A VOLTE RITORNANO CON I RIFIUTI DI ROMA NELLE NOSTRE TERRE

Ieri:
Il “Comitato Antidiscarica Allumiere” il comitato spontaneo che da anni si occupa delle politiche sulla gestione dei rifiuti nel nostro comprensorio, invita tutta la popolazione dei Comuni di Allumiere, Civitavecchia e Tolfa alla mobilitazione. Nel 2011 abbiamo affrontato senza timore l’allora scelta di Ama con il Sindaco Alemanno e il Ministro La Russa, che intendevano anche attraverso la militarizzazione della scelta, portare l’industria dello smaltimento dei rifiuti romani ”Cittadella dei rifiuti” insieme alla attuale demilitarizzazione delle armi di distruzione di massa stoccate al Campo Chimico all’interno del Comprensorio Militare S.Lucia nei territori tra Allumiere e Civitavecchia. Poi nella adiacente zona industriale di Allumiere abbiamo bloccato ripetuti tentativi di insediamento di impianti di trattamento aerobici e anaerobici di notevoli e impatto e dimensione. Nel 2016 il “Comitato Cittadini Uniti contro l’inceneritore” con le istituzioni locali e l’intera comunità comprensoriale hanno bloccato la realizzazione dell’inceneritore di armi chimiche sempre a Santa Lucia e hanno ottenuto l’impegno alla bonifica delle aree che ospitano i monoliti contenenti i residui dell’inertizzazione dei veleni chimici.

Oggi:
Dopo 7 anni ritorna minacciosa l’idea di portare i rifiuti di Roma nelle nostre terre. E’ incredibile quanto si apprende dai documenti della Città Metropolitana pubblicati da Il Messaggero, tredici sono i siti individuati dalla Città Metropolitana per lo stoccaggio il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti di Roma, tra i quali Allumiere, Civitavecchia e Tolfa. Non riusciamo a capire come sia possibile che addirittura siano coinvolte Allumiere e Tolfa, che ricadono interamente nella ZPS e le norme che la tutelano vietano espressamente l’installazione di tali impianti. Per quanto riguarda il comprensorio di Civitavecchia è impensabile che oltre alla pressione ambientale della produzione energetica, del porto e del campo chimico, si immagini un futuro legato al trattamento dei rifiuti. Se Civitavecchia e il suo comprensorio sono da inserire tra i SIN Siti d’Interesse Nazionale e da bonificare, sicuramente non possono ospitare il trattamento dei rifiuti, lavorazione, trattamento o smaltimento che sia.

Domani:
Da queste prime indiscrezioni sulla documentazione della Città Metropolitana sembrerebbe che per quanto riguarda le politiche sui rifiuti quello che erano le idee di centrodestra nell’epoca di Alemanno Sindaco, La Russa Ministro e la Polverini Presidente diventano la strategia “Grillina”. Governare la Città eterna e programmare la transumanza dei rifiuti nelle province non va affatto bene. Cosi come ci siamo ribellati ieri, ancora con più forza, esperienza e competenza ci ribelleremo oggi alla politica dello “scarica barile”. Non ci interessa “Chi” politicamente fa queste scelte: è nostro nemico. Negli anni abbiamo avuto modo di comprendere di chi dice solo tante parole, di chi ci possiamo fidare e di chi fattivamente ha lavorato a scongiurare che diventassimo la pattumiera della Capitale.

Nei prossimi giorni monitoreremo la situazione e all’occorrenza inviteremo la cittadinanza ad intervenire ad un momento d’incontro per organizzare eventuali azioni da mettere in atto a difesa della nostro comprensorio.

Un immediato invito lo facciamo al Sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino, al Sindaco  di Allumiere Antonio Pasquini e al sindaco di Tolfa Luigi Landi.  Ci auguriamo che coloro che amministrano le nostre città prendano subito le distanze da tali scelte e si attivino nei confronti della Città Metropolitana per sapere nei dettagli cosa si intende programmare nel nostro territorio.

 Per il Comitato Antidiscarica Allumiere
Emiliano Stefanini

ilmessaggero.it/roma/cronaca/rifiuti

 

BIGNOTIZIE “La grande risposta del territorio è il faro che ci guiderà contro l’inceneritore”

BiGnotizie.it – L’informazione online di Civitavecchia e dell’Alto Lazio

Il Comitato Cittadini uniti contro l’inceneritore esprime la propria soddisfazione per la grande partecipazione alla manifestazione di protesta di sabato: “Adesso busseremo alle porte del Ministero della Difesa”

FB_IMG_1462798060401

CIVITAVECCHIA – “La risposta del territorio, la presenza importante dei cittadini, il semplice stare uniti per raggiungere un unico obiettivo che è quello di tutelare la nostra salute, è il faro che ci guiderà in questa battaglia di civiltà che è appena cominciata e che sta già dando risultati importanti”. Il Comitato Cittadini uniti contro l’inceneritore torna sulla grande manifestazione di sabato mattina che ha portato nelle strade e nelle piazze della città oltre 2000 persone.

“Un numero che va oltre ogni nostra aspettativa. La presenza di migliaia di cittadini alla grande manifestazione di protesta non solo ci entusiasma, ma ci motiva ancora di più nell’andare avanti con tutte le nostre forze per impedire la realizzazione dell’ossidatore termico al Centro Chimico di Santa Lucia. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, dai cittadini di Civitavecchia e dei comuni limitrofi ai sindaci di Civitavecchia, Allumiere e Tolfa e agli amministratori dei comuni di Tarquinia e Santa Marinella, tutti intervenuti con la fascia tricolore, avendo ben compreso la gravità del problema. Ringraziamo inoltre i rappresentanti istituzionali a tutti i livelli, senza dimenticare nessuno – afferma il comitato -. Una manifestazione composta, corretta nelle sue forme espressive nonostante l’incisività del messaggio lanciato con durezza: “L’ossidatore termico non lo farete”. Adesso busseremo alle porte del Ministero della Difesa, portando il no categorico della nostra gente a chi ancora crede di poter fare di questa città e del suo territorio ciò che crede. Andiamo avanti convintamente, ogni slogan di protesta della manifestazione di sabato, sarà un motivo in più per crederci e per non indietreggiare”.

Sorgente: “La grande risposta del territorio è il faro che ci guiderà contro l’inceneritore”

 

Menditto (M5S): “Al prossimo consiglio votazione unanime all’odg contro l’ossidatore termico” – La Voce del Popolo

CIVITAVECCHIA – «Mercoledì 27 aprile in consiglio comunale sarà votato l’ordine del giorno da me proposto circa l’assoluta contrarietà dell’assise in rappresentanza della città… #civitavecchia #dariomenditto(m5s):”alprossimoconsigliovotazioneunanimeall’odgcontrol’ossidatoretermico”

Sorgente: Menditto (M5S): “Al prossimo consiglio votazione unanime all’odg contro l’ossidatore termico” – La Voce del Popolo

7 maggio 2016 – Manifestazione contro l’inceneritore

ManifestazioneAntiInceneritore

I Veleni del centro chimico #1

Le Schede del Comitato #1 – ADAMSITE

servizio informativo a cura del Comitato Contro l’inceneritore di armi chimiche.
Con queste schede intendiamo fornire un l’informazione più approfondita sugli elementi chimici presenti e lavorati presso il Centro Chimico NBC di S.Lucia.

Adamsite

Adamsite

E’ stata sintetizzata in Germania da Heinrich Otto Wieland nel 1915, è stata sviluppata poi in modo indipendente dal chimico statunitense Roger Adams (dal quale prende il nome) presso l’Università dell’ Illinois nel 1918.
Denominata anche agente DM ( diphénylaminechlorarsine ), usata in passato, come un agente antisommossa . DM appartiene al gruppo di agenti di guerra chimica noti come agenti starnutatori e vomitativi.

DM è stato prodotta e immagazzinata dagli inglesi e dagli Stati Uniti alla fine della prima guerra mondiale . E ‘stata utilizzata dagli inglesi durante diverse incursioni. Negli Stati Uniti, è stata utilizzata contro il Bonus Army che ha manifestato in Washington DC , nel 1932. Secondo alcune fonti, ha causato la morte e il ferimento grave di diversi bambini che avevano accompagnato i loro genitori alla manifestazione. E ‘stata ancora una volta utilizzato nella guerra del Vietnam.

DM ha una struttura cristallina inodore a bassissima pressione di vapore. Il colore dei cristalli varia dal giallo brillante al verde scuro a seconda della purezza. È prontamente solubile in alcuni solventi organici (ad esempio, acetone , diclorometano ), ma quasi insolubile in acqua. Nella forma vaporosa appare come un fumo giallo canarino.

Adamsite è solitamente dispersa come aerosol, agisce sul tratto respiratorio superiore. Sebbene gli effetti siano simili a quelli causati da agenti di controllo tipici antisommossa (es CS ), il suo effetto è di più lenta insorgenza e lungo in durata, spesso di diverse ore. Dopo un periodo di latenza di 5-10 minuti con irritazione degli occhi, attacca i polmoni e le mucose, seguono mal di testa, nausea e persistente vomito.

Lo scopo pricipale dell’Adamsite era quello di far togliere le maschere antigas ai soldati per poi agire con ulteriori gas letali.

L’adamsite è ora considerata obsoleta. È stato ampiamente sostituita da agenti antisommossa come il gas CS (chlorobenzalmalononitrile) che sono meno tossici e di più rapida insorgenza dei sintomi. In battaglia veniva usato con le “candele adamsite”. Questi erano grandi lattine di metallo o tubi (del peso di circa 2 kg) che generavano un fumo composto da adamsite e di un componente pirotecnico per la combustione.

Risulta che nel 2003, la Corea del Nord, abbia prodotto adamsite immagazzinandola presso il Chemical Complex di Aoji-ri.

Civonline: Ossidatore: Allumiere dice no

Grande partecipazione all’assemblea pubblica venerdì sera in collina

ALLUMIERE – Comitato e istituzionali dicono no ai veleni di Stato. Oltre 150 persone hanno affollato  l’auditorium per dire in coro: “sì” alla  tutela, alla bonifica, alla valorizzazione del comprensorio secondo la sua naturale vocazione,  “no” al tentativo di proseguire con una servitù militare chimica e avvelenata, che con l’inceneritore per aggressivi chimici  si  trasformerebbe in una servitù permanente. La serata è iniziata con un video del 1937 dove le pendici di Allumiere erano già la location degli armamenti italiani. Hanno aperto la discussione Emiliano Stefanini e Ismaele De Crescenzo, tra i promotori del Comitato spontaneo “Cittadini Uniti Contro  l’Inceneritore”, che hanno introdotto la problematica degli armamenti  chimici e i pericolosi monoliti che contengono i veleni inertizzati,  esposti all’acqua e al vento da anni.

Inoltre hanno proposto una grande manifestazione, con una delegazione composta dal Comitato di cittadini, da Sindaci e istituzionali vari, disposta ad incontrare al più presto il Ministero della difesa, per poter esporre le legittime  preoccupazioni dell’intero territorio e le proposte fino ad ora elaborate. Nel corso dell’incontro ad Allumiere ci sono stati diversi interventi.

Il dottor Mauro Mocci ha esposto una relazione, mettendo dettagliatamente  a  conoscenza i cittadini della pericolosità di ciò che avviene oggi nel Comprensorio Militare Santa Lucia e di cosa il Ministero della difesa intende fare. Il consigliere regionale Gino De Paolis, che in tempi non sospetti ha, su sua proposta, fatto esprimere la contrarietà al progetto in Provincia nel 2010 e in Regione nel 2015, e in questi giorni ha presentato alla Pisana un alto provvedimento.  Il Sindaco di Allumiere Battilocchio, che ieri ha approvato in consiglio comunale una mozione di contrarietà al progetto. L’onorevole Marta Grande che recentemente, insieme all’assessore civitavecchiese Alessandro Manuedda ha fatto un sopralluogo  al Centro Chimico. Sono intervenuti, inoltre, Luigi Landi sindaco di Tolfa, Antonio Pasquini  e Marco Santurbano per le Università Agrarie e Aldo Frezza per il Gal. Assenti  giustificati per impegni sopraggiunti, ma che hanno manifestato la loro  vicinanza alla nostra causa, e prodotto azioni istituzionali, la senatrice  Loredana De Petris e gli onorevoli Zaratti, Tidei e Minnucci. Prosegue quindi la prima fase di questa vertenza, che vede i cittadini uniti con le istituzioni, nell’ informare l’opinione pubblica su questo ennesimo attacco al  nostro comprensorio.

L’evento di ieri si è concluso con una partecipata cena di autofinanziamento del comitato. Nei prossimi giorni riunione organizzativa  a Civitavecchia tra gli attivisti del comitato comprensorio.

BigNotizie: Pronti alle barricate contro l’inceneritore

Affollata assemblea pubblica alla biblioteca comunale.
Un NO trasversale al progetto dell’inceneritore al centro chimico di Santa Lucia.

20160309_180010

Assemblea del 9-03-2016

CIVITAVECCHIA – Grande partecipazione all’assemblea pubblica di questo pomeriggio alla biblioteca contro la realizzazione dell’inceneritore al centro chimico di Santa Lucia. In tanti hanno risposto all’invito del neonato comitato di cittadini che vuole sensibilizzare tutta la popolazione e le istituzioni ed impedire l’ennesima violenza ai danni del territorio. Il Comitato dei “cittadini uniti contro l’inceneritore” punta all’immediato blocco del progetto e chiede inoltre la completa bonifica degli oltre 600 ettari di terreno del Cetli Nbc: un duplice obiettivo che si vuole raggiungere con partecipazione popolare, di massa e trasversale. “Siamo pronti anche ad impedire materialmente l’arrivo al centro di ogni singolo componente destinato alla realizzazione dell’inceneritore” hanno sottolineato i responsabili del Comitato che è più che mai determinato a scongiurare questa ipotesi.

Il Comitato: prossimo passo la mobilitazione popolare”.
Il dottor Mauro Mocci in un lungo e documentato intervento ha invece messo in guardia sui rischi ambientali che corre il territorio con la presenza di questo tipo di impianto, sottolineando che si tratta di un inceneritore e non di un ossidatore termico. Ampia partecipazione all’assemblea da parte dei politici del territorio. A partire dai sindaci di Civitavecchia e Allumiere Antonio Cozzolino e Augusto Battilocchio, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, i consiglieri regionali Gino De Paolis e Devid Porrello, e le deputate Marta Grande e Marietta Tidei. L’onorevole del M5S ha ricordato l’interrogazione presentata nel 2013, con risposte vaghe dal ministro nonostante l’assenza del segreto militare, e il rifiuto ad una serie di controlli sul centro da parte di soggetti esterni. “Ribadiamo la contrarietà a questo tipo di strutture, soprattutto in un territorio come il nostro che ha già pesantemente pagato in termini ambientali. Al comitato – ha affermato Marta Grande – sottoponiamo anche una serie di proposte che vanno dalla revisione del sistema di smaltimento e della convenzione di Parigi del 1993, la delocalizzazione dell’impianto in un altro centro, e la richiesta di una serie di tutele ambientali per Santa Lucia”. Marietta Tidei ha invece annunciato di aver incontrato ieri mattina un consigliere del ministro della difesa Roberta Pinotti. “Ho espresso tutte le mie perplessità su questo progetto, che non deve essere assolutamente realizzato a Civitavecchia. Il nostro territorio – ha spiegato Tidei – non può essere disponibile a questa soluzione, ma la battaglia deve essere corale e unitaria. Il ministero deve trovare un sito alternativo a Santa Lucia”. Marietta Tidei ha sottolineato che da via XX Settembre per il momento si parla ancora di una progettazione a livello preliminare, con allo studio l’utilizzo di tecnologie tedesche più avanzate di quelle attualmente presenti al centro chimico. L’onorevole del PD in previsione del consiglio aperto sull’inceneritore ha chiesto di coinvolgere lo stesso Ministero per una discussione a tutto campo. Invito che è stato confermato dal Sindaco Cozzolino e dall’assessore all’ambiente Manuedda che ha ricordato come ci siamo ancora ampi margini di manovra da parte del Comune, soprattutto nell’eventuale conferenza dei servizi prevista dall’iter del progetto.

Adnkronos – Sono 11 i ‘Comuni Ricicloni’ nel Lazio, il migliore è Oriolo Romano

Sono 11 i ‘Comuni Ricicloni’ nel Lazio, il migliore è Oriolo Romano


<p>
<?EM-dummyText Didascalia>

</p>

Sono 11 i Comuni Ricicloni del Lazio premiati per una raccolta differenziata che supera il 65%. Il migliore? E’ Oriolo Romano, in provincia di Viterbo, con il 79,67% di differenziata seguito da Castelnuovo di Porto in provincia di Roma e Castelliri (Frosinone). Si è conclusa così, dopo un anno di studio, la prima edizione di Comuni Ricicloni nel Lazio grazie alla collaborazione con l’assessorato alle Politiche del Territorio Mobilità e Rifiuti della Regione.

Una campagna nata dalla storica iniziativa nazionale di Legambiente che ha visto il suo esordio nel 1994, 22 anni di attività con adesioni crescenti di anno in anno. Si tratta di un’indagine sulla raccolta dei rifiuti urbani e la successiva analisi dello stato di gestione, al fine di individuare casi virtuosi ed esempi di buona gestione da promuovere e divulgare, ma anche criticità e potenzialità di miglioramento.

I dati raccolti attraverso una scheda inviata alle amministrazioni, corrispondono a ben il 71% degli abitanti del Lazio in 115 comuni, 4.182.268 persone su 5.889.649, Utenze domestiche: 1.794.088 utenze domestiche e 77.655 non domestiche. Legambiente ha consegnato oggi premi per tre categorie: massima percentuale di raccolta differenziata, minima produzione di rifiuti pro-capite, buone pratiche di gestione.

Sulla percentuale di raccolta differenziata, Legambiente premia i primi tre comuni classificati e in totale gli undici “ricicloni” con differenziata superiore cioè al 65%: primo classificato Oriolo Romano con il 79,67%, seguito da Castelnuovo di Porto con il 78,78% e Castelliri con il 77,60%. Secondo l’art. 205 del DLgs 152/2006 ogni ambito territoriale doveva assicurare una raccolta differenziata dei rifiuti urbani del 65% entro il 2012.

“Sono ancora troppo pochi i comuni virtuosi, ma c’è un trend di miglioramento che va nella giusta direzione, ora l’impegno dei comuni su riciclo, riduzione e riuso sia asse portante dell’azione amministrativa – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – Alla Regione chiediamo di mettere in pratiche le linee guida sulla riduzione già presentate e di avviare il percorso partecipato per la definizione del nuovo piano rifiuti; per avere dopo la sacrosanta chiusura di Malagrotta, un futuro libero da discariche, inceneritori e conferimento fuori ambito e un Lazio Rifiuti Free”.

Tanti i comuni che pur non rientrando nella classifica hanno comunque partecipato e dimostrato di volersi impegnare nella lotta ai rifiuti, tra questi anche la capitale che, nonostante le difficoltà è riuscita a raggiungere il 40% di raccolta differenziata dal 25,7% del 2012. Complessivamente, secondo lo studio e sulla base del campione, nel Lazio la percentuale media di Rd si attesta al 39%.

“Anche nel Lazio ci sono dei segnali positivi di discontinuità rispetto al passato caratterizzato dallo smaltimento in discarica. Ora serve replicare queste realtà virtuose a tutti i comuni laziali a partire da Roma e dai capoluoghi di provincia – commenta Stefano Ciafani vicepresidente nazionale di Legambiente – Per velocizzare questa rivoluzione serve un nuovo sistema di penalità e premialità economica per chi smaltisce in discarica, che permetta di far pagare meno i Comuni ricicloni e di penalizzare quelli meno virtuosi”.

Sul fronte impiantistico, per Legambiente è urgente procedere alla realizzazione di impianti per il riuso e per il trattamento e riciclaggio dell’organico differenziato, ancora poco presenti sul territorio laziale. “Solo così – conclude Ciafani – archivieremo una volta per tutte la dittatura delle discariche che con le varie Malagrotta, Borgo Montello, Inviolata e Cupinoro ha caratterizzato per decenni il ciclo dei rifiuti di questa Regione”.

Nella seconda sezione della ricerca di Legambiente è stata analizzata la produzione pro capite di rifiuti e le migliori performance sono quelle dei comuni di Pico e Rocca priora, seguiti in classifica da Arnara, Pescosolido e Vallemaio, tutti premiati per la minima produzione pro-capite.

La terza sezione è stata dedicata all’analisi sulle buone pratiche: punti di erogazione “acqua alla spina” presenti nel 43% dei comuni, impiego di stoviglie riutilizzabili nelle mense comunali per il 15% del campione, stesso dato per la distribuzione di sporte riutilizzabili o compostabili. Poco diffusi ancora i punti di erogazione latte alla spina solo in 7 Comuni, e di incentivi per l’uso di pannolini lavabili solo in 2 Comuni.

Secondo l’elaborazione di Legambiente per le buone pratiche è stato consegnato il primo premio ad Acquapendente e Montefiascone seguiti da Castel Sant’Elia, Genazzano, Ischia di Castro, Serrone.

Menzione speciale per il Comune di Oriolo Romano che prevede l’uso di ben sette buone pratiche.

ILTEMPO.IT – I rifiuti sono l’oro dei Comuni più calano più le tasse salgono

CC2__WEB

La tassa sui rifiuti è un business per le casse dei Comuni ma un salasso per i contribuenti. Tra il 2010 e il 2015 una famiglia con 4 componenti che vive in un casa da 120 mq ha subito un aumento del prelievo relativo all’asporto rifiuti del 25,5 per cento, pari, in termini assoluti, ad un aggravio di ben 75 euro. L’Ufficio studi della Cgia, ha calcolato che questa tipologia di famiglia dovrà versare nel 2015, al proprio Comune 368 euro di Tari.

Appena leggermente inferiore l’aggravio per una famiglia di 3 componenti, che abita in un appartamento da 100 mq, con un aumento del 23,5 per cento (+57 euro) e un onere per il 2015 di quasi 300 euro. Infine un nucleo di 3 persone che risiede in un’abitazione da 80 mq, invece, ha dovuto pagare il 18,2 per cento in più (+35 euro). In questo caso, l’importo complessivo che dovrà pagare per i rifiuti sarà pari a poco più di 227 euro.

Per le attività economiche, aggiunge la Cgia, le cose sono andate anche peggio. Nonostante la forte riduzione del giro d’affari, ristoranti, pizzerie e pub con una superficie di 200 mq hanno subito un incremento medio del prelievo del 47,4 per cento, pari, in termini assoluti, a +1.414 euro. Un negozio di ortofrutta di 70 mq, invece, ha registrato un incremento del 42 per cento (+ 560 euro), mentre un bar di 60 mq ha dovuto versare il 35,2 per cento in più, pari ad un aggravio di 272 euro. Più contenuto, ma altrettanto pesante, l’aumento subito dal titolare di un negozio di parrucchiere (+23,2%), dai proprietari degli alberghi (+17 per cento) e da un carrozziere (+15,8%). Con la Tari le inefficienze delle società sono state scaricate sui cittadini. Negli ultimi anni l’imposta sui rifiuti ha cambiato spesso nome, da Tarsu e Tia alla Tares e infine nel 2014 alla Tari, con il risultato di un aggravio della pressione fiscale. Al maggior onere non ha però corrisposto un miglioramento del servizio. La Cgia sottolinea che le aziende di raccolta e smaltimento rifiuti «di fatto, operano in condizioni di monopolio, con dei costi spesso fuori mercato che famiglie e imprese, nonostante la produzione dei rifiuti sia diminuita e la qualità del servizio offerto non sia migliorata, sono chiamate a coprire con importi che in molti casi sono del tutto ingiustificati». Sebbene in questi ultimi anni il costo economico sulle famiglie sia decisamente aumentato, dall’inizio della crisi ad oggi la produzione dei rifiuti urbani ha subito un netto calo. Se nel 2007 ogni italiano ne produceva quasi 557 kg, nel 2013 la quantità è scesa a poco più di 491 Kg per abitante.

Laura Della Pasqua

terzobinario.it – Bufala discarica Monteromano Tarquinia, Stefanini (SEL): “I sindaci sapevano, chiedano scusa alle istituzioni e alle comunità amministrate”

1363discarica_fotomontaggio – Non è la candid camera della trasmissione di Rai3 “Nemico Pubblico”, che ha burlato amministratori, politici, associazioni ambientaliste e cittadini inviperiti, ma la faccia tosta del Sindaco Maurizio Testa di Monte romano e del Sindaco Mauro Mazzola di Tarquinia.

Tutto è cominciato con le prime indiscrezioni di stampa pubblicate da alcuni giornali, in cui si era venuti a sapere che tra Tarquinia e Monteromano, nei prossimi mesi, sarebbe sorta una megadiscarica che avrebbe preso tutti i rifiuti di Roma perché Malagrotta era ormai piena.
E’ veramente di difficile comprensione lo spirito ironico della trasmissione televisiva, proprio in un comprensorio dove da anni si tenta di trasferire i rifiuti di Roma, una zona dove troppo spesso si muore di tumore a causa delle emissioni dannose dei diversi impianti inquinanti presenti nel comprensorio. Non si può giocare con le preoccupazioni della gente e degli amministratori, comprensibilmente allarmati per una notizia che avrebbe creato ripercussioni negative su tutto il territorio.
Ma fino a quando a svolgere il ruolo del burlone si tratta di un regista, disattento e irrispettoso dei fenomeni sociali sanitari di un comprensorio ci si può pure stare, ma quando vengono spalleggiati dai Sindaci dei comuni interessati, il fatto diventa grave e da denunciare.
A margine della pagliacciata, di pessimo gusto, sia il regista che il Sindaco Testa hanno provato a convincermi della bontà dell’idea televisiva, confidandomi che entrambe i sindaci, erano a conoscenza dello “scherzo”, la cosa mi ha tutt’altro che rassicurato, ma anzi ,vedere la loro falsa sceneggiata a difesa delle comunità amministrate, mi ha spinto alla conclusione che si tratta di un viscido sciacallaggio politico, che ha portato questi due Sindaci sulle prime pagine dei giornali locali.
Credo doveroso che questi signori chiedano scusa a tutte le istituzioni e i comitati coinvolti, nella speranza che siano consapevoli che il loro gioco ha prodotto un dispendio di fondi pubblici impegnando il tempo di: politici, amministratori, dipendenti pubblici, comitati, cittadini e addirittura delle Forze dell’ordine.
Non ho firmato la liberatoria alla società “Verve Media Company srl” e provvederò ad una formale denuncia nel caso saranno pubblicate le immagini e i materiali audiovisivi che riguardano la mia persona.
E’ pur vero che se la trasmissione andrà in onda a metà giugno, saremo quindi fuori dalle elezioni provinciali, che vedono coinvolto in prima persona il Sindaco di Tarquinia, come è però altrettanto vero che nel frattempo questi indelicati e irrispettosi personaggi sono andati su tutti i giornali nel ponte del 25 Aprile, fregiandosi della medaglia di difensori del territorio quando in realtà sono solo due Sindaci burloni di provincia!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: