Civitavecchia, il M5S presenta la mozione che vieta l’incenerimento dei rifiuti

http://www.movimentocinquestellecivitavecchia.it/index.php/2015/ambiente/il-m5s-presenta-una-mozione-vietato-incenerire-combustibili-derivati-da-rifiuti/

“Giovedì scorso il M5S ha presentato una mozione sul “Divieto di utilizzo di combustibili solidi secondari e di combustibili derivati da rifiuti
comunque denominati”. Infatti se da una parte è ormai assodato che incenerire rifiuti è un’attività inutile, oltre che dannosissima per la salute dei cittadini, dall’altra gli stessi rifiuti possono essere classificati a norma di legge in altro modo e quindi essere tranquillamente bruciati.

Del resto già l’ex sindaco Tidei a suo tempo fu allertato dalle associazioni ambientaliste sul fatto che il divieto di combustione di rifiuti previsto nella sua ordinanza sindacale del 26 aprile 2013 non poteva bastare, ma volle fare di testa sua e di conseguenza a tutti gli effetti è possibile utilizzare, ad esempio nelle centrali termoelettriche esistenti, combustibili derivati da rifiuti. Questo ovviamente prima della nostra mozione.

Un’altra novità della mozione è rappresentata dal fatto che impegna il sindaco, oltre che ad emettere una più precisa ordinanza di divieto di combustione sul territorio di Civitavecchia, ad intervenire anche in caso di combustione di rifiuti al di fuori del territorio comunale. Questa possibilità trova i presupposti nell’evidenza scientifica, sancita dalla giurisprudenza, che l’inquinamento non conosce confini amministrativi, ma anzi, per sua natura, può provocare danni anche a popolazioni distanti decine e decine di chilometri dalla fonte di emissione.

Ovviamente non siamo così ingenui da credere che possa bastare un’ordinanza sindacale a fermare un governo eventualmente deciso a bruciare rifiuti nel nostro territorio, ma deve essere chiaro a tutti che questa amministrazione nella lotta all’inquinamento sarà sempre al fianco dei cittadini, fino in fondo ed esercitando tutti i poteri che la legge le conferisce. Nel corso del nostro mandato affronteremo una ad una tutte le questioni ambientali, con tempi e modalità adeguati alla gravità ed alla complessità di ciascuna.

Dario Menditto
Consigliere comunale Movimento 5 Stelle

Digestore allo “Spizzicatore”, a volte ritornano !!!

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Ci risiamo! E’ giunta notizia che ad Allumiere si parli di nuovo di grandi impianti di compostaggio. Le informazioni che abbiamo come Comitato Antidiscarica, sembrerebbero, infatti, confermare le nostre preoccupazioni riguardo agli appetiti che gli imprenditori della “monnezza” hanno su quella zona industriale. Riteniamo opportuno ricordare che da anni vi sono tentativi di trasformare quella porzione di territorio in un punto di lavorazione dei rifiuti provenienti da tutto il Lazio, nonostante le norme tecniche di attuazione dicano chiaramente che lì è tassativamente vietato lavorare rifiuti. Invece, oggi, si discute di nuovo di digestore da circa 35.000 tonnellate annue come se niente fosse accaduto, come se il Comune di Allumiere, dopo l’enorme lavoro dei comitati e delle Associazioni, non avesse deliberato la contrarietà all’istallazione di questi impianti, come se tutti i comuni limitrofi non avessero preso la stessa posizione, come se la volontà comprensoriale non fosse stata quella di scongiurare impianti di digestione anaerobica, fintanto che il comprensorio non avesse raggiunto percentuali di differenziazione significative e tali da giustificare la realizzazione di un impianto di compostaggio aerobico da realizzare su proprietà pubblica e dimensionato secondo le reali esigenze di smaltimento della frazione organica dei rifiuti dei comuni di Allumiere, Civitavecchia, Tolfa e Santa Marinella. A tutto ciò si aggiunge quello che è di dominio pubblico e cioè la chiara posizione della Regione Lazio di contrarietà e improcedibilità autorizzativa di tali impianti all’interno della ZPS dei “Monti della Tolfa”. Una posizione che i comitati sostengono da sempre e che lo stesso Piano regionale dei rifiuti evidenzia come fattore escludente.

Non capiamo, quindi, a quale titolo alcuni personaggi vicino all’amministrazione comunale, svolgano il compito di procacciatori d’affari o meglio una ricerca di imprenditori del settore rifiuti disposti ad investire in quell’area. Questa proposta che si vocifera in paese è l’ennesimo tentativo di portare una montagna di rifiuti da Roma e provincia nel nostro comprensorio.
Ve li ricordiamo cronologicamente dal 2002 ad oggi: proposta dell’ex Sindaco Cammilletti di realizzare in quell’area la discarica comprensoriale che avrebbe sostituito “fosso del prete”, idea progettuale della Ecostile srl denominata “bio polo”presentata con l’utilizzo abusivo del logo della Provincia di Roma, che prevedeva un centro studi sui rifiuti oltre ad un impianto di digestione anaerobica da 130.000-90.000 tonn. annue con annessa centrale di produzione energetica dal biogas;
megadigestore anaerobico da 70.000 tonnellate anno presentato dalla Renerwaste spa al comune di Allumiere per il quale ci fu un acceso dibattito che portò il Sindaco di Allumiere ad una richiesta di ridimensionamento per arrivare poi al no definitivo, sancito con l’approvazione di una mozione in tutti i comuni del comprensorio Allumiere compreso;
un impianto aerobico da 35.000 tonnellate annue sempre presentato dalla Renerwaste spa bocciato dalla provincia di Roma in base ai pareri negativi della maggior parte degli enti deputati alla decisione.

Oggi un altro progetto similare, se confermate le indiscrezioni in nostro possesso, si vanta anche di una inesistente programmazione regionale che prevedrebbe l’istallazione di circa ventotto impianti sul territorio regionale da 35.000 tonnellate annue.
A questo proposito il nostro portavoce, Stefanini Emiliano, ha interloquito direttamente con lo staff dell’Assessorato Regionale competente e la risposta è stata chiara: “non esiste nessuna programmazione in tal sensom Chi millanta tali affermazioni dice il falso e tutto sarà presto chiarito dall’Assessore Civita”.

Non ci rimane che rassicurare l’intera popolazione del comprensorio che saremo vigili e presenti in tutte le discussioni che riguardano i rifiuti; monitoreremo la situazione al fine di evitare che si realizzi qualsiasi impianto in quell’area, confermando la nostra disponibilità al confronto su un impianto comprensoriale di “compostaggio aerobico” a servizio dei soli comuni del comprensorio e non del Comune di Roma, ma solo dopo che i Comuni si saranno attivati sulla raccolta porta a porta differenziata dei rifiuti e solo dopo il raggiungimento di serie percentuali di differenziazione.
Se poi il comune di Allumiere sentirà l’esigenza di chiudere il ciclo dei propri rifiuti, da anni abbiamo presentato soluzioni di micro impianti che facilmente potrebbero trasformare in compost di qualità le esigue quantità di umido prodotto dagli abitanti di Allumiere.
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Concludiamo ricordando al Sindaco che la coerenza è molto importante, come lo è il rispetto degli impegni presi, specie se espressi in un atto formale. In particolare ci riferiamo a quella mozione che prevedeva il coinvolgimento del “Comitato antidiscarica” ogni qualvolta si discuteva di rifiuti e che il Sindaco pare aver completamente dimenticato. Noi no. Gli ribadiamo quindi che noi ci siamo, come sempre disponibili al confronto costruttivo e volto a trovare soluzioni frutto di conoscenza diretta e competenza, ma non siamo disponibili a permettere a nessun imprenditore della “mondezza” di decidere sul nostro territorio, nonostante i provvedimenti del governo Renzi che ipotizzano un ato unico nazionale, mettendo al centro della politica sui rifiuti l’incenerimento. Restiamo dell’idea che la pianificazione degli impianti di trattamento dei rifiutidebba doverosamente rimanere alle Istituzioni pubbliche e secondo le esigenze comprensoriali, e non delegata alle scelte imprenditoriali di questa o quell’altra impresa secondo le proprie necessità o opportunità di investimento, troppo spesso dettate da incentivi economici e non da una seria valutazione degli interessi territoriali. Cerroni docet!

STOP AL COMPOSTAGGIO IN ZONA A PROTEZIONE SPECIALE (località Spizzicatore)

L'area del progetto in località Spizzicatore

L’area del progetto in località Spizzicatore

Finalmente la notizia che aspettavamo, anche quest’ultimo tentativo di violare la ZPS del Comune di Allumiere è fallito!

Il Comitato NO MEGADISCARICA esulta ed è soddisfatto di tutto l’impegno ed il tempo dedicato per evitare questo scempio, MA … e c’è un grosso MA, da questo articolo di Civonline, che citiamo per intero, traspare che il capo fila della lotta ambientalista, con tanto bandiera in resta sia l’amministrazione Comunale ed in primis il suo Sindaco … ma leggiamo con attenzione l’articolo:

” La Provincia di Roma dice ‘‘no’’ al progetto del digestore della Renerwaste

ALLUMIERE. Il delegato Bastianini: «Palazzo Valentini ha elencato gli elementi ostativi»

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – «Finalmente sembra volgere al termine la tormentata vicenda riguardo l’impianto di compostaggio di rifiuti organici in località Spizzicatore di Allumiere». Ad esprimersi così il delegato all’Ambiente del Comune di Allumiere, Marco Bastianini, il quale ha spiegato che: «In Comune ci è stata recapitata da parte della Provincia di Roma la comunicazione degli elementi ostativi al rilascio dell’autorizzazione richiesta dalla Renerwaste Spa. La società, infatti, come tutti ricorderanno, aveva presentato un progetto che prevedeva la lavorazione di rifiuti organici di 25 tonnellate/anno con la modalità aerobica». Il delegato Bastianini evidenzia che:  «Tale decisione viene motivata per i ‘‘dissensi qualificati’’ del sindaco di Allumiere Augusto Battilocchio sotto il profilo della tutela della salute pubblica e della Regione Lazio in quanto il progetto non è assentibile perché prevede impianti la cui realizzazione è in contrasto con le misure di conservazione generali vigenti nella Zps». Nei mesi scorsi si era dibattuto a lungo intorno al progetto della Renerwaste di creare l’impianto di trasformazione di umido in compost e dopo una serie di battaglie, a febbraio si era svolta una Conferenza dei Servizi organizzata dalla Provincia di Roma nella quale si è discusso del progetto che la Renerwaste voleva costruire allo Spizzicatore da 25mila tonnellate. In quell’occasione, oltre al sindaco Augusto Battilocchio anche il responsabile dell’Ufficio Tecnico Enrico Novello e l’assessore di Allumiere Mario Ceccarelli avevano espresso a nome di tutto il Comune di Allumiere il ‘‘no’’ assoluto al progetto. Battilocchio a nome di tutta l’amministrazione comunale (maggioranza e minoranza) insieme ai movimenti ambientalisti si erano espressi contrariamente a questo progetto perché dannoso per la salute e l’architetto Novello aveva sottolineato il No per il fatto che le NTA del Comune non prevedono impianti destinati al trattamento dei rifiuti nell’area interessata dal progetto. A dire no a questo progetto era stata anche l’Università Agraria di Allumiere, inoltre forte contrarietà al progetto era stata espressa dal consigliere regionale di Sel Gino De Paolis e da altri esponenti politici, nonchè dai cittadini non solo di Allumiere, ma anche del comprensorio. La lettera della Provincia di Roma, quindi, ha fatto tirare un sospiro di sollievo ed è vista come una vittoria importante per l’amministrazione comunale di Allumiere «Ma anche – prosegue ancora il delegato all’Ambiente, Bastianini – per tutta la comunità visto che tutti insieme abbiamo combattuto per evitare che la Renerwaste creasse l’impianto allo Spizzicatore. Un ringraziamento va anche ai consiglieri di minoranza Vittori e Sgamma che hanno partecipato alla conferenza preliminare».
(31 Ott 2014 – Ore 18:02) “

Siamo estremamente contenti che questa volta ci sia stato un NO chiaro e senza i giri politico-pindarici della dialettica Battilocchiana, ma dire oggi che la battaglia contro gli insediamenti nella Località Spizzicatore si è conclusa in modo positivo grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Allumiere è, per citare Fantozzi, “una cagata pazzesca”.

Come mai un Sindaco che si dichiara oggi contro gli impianti nella ZPS ha creato, negli anni scorsi, un clima di tensione tale che lo ha portato a rispondere di almeno tre denunce in tribunale?

Come mai sia il Sindaco che il Responsabile dell’ufficio tecnico non hanno citato e sostenuto fin da subito le attuali motivazioni di diniego? Il Comitato si sarebbe risparmiato tanta fatica e battaglie almeno con tre anni di anticipo.

E come mai il Comitato NO MEGADISCARICA, che è stato la vedetta e il freno a questi progetti speculativi viene dimenticato se non inscatolato nell’articolo in un generico “movimenti ambientalisti” …

ciò che stupisce ancora di più è l’autore dell’articolo, Romina Mosconi, che ha vissuto in prima persona, spesso insieme a noi del Comitato, le vicende dei grandi contrasti e scorrettezze che il Sindaco di Allumiere ha riservato a noi che abbiamo sempre cercato di evitare ogni insediamento di trattamento rifiuti nella Zona a Protezione Speciale. Cosa è successo Romina? Hai dimenticato persino il nome del comitato?

In ogni caso è andata bene, come è andata bene per la Mega Discarica, vogliamo solo ricordare a tutti i signori citati nell’articolo che esistono due termini che danno la giusta dignità agli esseri umani, ovvero:  ONESTA’ INTELLETTUALE, dovreste studiarne bene il significato.

Il Comitato NO MEGADISCARICA

CIVONLINE – Polo dei rifiuti a Cupinoro: oggi la decisione del Consiglio dei Ministri

CIVONLINE – Polo dei rifiuti a Cupinoro: oggi la decisione del Consiglio dei Ministri

Discarica. Alta la guardia dei comitati

CERVETERI – E’ attesa per oggi la decisione del Consiglio dei Ministri in merito al futuro del territorio. Il Consiglio infatti dovrà decidere se prendere in considerazione i pareri negativi del MIBACT e la protesta dei cittadini, oppure avallare il piano della Bracciano Ambiente e della Regione Lazio per la realizzazione di un polo industriale dei rifiuti a Cupinoro con due ecomostri: un impianto Tmb da 135mila tonnellate e una centrale a biogas da 33mila tonnelate. Anche alla luce di questo appuntamento i comitati hanno dato luogo ad un si-in e manifestazione di protesta innanzi il tribunale e alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per chiedere «Giustizia e Legalità per Cupinoro (Bracciano) il sito discarica ubicato tra innumerevoli tombe etrusche e resti di importanti insediamenti di epoca romana». Oltre 100 cittadini, in rappresentanza dei numerosi comitati che si sono costituiti a sostegno delle iniziative contro la politica dei rifiuti che viene definita scellerata hanno illustrato le loro ragioni, anche per voce di Antonio Turri, presidente nazionale dell’associazione ‘‘I Cittadini contro le mafie e la corruzione’’.

15 Lug 2014

Le grandi panzane di Toni Moretti: CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

Tarquinia 10/04/2014

Purtroppo, ogni tanto siamo e siete costretti a leggere articoli come questi. Sproluqui di nozioni senza alcun fondamento scientifico e finalizzati a confondere le opinioni del lettore.

CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

Senza dilungarci troppo, per poi confondere ulteriormente i lettori ed i cittadini che vogliono capire a fondo i meccanismi legati a questi temi, facciamo semplicemente presente al signor Toni Moretti che la questione non verte tanto sulla qualità degli impianti o sulla necessità di effettuare un ciclo virtuoso dei rifiuti, sul quale, prealtro, siamo perfettamente d’accordo, le considerazioni reali invece sono, molto schematicamente, le seguenti:

Se Tarquinia volesse risolvere il problema dell’umido (FORSU) proveniente dalla raccolta differenziata potrebbe mettere in esercizio un piccolo impianto da 1500 2000 tonnellate anno! Non serve un impianto da 25000 tonnelate!

Approvvigionare un impianto da 25000 tonnellate significa alimentare un traffico impressionante di camion da tutto il circondario (soprattutto Roma). Questo secondo voi è a favore dell’ambiente?

Secondo le logiche dell’articolo e se ogni imprenditore che vuole fare business con i rifiuti avesse spazio libero, potremmo costruire un impianto simile in ogni paese del comprensorio, cosa che tra l’altro potrebbe accadere visto che di progetti simili ne esistono tre nell’arco di venti chilometri (Allumiere, Civitavecchia e Tarquinia) e sommano più 75.000 tonnellate di trattamento. Nel frattempo, la differenziata porta a porta la fa solo Allumiere e S.Marinella.

Gli impianti digestori, diciamo “virtuosi”, (e lo diciamo con fatica), sono costruiti in luoghi lontani dai centri abitati, perchè anche se bruciano gas metano, sono sempre fonti di inquinamento, anche e soprattutto per i processi di depurazione dei liquami del prodotto digestato al termine della lavorazione.

il problema rifiuti non può essere visto dalla sola ottica di un imprenditore che fa conto economico su quanto renderà negli anni questa operazione ma deve essere un progetto coordinato a livello territoriale inter provinciale, dal momento che siamo nella linea di confine tra la provincia di Roma e Viterbo, tanto è vero che, non molto tempo fa, (2011) i Sindaci del comprensorio avevano deliberato l’impegno di risolvere i problemi di smaltimento a livello territoriale.

Nel nostro territorio, inoltre, vista la prepotente presenza di fattori inquinanti, Centrale a carbone e Porto di Civitavecchia, non si deve neanche pensare di costruire altri impianti a combustione! Non si deve  bruciare  nemmeno un fiammifero in più. Ci è già sufficiente strare tra i primi nelle statistiche dei Tumori nazionali.

Per tutti questi motivi, ribadiamo con forza la nostra posizione:
Gli impianti di smaltimento umido devono essere di solo compostaggio in modalità aerobica,
in aree pubbliche destinate a tale scopo;
a gestione pubblica e dimensionati a soddisfare il fabbisogno Comunale o al massimo, del comprensorio.

Tutte queste argomentazioni sono state spiegate con grande perizia tecnico – scientifica, il 10 aprile, dai relatori al convegno “I Perchè del NO” presso la sala Sacchetti a Tarquinia (relatori Dr. Gianni Ghirga e Dr. Mauro Mocci per ISDE Ass.ne internazionale medici per l’ambiente, Prof. Michele Corti dell’Università di Milano – presidente Coordinamento Nazionale Terre Nostre, Avv. Michele Greco Legale dell’Associazione Bio Ambiente Tarquinia e Alto Lazio).

Il giudizio spetta ora a chi legge, con l’assicurazione che siamo sempre pronti a qualsiasi confronto e chiarimento.

Il Comitato

 

Rifiuti allo Spizzicatore – la Regione Lazio ha già detto no!

logo scaricadiscaricaIl Comitato Antidiscarica esulta dopo la notizia dei documenti della Regione Lazio che confermano l’incompatibilità della lavorazione dei rifiuti nell’area dello Spizzicatore!

Sono ormai troppi anni che sentiamo parlare di progetti che prevedono la lavorazione dei rifiuti presso la zona industriale del comune di Allumiere denominata.

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E’ ora di dire un basta definitivo a queste iniziative che spuntano come funghi sul territorio del Comune di Allumiere, a progetti che non si basano su una seria programmazione impiantistica dei rifiuti che tenga conto delle reali necessità del comprensorio, dell’incidenza di insediamenti industriali già subita e dei vincoli ambientali.

Ci troviamo davanti  a logiche affariste che inseguono contributi statali e incentivi di ogni sorta con la pretesa di voler produrre energia elettrica da fonti impropriamente denominate rinnovabili e di fatto inquinanti, proprio in un momento storico dove di energia elettrica e di inquinamento se ne producono già troppi.

Sono anni che ci sgoliamo dicendo in ogni modo che quella zona industriale è nata male!

Perché individuare una zona industriale così lontano dal paese e, soprattutto, su proprietà privata, creando appetiti di ogni tipo?

Perché i rifiuti sono le uniche proposte industriali riservate allo Spizzicatore?

Per queste affermazioni, a difesa dei beni comuni e della collettività intera, siamo stati aggrediti e anche querelati.

E’ proprio per quest’area si parlava di discarica comprensoriale utilizzando la cava esistente, poi di bio-polo della Ecostyle srl (digestore da 70/150 mila tonnellate/anno di rifiuti), poi di digestore anaerobico della Renerwaste s.p.a. (70 mila tonnellate/anno di rifiuti), ed oggi, di lavorazione inerti e compostaggio aerobico proposto dalla Renerwaste s.p.a. (35/38 mila tonnellate/anno di rifiuti).

Sempre e comunque di rifiuti parliamo!

L’area è compresa nella  ZPS “ Tolfetano – Cerrite – Manziate ” e sempre, da anni, si ribadisce che la normativa europea, che regolamenta le ZPS, recepita dal Governo Italiano  e dalla Regione Lazio, vieta tassativamente l’insediamento di tali impianti, ma nessuno lo ha mai preso in considerazione.

Oggi, veniamo a conoscenza che già il 16 Agosto 2012 la Regione Lazio, mediante i propri uffici, certificava che in quest’area i progetti di lavorazione dei rifiuti non sono ammessi.

Riteniamo opportuno quindi, che la Regione Lazio e il Comune di Allumiere, provvedano a richiedere alla Provincia di Roma la sospensione immediata della conferenza di servizi relativa all’autorizzazione richiesta dalla Renerwaste s.p.a. per costruire un impianto di compostaggio allo Spizzicatore.

Se per Allumiere riuscissimo a prospettare una zona industriale, ci piacerebbe che fosse una zona industriale per il turismo, per il vino, il grano, il pane, il prosciutto, l’olio e il legno, ma non certamente per dei rifiuti organici provenienti da tutta la provincia di Roma.

Impianti di compostaggio e Digestori – TRE è meglio che UNO

TRE è meglio che UNO!

DIGESTOREMercoledì 12 febbraio 2014, i Comitati dei cittadini e ambientalisti hanno partecipato a Tarquinia al sit-in di protesta e al convegno organizzato dal Consorzio Pellicano per la presentazione del nuovo progetto di un impianto di Digestione anaerobica che andrebbe ad ampliare il sito già esistente di trattamento rifiuti e compostaggio presso la località Olivastro.

L’impianto proposto è un classico impianto di trattamento anaerobico della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata per la produzione di gas metano che va ad alimentare un motore per la produzione di energia elettrica, ed è dimensionato per trattare 25.000 tonnellate annue di umido mentre il cogeneratore di energia è un motore da 1 megawatt.

Al di la delle considerazioni sull’impatto ambientale e sull’ormai concetto obsoleto di trattamento rifiuti tramite Digestori anaerobici, (la Germania sta abbandonando questa tecnologia a causa dei troppi aspetti negativi che genera), la questione più strana è che, quasi contemporaneamente, i tre comuni confinanti: Civitavecchia, Allumiere, Tarquinia si trovano quasi a gareggiare su chi realizzerà in meno tempo l’impianto di gestione della frazione umida della raccolta rifiuti.

Se consideriamo che la frazione umida del comprensorio, nel caso si raggiungesse una raccolta differenziata anche a Civitavecchia,  sarebbe di circa 7000 tonnellate annue, mentre invece i progetti proposti sono per un totale di 85.000 tonnellate annue, è chiaro che i rifiuti verranno importati da altri Comuni o addirittura da altre Regioni.

La posizione del Comitato Antidiscarica resta sempre la stessa, l’impianto di smaltimento umido deve essere di solo compostaggio in modalità aerobica, in aree pubbliche destinate a tale scopo, a gestione pubblica e deve essere dimensionato a soddisfare il fabbisogno Comunale o al massimo, del comprensorio. Non si deve incentivare il trasporto dei rifiuti a lunga distanza.

Per i Comitati hanno partecipato al convegno con i propri interventi:

dottor Giampiero Baldi (Comitato Antidigestore Tarquinia)

Simona Ricotti (Forum Ambientalista)

dottor Mauro Mocci (Medici per L’Ambiente-ISDE)

Per la seconda volta in “Marcia” – www.lacivettadicivitavecchia.it

Per la seconda volta in “Marcia”

PORTO: le navi continuano imperterrite a liberare i loro fumi sulla città e le prescrizioni sull’elettrificazione delle banchine del ministero dell’ambiente, restano inascoltate da parte dell’autorità portuale
CENTRALE: il sindaco lascia che venga approvata un’AIA che permette di bruciare 900.000 tonnellate di MarciaDellaSalutecarbone in più all’anno per 1500 ore in più di funzionamento rispetto alla VIA del 2003. Carbone che potrà essere di qualità scadente, ovvero con contenuto di zolfo < 1% anzichè minore dello 0,3% come prevede il piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Lazio.
TRAFFICO: denunciamo la totale assenza di politiche di mobilità e viabilità. Secondo il polo idrogeno nel 2010 a Civitavecchia c’erano 610 macchine ogni 1000 abitanti. E abbiamo un TPL da terzo mondo!

INFINE SIAMO LA TERZA CITTÀ D’ITALIA PER INCIDENZA TUMORALE E NESSUNO HA MAI SMENTITO UFFICIALMENTE QUESTO DATO

IL COMITATO ANTIDISCARICA INVITA TUTTI A PARTECIPARE

CIVONLINE – Porta a porta: piovono finanziamenti

TOLFA – Porta a porta: piovono finanziamenti

Tolfa. Via libera della provincia di Roma ai fondi per coprire i costi della raccolta differenziata In arrivo 276mila euro. Dalla Regione invece 34mila euro per l’impianto di videosorveglianza

di ROMINA MOSCONI

TOLFA – Pioggia di finanziamenti a Tolfa per dare il la alla raccolta differenziata porta a porta e per installare la videosorveglianza. «Finalmente, dopo una lunga attesa – ha sottolineato il sindaco di Tolfa, Luigi Landi – la Provincia di Roma ha comunicato la disponibilità finanziaria di erogarci 276 mila euro per poter coprire l’extra costo della raccolta differenziata porta a porta per il primo anno». Questa notizia si attendeva da tempo ed era ovviamente nell’aria in quanto il progetto sul finanziamento della raccolta differenziata era stato approvato già nel 2011 e già da tempo sia il sindaco che l’assessore all’Ambiente, Cristiano Dionisi, lo avevano prennunciato. «E’ una notizia molto importante che ci permetterà di poter attivare un servizio che avrà indubbi benefici sull’intera collettività tolfetana così come accaduto in altri Comuni vicini». Landi e Dionisi hanno anche spiegato che: «La somma sarà iscritta a breve nel bilancio e subito dopo si inizieranno le procedure amministrative che porteranno all’attivazione del servizio stesso e che vedranno un importante lavoro sulla comunicazione e formazione del cittadino». I vertici comunali tolfetani rimarcano poi che «Purtroppo anche in questo periodo abbiamo rilevato una maggiore presenza di rifiuti indifferenziati provenienti dal vicino Comune di Allumiere e per questo nei prossimi giorni cercheremo di rafforzare i controlli». Per fermare questo fenomeno il sindaco Landi e l’assessore Dionisi insieme con il sindaco e la giunta di Allumiere stanno studiando le modalità per far convivere il servizio di raccolta differenziata nell’isola ecologica della Cavaccia. «In questi giorni – spiegano ancora Landi e Dionisi – si sta procedendo alla rimozione delle campane stradali in quanto il servizio di raccolta su strada non è più garantito dalla Provincia di Roma». Intanto anche la Regione Lazio ha comunicato l’arrivo di un finanziamento di poco superiore ai 34mila euro che consentirà al Comune di Tolfa di avere una decina di telecamere nei punti strategici del paese. Il progetto (presentato circa due anni fa) ha come obiettivo di rendere più sicuro il cittadino e evitare atti vandalici. «Ecco un altro step dopo l’installazione di telecamere su Piazza V. Veneto e la Villa Comunale – conclude Landi – sicurezza e igiene urbana sono due aspetti fondamentali per la crescita sociale del paese. Siamo soddisfatti di questo duplice finanziamento e ringraziamo l’assessore all’Ambiente Cristiano Dionisi e il delegato Armando D’Amico che hanno seguito l’iter amministrativo dei due finanziamenti».

(17 Giu 2013 – Ore 20:53)

terzobinario.it – Biodigestore ad Allumiere, De Paolis: “Progetto che viola le direttive della Provincia” | Terzo Binario News

Biodigestore ad Allumiere, De Paolis: “Progetto che viola le direttive della Provincia”

Il capogruppo Sel alla Regione: “Idea scellerata, contrari fin dal principio. Prevista una nuova conferenza”

Gino-De-Paolis_full“Ci stiamo muovendo affinché questa idea scellerata venga messa subito da parte”. Con queste parole Gino De Paolis, capogruppo Sel al Consiglio Regionale del Lazio, si è espresso sulla questione del biodigestore ad Allumiere.

“Abbiamo espresso la nostra contrarietà fin dal primo progetto riguardante quel terreno, adiacente alla zona che Alemanno e La Russa avevano individuato inizialmente per la megadiscarica. La ditta Renerwaste aveva presentato una proposta per un megadigestore pronto a raccogliere fino a 70.000 tonnellate di umido derivante dalla raccolta differenziata. Una quantità spropositata, considerato che i rifiuti prodotti dal territorio non superano le 1000 tonnellate. Le direttive della provincia, poi, sono chiare: gli impianti non devono poter accogliere più di 25.000 tonnellate.”

“Noi di Sel – ha concluso De Paolis – abbiamo già presentato una mozione per rigettare tutto questo, mozione appoggiata dai sindaci di Allumiere e Civitavecchia. Ora è prevista una nuova conferenza, alla quale parteciperà anche la Regione e che speriamo porti ad una soluzione definitiva.”

di Valerio Dieni

24 aprile 2013

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