principio. Prevista una nuova conferenza”

Gino-De-Paolis_full“Ci stiamo muovendo affinché questa idea scellerata venga messa subito da parte”. Con queste parole Gino De Paolis, capogruppo Sel al Consiglio Regionale del Lazio, si è espresso sulla questione del biodigestore ad Allumiere.

“Abbiamo espresso la nostra contrarietà fin dal primo progetto riguardante quel terreno, adiacente alla zona che Alemanno e La Russa avevano individuato inizialmente per la megadiscarica. La ditta Renerwaste aveva presentato una proposta per un megadigestore pronto a raccogliere fino a 70.000 tonnellate di umido derivante dalla raccolta differenziata. Una quantità spropositata, considerato che i rifiuti prodotti dal territorio non superano le 1000 tonnellate. Le direttive della provincia, poi, sono chiare: gli impianti non devono poter accogliere più di 25.000 tonnellate.”

“Noi di Sel – ha concluso De Paolis – abbiamo già presentato una mozione per rigettare tutto questo, mozione appoggiata dai sindaci di Allumiere e Civitavecchia. Ora è prevista una nuova conferenza, alla quale parteciperà anche la Regione e che speriamo porti ad una soluzione definitiva.”

di Valerio Dieni

24 aprile 2013

TRCGiornale.it – Rifiuti, Petrelli lancia un nuovo allarme

Rifiuti, Petrelli lancia un nuovo allarme
Sabato 13 Aprile 2013 11:13

L’allarme rifiuti è tutt’altro che rientrato. A riaprire il discorso, dopo le rassicurazioni del sindaco Tidei che ieri aveva scongiurato l’eventualità di bruciare a Civitavecchia i rifiuti di Roma, è Vittorio Petrelli. L’esponente di Centro Democratico tira in ballo una nota del Dipartimento Programmazione Economico e Sociale Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti, datata 28 marzo, in cui vengono segnalati i potenziali impianti di recupero energetico di CDR operanti nella Regione Lazio. Tra gli altri, figurerebbe anche la centrale di Torre Valdaliga nord.

“E’ nota – scrive Petrelli in una nota stampa – la grave criticità per il superamento della gestione dei rifiuti della Capitale e dell’apertura di un Commissariamento. E’ altrettanto noto che la discarica di Malagrotta è esaurita e per scongiurare i rifiuti in mezzo alla strada le disponibilità avanzate dalla regione Toscana e dalla regione Abruzzo per l’accoglimento del rifiuto non trattato risultano provvidenziali. Ma siamo in ritardo di anni nella programmazione del ciclo dei rifiuti con le normative europee riguardo sia il trattamento dei rifiuto “tal quale” e soprattutto nella chiusura del ciclo dei rifiuti. La quantità dei rifiuti della Capitale rende tutto pericoloso. Il Commissario ed i nuovi amministratori regionali stanno quindi provvedendo alla realizzazione di strutture che provvederanno alla creazione del combustibile da rifiuto CDR oppure, secondo la nuova terminologia, CSS combustibile solido secondario in sostanza presto si creeranno combustibili di cui Il Commissario di concerto con il Ministero dell’ambiente e la Regione Lazio stanno stabilendo il loro smaltimento e quindi la loro combustione. Spunta quindi una nota del Dipartimento Programmazione Economico e Sociale Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti – Ciclo integrato dei rifiuti – del 28 marzo che vengono segnalati i potenziali impianti di recupero energetico di CDR operanti nella Regione Lazio un elenco di impianti, alcuni dei quali impossibilitati al trattamento immediato di CDR o CSS per cui in sostanza la prospettiva ricadrebbe solo su 3 impianti, oltre agli inceneritori già esistenti di Collefferro e di S.Vittore, ossia il Cementificio di Tivoli e di Colleferro e la centrale di Torre Valdaliga nord. Pertanto viene quindi invitato il Commissario a chiedere agli enti competenti – responsabili dell’Autorizzazione Integrata Ambientale – della percorribilità di detta prospettiva. Così il Commissario in data 3 aprile ha fatto seguire una nota con la quale inequivocabilmente si dichiara ‘l’art.1 co.4 del Decreto del Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare del 25 marzo 2013 prescrive che “entro il 29 marzo 2013, il Commissario adegua anche d’ufficio, se necessario, l’autorizzazione rilasciata agli impianti di recupero energetico di CDR operanti nella regione Lazio, affinchè sia assicurata prioritariamente la valorizzazione energetica di CDR/CSS prodotto nel Lazio. Entro la stessa data il Commissario individua, con idonea procedura urgente, gli impianti industriali operanti nel Lazio autorizzati all’uso di combustibile non tradizionale, incluso il CSS”‘. Questo ritardo dell’informazione è preoccupante – conclude Petrelli – mi auguro che chi ha la responsabilità istituzionale (le due parlamentari, i due consiglieri regionali, l’ amministrazione comunale…) di rappresentare la nostra collettività e difenderla si renda conto della gravità delle situazione e si adoperi affinchè tale prospettiva venga scongiurata. Sono altrettanto consapevole che anche la collettività dovrà fornire il proprio contributo di concerto con i rappresentanti istituzionali se vogliamo difenderci da questa prospettiva che ricordo, sia nella Valutazione d’Impatto Ambientale che nella seguente A.I.A. di Torrevaldalga nord è sempre stata negata per la criticità ambientale del nostro comprensorio. Dal canto mio metto a disposizione , amministrazione compresa, la mia esperienza e la documentazione in mio possesso per iniziare ad elaborare una valida controffensiva”.

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