Siamo di nuovo qua … e già!

Sono tornati! Eccoli di nuovo sotto altre bandiere, con altre vesti, ma sono sempre gli stessi. I predatori, gli sciacalli. Quelli che di questo territorio vogliono il sangue e le ossa, che fingono di preoccuparsi degli interessi collettivi, dei beni comuni, ma guardano solo agli interessi privati, ai tornaconti economici, politici. I tanti soldi spesi nelle campagne elettorali hanno un nome e un cognome: i gruppi industriali del Nord. Ed eccoli ora a chiedere il conto. A2A Ambiente spa vuole costruire un inceneritore a soli 1,4KM dal precedente progetto dello Spizzicatore. Parliamo di un impianto da due linee da 100 MWt di potenza l’uno, per bruciare 481.000 tonnellate all’anno di rifiuti. Energia pulita? Manco per sogno, questo sperpero di territorio, questo avvelenamento colletivo, produce solo 60MW di energia, assolutamente inferiore a quello che si potrebbe fare riciclando e rimettendo in circolo le materie di scarto, ma sopratutto infinitamente inferiore a quello che si potrebbe produrre aumentando le coperture dei fotovoltaici sui condomini, che oggi già producono 15.000 MW in Italia.

Ma noi abbiamo bisogno di lavoro, qualcuno dirà. E ce lo diranno. Il placebo di tutte le menzogne. Falso! Non porterà alcuna occupazione. A regime saranno meno di 30 posti di lavoro, e sicuramente tutti già assegnati.

Ma è pulito, li fanno in tutta Europa. Falso! Sono tecnologie presenti in Europa da 30 anni e più ormai superate. Li hanno perchè li hanno già costruiti, ma questo impianto produrra 166.000 tonnellate all’anno di cenere da mandare comunque in discarica. Quindi non chiude il ciclo dei rifiuti, è al penultimo passaggio e aumenta la necessità di conferimento. Quindi aumeteranno i costi. Ma è pulito il camino non emette fumi! FALSO! Emette diossine, CO2, CO, metalli pesanti e leggeri, PM 2,5 e sopratutto il killer PM1, talmente killer che ancora non viene misurato. Ma il fatto che non lo sia non vuol dire che non esista.

E poi il trasporto su gomma. 35/40.000 veicoli all’anno. E il trattamento delle acque industriali, che ormai ha tecnologie di trattamento a camera stagna senza necessità di bruciare alcunchè. Ma di cosa parliamo?

Loro sono tornati e noi anche per rimandarli da dove sono venuti, con le loro tecnologie fossili, con le loro prese in giro.

Sono tornati ma noi li conosciamo, nomi e cognomi, uno per uno. E non abbiamo paura di fermarli ancora una volta… e lo faremo, tutti insieme.

A VOLTE RITORNANO CON I RIFIUTI DI ROMA NELLE NOSTRE TERRE

Ieri:
Il “Comitato Antidiscarica Allumiere” il comitato spontaneo che da anni si occupa delle politiche sulla gestione dei rifiuti nel nostro comprensorio, invita tutta la popolazione dei Comuni di Allumiere, Civitavecchia e Tolfa alla mobilitazione. Nel 2011 abbiamo affrontato senza timore l’allora scelta di Ama con il Sindaco Alemanno e il Ministro La Russa, che intendevano anche attraverso la militarizzazione della scelta, portare l’industria dello smaltimento dei rifiuti romani ”Cittadella dei rifiuti” insieme alla attuale demilitarizzazione delle armi di distruzione di massa stoccate al Campo Chimico all’interno del Comprensorio Militare S.Lucia nei territori tra Allumiere e Civitavecchia. Poi nella adiacente zona industriale di Allumiere abbiamo bloccato ripetuti tentativi di insediamento di impianti di trattamento aerobici e anaerobici di notevoli e impatto e dimensione. Nel 2016 il “Comitato Cittadini Uniti contro l’inceneritore” con le istituzioni locali e l’intera comunità comprensoriale hanno bloccato la realizzazione dell’inceneritore di armi chimiche sempre a Santa Lucia e hanno ottenuto l’impegno alla bonifica delle aree che ospitano i monoliti contenenti i residui dell’inertizzazione dei veleni chimici.

Oggi:
Dopo 7 anni ritorna minacciosa l’idea di portare i rifiuti di Roma nelle nostre terre. E’ incredibile quanto si apprende dai documenti della Città Metropolitana pubblicati da Il Messaggero, tredici sono i siti individuati dalla Città Metropolitana per lo stoccaggio il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti di Roma, tra i quali Allumiere, Civitavecchia e Tolfa. Non riusciamo a capire come sia possibile che addirittura siano coinvolte Allumiere e Tolfa, che ricadono interamente nella ZPS e le norme che la tutelano vietano espressamente l’installazione di tali impianti. Per quanto riguarda il comprensorio di Civitavecchia è impensabile che oltre alla pressione ambientale della produzione energetica, del porto e del campo chimico, si immagini un futuro legato al trattamento dei rifiuti. Se Civitavecchia e il suo comprensorio sono da inserire tra i SIN Siti d’Interesse Nazionale e da bonificare, sicuramente non possono ospitare il trattamento dei rifiuti, lavorazione, trattamento o smaltimento che sia.

Domani:
Da queste prime indiscrezioni sulla documentazione della Città Metropolitana sembrerebbe che per quanto riguarda le politiche sui rifiuti quello che erano le idee di centrodestra nell’epoca di Alemanno Sindaco, La Russa Ministro e la Polverini Presidente diventano la strategia “Grillina”. Governare la Città eterna e programmare la transumanza dei rifiuti nelle province non va affatto bene. Cosi come ci siamo ribellati ieri, ancora con più forza, esperienza e competenza ci ribelleremo oggi alla politica dello “scarica barile”. Non ci interessa “Chi” politicamente fa queste scelte: è nostro nemico. Negli anni abbiamo avuto modo di comprendere di chi dice solo tante parole, di chi ci possiamo fidare e di chi fattivamente ha lavorato a scongiurare che diventassimo la pattumiera della Capitale.

Nei prossimi giorni monitoreremo la situazione e all’occorrenza inviteremo la cittadinanza ad intervenire ad un momento d’incontro per organizzare eventuali azioni da mettere in atto a difesa della nostro comprensorio.

Un immediato invito lo facciamo al Sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino, al Sindaco  di Allumiere Antonio Pasquini e al sindaco di Tolfa Luigi Landi.  Ci auguriamo che coloro che amministrano le nostre città prendano subito le distanze da tali scelte e si attivino nei confronti della Città Metropolitana per sapere nei dettagli cosa si intende programmare nel nostro territorio.

 Per il Comitato Antidiscarica Allumiere
Emiliano Stefanini

ilmessaggero.it/roma/cronaca/rifiuti

 

7 maggio 2016 – Manifestazione contro l’inceneritore

ManifestazioneAntiInceneritore

I Veleni del centro chimico #1

Le Schede del Comitato #1 – ADAMSITE

servizio informativo a cura del Comitato Contro l’inceneritore di armi chimiche.
Con queste schede intendiamo fornire un l’informazione più approfondita sugli elementi chimici presenti e lavorati presso il Centro Chimico NBC di S.Lucia.

Adamsite

Adamsite

E’ stata sintetizzata in Germania da Heinrich Otto Wieland nel 1915, è stata sviluppata poi in modo indipendente dal chimico statunitense Roger Adams (dal quale prende il nome) presso l’Università dell’ Illinois nel 1918.
Denominata anche agente DM ( diphénylaminechlorarsine ), usata in passato, come un agente antisommossa . DM appartiene al gruppo di agenti di guerra chimica noti come agenti starnutatori e vomitativi.

DM è stato prodotta e immagazzinata dagli inglesi e dagli Stati Uniti alla fine della prima guerra mondiale . E ‘stata utilizzata dagli inglesi durante diverse incursioni. Negli Stati Uniti, è stata utilizzata contro il Bonus Army che ha manifestato in Washington DC , nel 1932. Secondo alcune fonti, ha causato la morte e il ferimento grave di diversi bambini che avevano accompagnato i loro genitori alla manifestazione. E ‘stata ancora una volta utilizzato nella guerra del Vietnam.

DM ha una struttura cristallina inodore a bassissima pressione di vapore. Il colore dei cristalli varia dal giallo brillante al verde scuro a seconda della purezza. È prontamente solubile in alcuni solventi organici (ad esempio, acetone , diclorometano ), ma quasi insolubile in acqua. Nella forma vaporosa appare come un fumo giallo canarino.

Adamsite è solitamente dispersa come aerosol, agisce sul tratto respiratorio superiore. Sebbene gli effetti siano simili a quelli causati da agenti di controllo tipici antisommossa (es CS ), il suo effetto è di più lenta insorgenza e lungo in durata, spesso di diverse ore. Dopo un periodo di latenza di 5-10 minuti con irritazione degli occhi, attacca i polmoni e le mucose, seguono mal di testa, nausea e persistente vomito.

Lo scopo pricipale dell’Adamsite era quello di far togliere le maschere antigas ai soldati per poi agire con ulteriori gas letali.

L’adamsite è ora considerata obsoleta. È stato ampiamente sostituita da agenti antisommossa come il gas CS (chlorobenzalmalononitrile) che sono meno tossici e di più rapida insorgenza dei sintomi. In battaglia veniva usato con le “candele adamsite”. Questi erano grandi lattine di metallo o tubi (del peso di circa 2 kg) che generavano un fumo composto da adamsite e di un componente pirotecnico per la combustione.

Risulta che nel 2003, la Corea del Nord, abbia prodotto adamsite immagazzinandola presso il Chemical Complex di Aoji-ri.

Centro Chimico – Veleni e falsità di Stato

Allumiere. Conferenza sul tema Inceneritore di armi chimiche. P3180048.JPGBisogna dire innanzi tutto che il paese collinare risponde sempre attivamente alla mobilitazione. La sala dell’Auditorium è bastata a malapena a contenere i partecipanti.

Come espresso dal dott. Mauro Mocci, esponente dell’ ISDE, Medici per l’Ambiente, bisogna innanzitutto focalizzarci sul fatto che, quando si parla di sistemi potenzialmente dannosi e non proprio ecologici, le autorità statali coniano termini tesi ad ammorbidire il pericolo reale.
???????????????????????????????I termini Ossidatore Termico, Termovalorizzatore, Biodigestore non esistono, sono inventati ad arte per far risultare un inceneritore di armi (chimiche nel nostro caso), un inceneritore di immondizia e una centrale di produzione di energia elettrica mediante combustione di gas metano, alla pari di impianti legati al tema “ecologia”.
Strano che le trivelle petrolifere non le abbiano ancora rinominate, ad esempio come “Estrattori di bioenergia occulta“!

Soffermiamoci meglio su quanto il Ministero della Difesa vuole realizzare nel nostro territorio, ovvero presso il Centro Chimico di S.Lucia.
Si tratta di un inceneritore di armi chimiche, quelle prodotte durante le due guerre mondiali e stoccate presso il nucleo Nucleo Batteriologico Chimico (NBC) dell’esercito italiano che ha sede sul confine del territorio tra Civitavecchia ed Allumiere, proprio nella stessa area che, secondo il Protocollo Alemanno-La Russa del 2010, sarebbe stata il sito ideale per la Cittadella dei Rifiuti, ovvero Malagrotta 2. 130 ettari di terreno adiacente alla ZPS più importante del centro italia, da compromettere per l’eternità! (progetto respinto grazie alla forza dei Comitati ambientalisti che, con il supporto di tutta la cittadinanza, hanno portato le istituzioni a rigettare questa idea malsana.)

Ma torniamo alle armi chimiche. Attualmente le bombe con i veleni chimici sono trattate smontandole e rendendole inerti, diluendo quindi il contenuto dei veleni impastandolo con acqua calce e cemento per creare dei monoliti di conglomerato cementizio che vengono accatastati all’aria aperta su aree che dovrebbero garantire il contenimento delle eventuali percolazioni sul terreno.

inerti armi chimiche

Santa Lucia, lo stoccaggio dei cilindri con i veleni

Cosa è stato diluito in questi cilindri di cemento? (ce ne sono decine di migliaia ad oggi)

Cosa contengono le bombe chimiche ancora da trattare?
Semplicemente elementi dannosissimi: Fosforo, Fosgene, Iprite, Adamsite, Arsenico. Invitiamo i lettori ad andare su Wikipedia a leggere cosa provocavano quando usati e la pericolosità attuale in caso di immissione in aria seppur in basse quantità nel tempo.

Ora, pensate ad un inceneritore che dovrebbe bruciare tutto il nostro arsenale creato durante le due guerre, e poi, siccome sarà in esercizio, anche altri arsenali (magari le armi chimiche del conflitto Siriano).
Non crediamo alle favole che i fumi di combustione verranno totalmente filtrati.
Non esistono filtri che riescano a bloccare le particelle di polveri sottili che sono più piccole addirittura dei virus e dei batteri.
Non è vero che questi impianti hanno un impatto zero sull’atmosfera.

Proprio per questo, in un territorio che sta pagando troppo caro il prezzo delle scelte industriali fatte, tutte concentrate in pochi chilometri, non si possono installare altre fonti altamente inquinanti. BASTA!

Dobbiamo ottenere solo un tipo di investimento: la bonifica progressiva dell’area e lo spostamento delle attività di inertizzazione della armi chimiche in un sito lontano dai centri abitati.
Siamo certi che tutta la cittadinanza si attiverà per questa dura lotta.

Tutti contro il solito menefreghismo di chi manovra le leve dagli uffici di Roma, ben isolati dai problemi della popolazione.  

 

Civonline: «No all’ossidatore termico: bloccare subito il progetto»

Il Comitato ‘‘cittadini uniti contro l’inceneritore’’ ha organizzato un convegno per domani ad Allumiere

ALLUMIERE – Il ‘’Comitato cittadini uniti contro l’inceneritore” invita la cittadinanza a partecipare all’assemblea pubblica contro l’ossidatore termico che si terrà ad Allumiere venerdì 20 marzo alle 18 nell’Auditorium in piazza della Repubblica.

«E’ nostra intenzione informare i cittadini di tutto il territorio attraverso conferenze di approfondimento, così come fatto a Civitavecchia – spiegano Ismaele De Crescenzo e gli altri membri del Comitato – vista l’attenzione e la preoccupazione per un’opera come l’ossidatore che sta producendo una indignazione e una mobilitazione spontanea».

Dal Comitato Cittadini Uniti Contro l’Inceneritore sottolineano l’intenzione, anche attraverso la presa di posizione dei rappresentanti istituzionali «di incontrare nell’immediato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti per rendere palesi le nostre rivendicazioni: immediato blocco del progetto di ossidazione termica e bonifica dell’area attraverso investimenti mirati».

Hanno garantito la loro presenza all’assemblea pubblica ad Allumiere deputati, consiglieri regionali e sindaci del territorio.

Al termine dell’incontro seguirà una cena di autofinanziamento presso la Grotta del cardinale. Per info 3479033567o e 3887439806.

BigNotizie: Pronti alle barricate contro l’inceneritore

Affollata assemblea pubblica alla biblioteca comunale.
Un NO trasversale al progetto dell’inceneritore al centro chimico di Santa Lucia.

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Assemblea del 9-03-2016

CIVITAVECCHIA – Grande partecipazione all’assemblea pubblica di questo pomeriggio alla biblioteca contro la realizzazione dell’inceneritore al centro chimico di Santa Lucia. In tanti hanno risposto all’invito del neonato comitato di cittadini che vuole sensibilizzare tutta la popolazione e le istituzioni ed impedire l’ennesima violenza ai danni del territorio. Il Comitato dei “cittadini uniti contro l’inceneritore” punta all’immediato blocco del progetto e chiede inoltre la completa bonifica degli oltre 600 ettari di terreno del Cetli Nbc: un duplice obiettivo che si vuole raggiungere con partecipazione popolare, di massa e trasversale. “Siamo pronti anche ad impedire materialmente l’arrivo al centro di ogni singolo componente destinato alla realizzazione dell’inceneritore” hanno sottolineato i responsabili del Comitato che è più che mai determinato a scongiurare questa ipotesi.

Il Comitato: prossimo passo la mobilitazione popolare”.
Il dottor Mauro Mocci in un lungo e documentato intervento ha invece messo in guardia sui rischi ambientali che corre il territorio con la presenza di questo tipo di impianto, sottolineando che si tratta di un inceneritore e non di un ossidatore termico. Ampia partecipazione all’assemblea da parte dei politici del territorio. A partire dai sindaci di Civitavecchia e Allumiere Antonio Cozzolino e Augusto Battilocchio, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, i consiglieri regionali Gino De Paolis e Devid Porrello, e le deputate Marta Grande e Marietta Tidei. L’onorevole del M5S ha ricordato l’interrogazione presentata nel 2013, con risposte vaghe dal ministro nonostante l’assenza del segreto militare, e il rifiuto ad una serie di controlli sul centro da parte di soggetti esterni. “Ribadiamo la contrarietà a questo tipo di strutture, soprattutto in un territorio come il nostro che ha già pesantemente pagato in termini ambientali. Al comitato – ha affermato Marta Grande – sottoponiamo anche una serie di proposte che vanno dalla revisione del sistema di smaltimento e della convenzione di Parigi del 1993, la delocalizzazione dell’impianto in un altro centro, e la richiesta di una serie di tutele ambientali per Santa Lucia”. Marietta Tidei ha invece annunciato di aver incontrato ieri mattina un consigliere del ministro della difesa Roberta Pinotti. “Ho espresso tutte le mie perplessità su questo progetto, che non deve essere assolutamente realizzato a Civitavecchia. Il nostro territorio – ha spiegato Tidei – non può essere disponibile a questa soluzione, ma la battaglia deve essere corale e unitaria. Il ministero deve trovare un sito alternativo a Santa Lucia”. Marietta Tidei ha sottolineato che da via XX Settembre per il momento si parla ancora di una progettazione a livello preliminare, con allo studio l’utilizzo di tecnologie tedesche più avanzate di quelle attualmente presenti al centro chimico. L’onorevole del PD in previsione del consiglio aperto sull’inceneritore ha chiesto di coinvolgere lo stesso Ministero per una discussione a tutto campo. Invito che è stato confermato dal Sindaco Cozzolino e dall’assessore all’ambiente Manuedda che ha ricordato come ci siamo ancora ampi margini di manovra da parte del Comune, soprattutto nell’eventuale conferenza dei servizi prevista dall’iter del progetto.

terzobinario.it – Bufala discarica Monteromano Tarquinia, Stefanini (SEL): “I sindaci sapevano, chiedano scusa alle istituzioni e alle comunità amministrate”

1363discarica_fotomontaggio – Non è la candid camera della trasmissione di Rai3 “Nemico Pubblico”, che ha burlato amministratori, politici, associazioni ambientaliste e cittadini inviperiti, ma la faccia tosta del Sindaco Maurizio Testa di Monte romano e del Sindaco Mauro Mazzola di Tarquinia.

Tutto è cominciato con le prime indiscrezioni di stampa pubblicate da alcuni giornali, in cui si era venuti a sapere che tra Tarquinia e Monteromano, nei prossimi mesi, sarebbe sorta una megadiscarica che avrebbe preso tutti i rifiuti di Roma perché Malagrotta era ormai piena.
E’ veramente di difficile comprensione lo spirito ironico della trasmissione televisiva, proprio in un comprensorio dove da anni si tenta di trasferire i rifiuti di Roma, una zona dove troppo spesso si muore di tumore a causa delle emissioni dannose dei diversi impianti inquinanti presenti nel comprensorio. Non si può giocare con le preoccupazioni della gente e degli amministratori, comprensibilmente allarmati per una notizia che avrebbe creato ripercussioni negative su tutto il territorio.
Ma fino a quando a svolgere il ruolo del burlone si tratta di un regista, disattento e irrispettoso dei fenomeni sociali sanitari di un comprensorio ci si può pure stare, ma quando vengono spalleggiati dai Sindaci dei comuni interessati, il fatto diventa grave e da denunciare.
A margine della pagliacciata, di pessimo gusto, sia il regista che il Sindaco Testa hanno provato a convincermi della bontà dell’idea televisiva, confidandomi che entrambe i sindaci, erano a conoscenza dello “scherzo”, la cosa mi ha tutt’altro che rassicurato, ma anzi ,vedere la loro falsa sceneggiata a difesa delle comunità amministrate, mi ha spinto alla conclusione che si tratta di un viscido sciacallaggio politico, che ha portato questi due Sindaci sulle prime pagine dei giornali locali.
Credo doveroso che questi signori chiedano scusa a tutte le istituzioni e i comitati coinvolti, nella speranza che siano consapevoli che il loro gioco ha prodotto un dispendio di fondi pubblici impegnando il tempo di: politici, amministratori, dipendenti pubblici, comitati, cittadini e addirittura delle Forze dell’ordine.
Non ho firmato la liberatoria alla società “Verve Media Company srl” e provvederò ad una formale denuncia nel caso saranno pubblicate le immagini e i materiali audiovisivi che riguardano la mia persona.
E’ pur vero che se la trasmissione andrà in onda a metà giugno, saremo quindi fuori dalle elezioni provinciali, che vedono coinvolto in prima persona il Sindaco di Tarquinia, come è però altrettanto vero che nel frattempo questi indelicati e irrispettosi personaggi sono andati su tutti i giornali nel ponte del 25 Aprile, fregiandosi della medaglia di difensori del territorio quando in realtà sono solo due Sindaci burloni di provincia!

Sull’ultimo progetto del DIGESTORE ad Allumiere, botta e risposta tra sindaco Battilocchio e Comitato Antidiscarica

CIVONLINE: Archiviata la proposta della Bioenergie: troppi vincoli su quel terreno

Allumiere. Il sindaco Battilocchio: «Fuori luogo quindi la contrarietà del Comitato Antidiscarica»

Allumiere, Cronaca  –  23 Apr 2015

AUGUSTO BATTILOCCHIO

ALLUMIERE – Intanto il Comune di Allumiere archivia definitivamente la proposta avanzata da ‘‘Iniziative Bioenergie srl’’ di Canino per la costruzione, allo Spizzicatore, di un biodigestore da 35mila  tonnellate/anno, un impianto finalizzato alla produzione di bio-metano. La decisione è scaturita durante la Commissione dipartimentale ‘‘Uso e assetto del territorio, sviluppo economico e attività produttive’’ riunitasi martedì. L’area oggetto di attenzione è infatti sottoposta a vincoli e quindi non c’è alcuna possibilità di procedere con il progetto. A pesare su quei terreni sono infatti i vincoli di zps e le norme tecniche di attuazione del piano regolatore che non consente la realizzazione di impianti per la lavorazione dei rifiuti. E su questo sono stati d’accordo tutti i presenti alla commissione che ha riunito non solo esponenti della maggioranza ma anche dell’opposizione e dei comitati. Nessun incontro, quindi, avverrà tra l’amministrazione comunale di Allumiere e la società proponente. «Non ci sono infatti gli elementi di fattibilità – spiega il sindaco Augusto Battilocchio – quindi non ha senso invitarli ad esporre ulteriormente». Alla commissione, allargata per volere di Battilocchio vista la delicatezza dell’argomento, hanno partecipato, oltre al sindaco Battilocchio, anche il vicesindaco Ceccarelli, il delegato all’Ambiente Bastianini, il capogruppo dell’opposizione Vincenzo Sgamma, il Comitato antidiscarica con Emiliano Stefanini, Galimberti per Fontana Tonna e infine Cammilletti. «Tutti gli interventi, in sintesi, – spiega Battilocchio – hanno messo in rilievo il fatto che, seppure ci fosse stato interesse ad approfondire il progetto, nella direzione comunque della tutela ambientale, la vincolistica presente nella zona non rende accoglibile l’ipotesi progettuale avanzata dalla società». «Peraltro – aggiunge il Sindaco – la stessa non ha neanche depositato alcun progetto definitivo, quindi non c’è proprio alcuna decisione in atto». «Alla luce di tutto questo – commenta il sindaco Augusto Battilocchio – le prese di posizione e di contrarietà sono giuste se esiste un elemento del contendere, ma se non esiste il tema non c’è alcun motivo per intervenire, a meno che non si è in cerca di visibilità». Precisa la strigliata al Comitato Antidiscarica: «Non era opportuna – incalza Battilocchio – questa uscita giornalistica da parte del Comitato, dal momento che il problema non esiste perché non ci sono elementi di fattibilità per andare avanti». Per maggiore chiarezza, il primo cittadino collinare spiega anche l’iter che ha portato alla convocazione della commissione: «La ‘Iniziative Bioenergie’ ci ha contattati due mesi fa, annunciandoci verbalmente l’intenzione di illustrarci una proposta progettuale per il recupero e l’accoglimento dei rifiuti finalizzati alla produzione di bio-metano. Dopo quel primo contatto, come amministrazione paventammo l’opportunità di riunirci con i rappresentanti della società stessa per  discuterne più nel dettaglio. Da quel momento non abbiamo più fatto nulla, né contattato la Bioenergie, che di fronte al nostro silenzio, nei giorni scorsi, ci ha scritto per sollecitare l’incontro al fine di esprimere la sua prospettiva di progetto. Da qui la mia decisione di convocare la Commissione, allargata a tutte le forze politiche e ai Comitati, per parlare serenamente della questione, senza alcuna mozione da approvare o altra decisione da prendere. Oggi, con estrema serenità e chiarezza, possiamo dire che non ha senso invitare ad esporre i rappresentanti della società, perché non ci sono le condizioni». «E poi – conclude Battilocchio – siamo tutti anti discarica. Anche se, è inutile negarlo, il nostro territorio, in particolare i comuni del litorale nord che hanno avviato la differenziata, dovranno decidere cosa fare, dove portare l’umido, considerati i costi astronomici oggi sostenuti. A breve ci sarà un nuovo incontro, dopo quello avvenuto a Civitavecchia, su iniziativa di Ladispoli, per valutare la realizzazione di un impianto al servizio del comprensorio e nell’ottica di chi vuole bene al territorio». (a.r.) 23 Apr 2015

Alcuni Commenti su Facebook:

C.C. È incredibile come sia facile con un articolo esternare cosi tante falsità, il sindaco e la sua giunta non hanno il coraggio di prendersi le responsibilità x cui sono stati votati, quando un amministrazione ha la volontà di voler realizzare un progetto, con la regione e il governo dalla propria parte, tutto è possibile, invece abbiamo assistito ad una commissione dove x quanto riguarda le informazioni sull’impossibilità di realizzare tale progetto causa ZPS è stata esternata dal movimento antidiscarica, e dove nessuno della maggioranza aveva un idea chiara su come affrontare la proposta allo spizzicatore al punto da cercare indicazioni e consensi dalle opposizioni, improvvisamente diventati importanti, ad Allumiere è finita la politica MA NON PER COLPA NOSTRA CARO SINDACO DALLA MORALE FACILE.

A.M. Sempre e solo a dir male del signor sindaco e dei suoi “uomini”. Come se si fossero sempre e solo contraddistinti per il loro modo ambiguo di gestire ciò che gli compete o forse meglio dire competerebbe.
Come siete prevenuti e poco riconoscenti verso chi TANTO fa per…. Se stesso.
e come è buon uso fare, anche in questa circostanza era stato proposto un incontro chiarificatore….. Il modus operandi è sempre li stesso…. Vivi complimenti e un gran plauso per le responsibilità che sempre vi sapete assumere…..


QUINDI LA REPLICA DEL COMITATO

«Reazione scomposta del sindaco Battilocchio»

Replica del Comitato antidiscarica. Intanto Fontana Tonna presenta una mozione per un impianto di compostaggio

Allumiere, Cronaca  –  24 Apr 2015

L'area del progetto in località Spizzicatore

L’area del progetto in località Spizzicatore

ALLUMIERE – «Il Comitato Antidiscarica può esultare per aver bloccato sul nascere questa ennesima proposta di lavorare i rifiuti di Roma e Provincia ad Allumiere». Inizia così la risposta del Comitato Antidiscarica, al sindaco Battilocchio: «La discussione su questa idea progettuale si è aperta grazie alla diffusione da parte del Comitato di un comunicato dove si denunciava l’avvenuta discussione su questo impianto in una commissione comunale svoltasi a febbraio, la richiesta ufficiale da parte della Iniziative Bioenergie Srl è del 27 marzo e propone un impianto da 35.000 tonn/anno per il recupero di energia dalla frazione organica rifiuti solidi urbani – scrive il portavoce Emiliano Stefanini – netta è stata la nostra contrarietà e sia in commissione che sui giornali abbiamo diffuso tutti i motivi ambientali, procedurali e politici che bocciano sul nascere l’idea di questo impianto, proprio perché proposto nella ZPS. La reazione scomposta del sindaco che definisce ‘‘fuori luogo la contrarietà al progetto da parte del Comitato perché non c’è niente da decidere’’ lascia esterrefatti coloro che conoscono la vicenda. Nella commissione del 21 aprile Battilocchio ha proposto di incontrare la ditta proponente per approfondire il progetto e una visita a un impianto già realizzato nel reatino, come mai lo ha fatto allora?». Intanto Fontana Tonna ha presentato una mozione al Comune di Allumiere per realizzare un piccolo impianto di compostaggio. «Finalmente si potrà risparmiare circa 50mila euro all’anno, sempre che la giunta Battilocchio voglia appoggiare la nostra iniziativa. Siamo stanchi dei continui attacchi dei privati per realizzare mega impianti nel nostro Comune – spiega il consigliere Duccio Galimberti – abbiamo preso l’iniziativa al posto degli attuali amministratori che si piangono addosso continuamente perchè incapaci non solo di trasformare il rifiuto in risorsa ma anche di creare una realtà capace di abbassare le tasse sulla spazzatura. Abbiamo fatto le ricerche, abbiamo calcolato le spese, abbiamo informato la gente, almeno una cosa la possono fare i nostri amministratori: votare la nostra proposta per il bene di tutti i paesani».
Rom. Mos.  24 Apr 2015

A TARQUINIA E MONTE ROMANO SI TORNA A PARLARE DI MEGA DISCARICA AD ALLUMIERE DI MEGA DIGESTORE, ANCORA UNA VOLTA

Il Comitato Antidiscarica dice Si alla Gestione dei Rifiuti Comunali – No ai Mega Impianti allo Spizzicatore

Paradossalmente, proprio nel giorno in cui si torna a parlare della realizzazione di un’ alternativa a Malagrotta tra Tarquinia e Monte Romano, al Comune di Allumiere si è riunita la commissione dipartimentale “uso e assetto del territorio, sviluppo economico e attività produttive” che aveva come ordine del giorno la discussione in merito alla manifestazione d’interesse per la costruzione di un biodigestore da 35.000 tonnellate/anno, impianto finalizzato alla produzione di bio-metano.

Il progetto prevede la lavorazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani provenienti dal comprensorio e da qualsiasi altro luogo, regionale o nazionale. La società proponente, “Iniziative Bioenergie srl” di Canino ha formulato la propria richiesta, come se allo Spizzicatore (Zona industriale del Comune di Allumiere) fosse il primo progetto del genere. Da quando quella zona industriale è stata approvata ha ricevuto già l’attenzione di sette proposte progettuali o manifestazioni d’interesse. Peccato che siano tutte riguardanti la lavorazione dei rifiuti.

Come Comitato Antidiscarica siamo intervenuti alla commissione e rendiamo pubblica la nostra posizione in merito alla questione.

Prima cosa abbiamo illustrato l’iter di presentazione che il progetto avrebbe dovuto seguire secondo la normativa vigente; abbiamo poi criticato la posizione dell’Amministrazione che per nessun motivo può prestare il fianco agli interessi privati dei proprietari di quella zona, dando pareri preventivi ed evitando di far opzionare i terreni alla Società interessata.

Abbiamo poi ribadito, atti alla mano, che la normativa che regolamenta la Zps (Zona a protezione speciale), le norme tecniche del prg, gli impegni presi con le Mozioni degli ultimi anni e il Piano Regionale dei rifiuti, vietano l’istallazione di impianti del genere allo Spizzicatore. Siamo pienamente d’accordo con la posizione dell’Assessore Mario Ceccarelli che nel suo intervento ha espressamente detto che non ci sono le condizioni per aderire a tale scelta. Stentiamo a comprendere come l’Amministrazione di Allumiere, a margine degli accaduti riguardo la Megadiscarica, metta ancora in discussione tali proposte, nella ferma consapevolezza che non si possono realizzare nel nostro territorio. Aggiungiamo che in questo clima, dove i rifiuti e la loro gestione troppo spesso sono in mano alla malavita organizzata, sia estremante pericoloso sovrapporre a quella maledetta “Zona Industriale dei rifiuti” la fase 2 della realizzazione della zona franca.

Riteniamo opportuno che tutte le forze politiche del comprensorio si esprimano velocemente sulla questione.

Nell’occasione abbiamo sostenuto la posizione del Movimento Fontana Tonna che propone insieme al Comitato, da anni, un microscopico progetto di compostaggio ad uso prettamente comunale o, in alternativa, mettere in pratica quella famosa mozione, dove si parlava di compostaggio aerobico fuori dalla zps, su proprietà pubblica e dimensionato sulle reali esigenze del territorio.

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