CIVONLINE – E la Renerwaste vuole trasformare l’umido in compost ad Allumiere

CIVONLINE – E la Renerwaste vuole trasformare l’umido in compost ad Allumiere

“Il copione è sempre lo stesso:– arriva un nuovo progetto SEMPRE NELL’AREA SPIZZICATORE e per chi non lo ricordasse SEMPRE IN ZONA A PROTEZIONE SPECIALE;
– le notizie arrivano agli assessori e al Comitato sempre tardi … diciamo CON COMODO;
– viene organizzata una commissione ma chi partecipa ancora non ha i documenti per valutare i progetti.

Se il nostro Sindaco avesse voluto risolvere il problema dello smaltimento dell’umido avrebbe fatto già adottare le idee che sono state prodotte e divulgate più di un anno fa e che avevano un ritorno di investimento in 2 o 3 anni.
Progetti che si sarebbero pagati con il risparmio degli attuali costi di smaltimento.

A noi non occorre un impianto da 25.000 tonnellate, ne produciamo circa 500 ad Allumiere e 6.000 in tutto il comprensorio!

il Comitato ribadisce che nessuno smaltimento rifiuti deve essere effettuato in ZPS e un eventuale impianto di compostaggio non deve essere installato in terreno di privati gestito da privati.”
Di seguito l’articolo di CIVONLINE:

Fissata per il 19 febbraio la conferenza dei servizi in Provincia per un impianto allo Spizzicatore. Mocci «Non c’è più tempo per le osservazioni». Battilocchio: «Progetto rinnovato: 25mila tonnellate trattate in aerobico»

ALLUMIERE – Ad Allumiere si torna a parlare di impianto di trasformazione di umido in compost. Per il 19 febbraio la Provincia di Roma ha organizzato una Conferenza dei Servizi per discutere sul nuovo progetto presentato dalla Renerwaste di 25mila tonnellate. Comitati ambientalisti e consiglieri di minoranza in allarme: «E’ gravissimo – spiega il responsabile dei Medici Ambientalisti e coordinatore dell’Isde del Lazio, Mauro Mocci, nonché rappresentante del movimento anti discarica – non è possibile che la Provincia convochi la Conferenza e non si sia preoccupato di avvertire consiglieri e comitati. Ora il tempo è poco e non possiamo più presentare le osservazioni. Un progetto da 25mila tonnellate qui e un altro delle stesse dimensioni a Tarquinia a cosa servono se tutto l’umido del comprensorio non supera le 6mila tonnellate? E’ ora di finirla di ‘‘piegare’’ il nostro territorio. L’unico impianto che produce compost di qualità e che non fa male è quello prodotto in maniera aerobica; invece si stanno costruendo impianti a biogas che sono altamente dannosi, anche perché la frazione organica viene mischiata con ceneri di carbone, fanghi e altri scarti». Il sindaco Battilocchio risponde: «Solo il 7 febbraio ho ricevuto la convocazione per quella che sarà una Conferenza preliminare e mi sono attivato per preparare le lettere di convocazione per assessori, consiglieri e capigruppo consigliari e per i delegati del Comitato anti discarica per partecipare alla Commissione Uso ed Assetto del Territorio del 13 febbraio alle 17,30 e lunedì le lettere saranno inviate.
Ho provveduto poi ad inviare all’ufficio tecnico il dischetto del progetto e lo valuteremo in Commissione. Ci hanno comunicato che il progetto è rinnovato e dovrebbe prevedere solo un metodo aerobico e che è stata ridotta la portata a 25mila tonnellate.
Valuteremo il progetto anche perché dobbiamo anche pensare a come smaltire l’umido che produciamo con la differenziata».

(Rom. Mos.) (08 Feb 2014 – Ore 19:31)

La lunga ed infinita saga dello Spizzicatore

Chi non è abituato a guardare oltre il giardino di casa sua probabilmente non sa nemmeno cosa significhi “Spizzicatore“, non  immagina la bellezza di quei posti e nemmeno che questa zona, nonostante i forti vincoli paesaggistici e ambientali (Zona a Protezione Speciale), sia da diversi anni sotto attacco di bramosi desideri di arricchimento da parte di varie società private che, con la scusa di dover chiudere necessariamente il ciclo rifiuti della raccolta differenziata (che le città e i paesi di maggior rilievo della zona NON fanno), hanno proposto e continuano a proporre progetti a loro avviso “proporzionati” al nostro fabbisogno!

Per spiegarci meglio, Allumiere, che è l’unico paese del comprensorio ad aver adottato la differenziata porta a porta, produce circa 350 tonnelate di umido annue. Di contro, i progetti fino ad ora proposti, sono stati pensati per gestire da 40.000 a 130.000 tonnellate annue.

Per la zona dello Spizzicatore sono state avanzate, in pochi anni, una proposta di Discarica per Allumiere e Civitavecchia, un impianto digestore della EcoStyle, un impianto Digestore della Renerwaste ed anche altro. Queste le tappe riassunte in breve:

  • Inizio anni ‘90 :  primo tentativo di realizzare una discarica nella ex cava in località Spizzicatore.
  • 2004:  secondo tentativo – realizzare la stessa discarica (Sindaco Giuseppino Cammilletti).
  • 2010: terzo tentativo –  sotto l’amministrazione del sindaco Augusto Battilocchio, sostituire Malagrotta con il Comprensorio Militare Santa Lucia (Protocollo Alemanno – La Russa ; Polverini – Piano regionale dei rifiuti).
  • Luglio 2010:  quarto tentativo – il Comune di Allumiere commissiona alla società Eco Style  S.r.l. una ricerca di sviluppo per la stessa zona trasformandola urbanisticamente in zona industriale.
  • Autunno 2010 : arriva in Comune l’idea progettuale di Eco Style  denominata Bio Polo.
  • Maggio 2012:  l’idea progettuale di Eco Style prende corpo; la Renerwaste S.p.a.  presenta il progetto del Mega Digestore da 70.000 tonnellate.
  • Settembre – Novembre 2013: mentre viene bocciato definitivamente dalla Provincia di Roma il progetto della Renerwaste, spunta un nuovo progetto per la realizzazione di un impianto per smaltimento di rifiuti inerti.
  • Novembre 2013: per la zona, non mancando di idee, spunta anche un nuovo progetto, stavolta di solo compostaggio.

Alla base di tutti questi avvenimenti vogliamo porre, a voi lettori, alcune domande su cui riflettere provando a rispondervi:
Perchè tutto accade e viene proposto per quel territorio, nonostante il forte vincolo della ZPS?

Chi sono i proprietari di quei terreni?

Chi sono i personaggi che propongono tutti questi progetti e che legami hanno con questi terreni?

Come mai non viene proposta la coltivazione di uva pregiata o di altre colture adatte?

Come mai si riesce a gestire solo pietre in quei terreni?

Noi non siamo magistrati ma, se lo fossimo, queste sarebbero domande per quali pretenderemmo risposte chiare e faremmo di tutto per bloccare il proliferare di investimenti chiaramente sospetti.

– Il Comitato –

(Pubblichiamo di seguito gli articoli del quotidiamo telematico CIVONLINE di questi ultimi giorni, per aiutare a capire meglio gli ultimi sviluppi della saga)

CIVONLINE – ALLUMIERE. No al digestore, soddisfatto Gino De Paolis
ALLUMIERE – Plaude alla bocciatura del progetto del mega digestore da realizzarsi ad Allumiere il consigliere regionale Gino De Paolis (Sel). «Finalmente si chiude una lunga storia e ne sono molto contento. Ho seguito, con il sostegno dei comitati dei cittadini, molto da vicino il progetto di megadigestore in località Spizzicatore della società Renerwaste, ribadendo ogni volta che ce n’è stata  l’occasione che quell’impianto non ci serviva, non era funzionale al territorio e quell’area è zona di pregio – spiega Gino De Paolis – il megadigestore era stato oggetto di una mozione, presentata da me a Palazzo Valentini e approvata all’unanimità del Consiglio dove la Provincia di Roma esprimeva la contrarietà al progetto.  A questo si aggiunse anche il parere contrario del Comune di Allumiere». De Paolis conclude poi: «Il no definitivo della Provincia è un tassello importante per scongiurare scellerati progetti in un territorio che è già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale». (Rom. Mos.) (31 Ott 2013 – Ore 21:19)

CIVONLINE – Spizzicatore, nuovo allarme

Bocciato da Palazzo Valentini il progetto di un digestore promosso dalla Renerwaste. Spunta un impianto di recupero di rifiuti inerti. Il 12 novembre la conferenza dei servizi

ALLUMIERE

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Con una missiva datata 28 ottobre la Provincia di Roma ha fatto sapere che c’è stata la conclusione della Conferenza dei Servizi preliminare per l’istanza di autorizzazione per l’impianto di trattamento di rifiuti (digestore) in località Spizzicatore e per il parere negativo espresso dal Comune di Allumiere e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il progetto del digestore proposto dalla Renerwaste Spa è stato bocciato.
Questa decisione fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i residenti di  Allumiere e del comprensorio, ma non c’è il tempo per festeggiare perché sul comprensori pende già un’altra spada di Damocle. La Provincia di Roma ha convocato per il 12 novembre alle 10 nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’, una nuova Conferenza dei Servizi relativa al procedimento finalizzato al rilascio di un’autorizzazione unica per un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura sempre in località Spizzicatore (particella 25 del foglio 19 del Catasto) proposto da Leanza Immobiliare Srl.
Il progetto è stato presentato il 19 settembre del 2012 e sono state apportate integrazioni il 18 ottobre 2012. Ancora una volta sul piede di guerra il Comitato anti discarica di Allumiere che critica il sindaco Battilocchio di non aver avvertito la popolazione e che ora il tempo per proporre le osservazioni è poco. «Il 15 ottobre il Comune di Allumiere ha ricevuto sia il fax di convocazione alla Conferenza dei Servizi che il cd con il progetto ma l’amministrazione comunale non ci ha interpellati e tutto finora è passato nel silenzio – spiega il portavoce, Emiliano Stefanini – subito faremo richiesta di audizione alla conferenza dei Servizi». Battilocchio, però, rispedisce al mittente le accuse: «Intanto abbiamo discusso di questa situazione e della convocazione in Commissione la scorsa settimana alla presenza anche della minoranza; poi non abbiamo avvertito i Comitati perché il problema non sussiste in quanto non abbiamo ancora un Piano di Insediamento Industriale per cui nulla qui si può realizzare. Ci siamo già mossi con l’Ufficio Tecnico e presenteremo la relazione. Volevo anche specificare che questo impianto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglia e tritura i calcinacci; anche a Civitavecchia ce ne sono due e sono di piccole dimensioni senza troppo impatto ambientale e non inquinano; ma è inutile parlarne perché da noi non si può realizzare visto che appunto manca il Piano. Il consigliere regionale, Gino De Paolis ha invece promesso che si impegnerà «a fare tutti i passaggi istituzionali in regione utili per scongiurarne la creazione». A questo punto, però,  torna alla ribalta un altro problema che negli anni precedenti aveva fatto molto discutere: «Quante volte avevamo detto che non si doveva prevedere l’area industriale allo Spizzicatore? – spiegano alcuni residenti di Allumiere – a che cosa può servire per un paese come il nostro un’area così estesa e soprattutto perché farla in quella zona dove le mire di tanti si accentrano visto che è vicina a snodi stradali e non troppo lontano dal porto? Quante volte i consiglieri Craba e Sgamma presentarono mozioni e interrogazioni per evitare che quest’area diventasse industriale?
Ora è normale che se si prevede l’area industriale è insito che venga realizzato anche un impianto di triturazione calcinacci e quant’altro perchè altro non è che la servitù della zona industriale. Ora la paura è che se è vero che la Leanza è legata a una fabbrica di pneumatici possano bruciare qui le gomme perché con il codice R13 si prevedono tante cose». Battilocchio però risponde: «Voglio tranquillizzare tutti perché abbiamo più volte espresso il nostro parere assolutamente negativo a ogni tipo di impianto». (30 Ott 2013 – Ore 19:18)

CIVONLINE – Rifiuti inerti allo Spizzicatore: sale la tensione in vista della Conferenza dei servizi

Rifiuti inerti allo Spizzicatore: sale la tensione in vista della Conferenza dei servizi

Il Comune di Allumiere deciso a ribadire il suo ”no”. Il sindaco Augusto Battilocchio: “Sulla zona non si può realizzare nulla visto che non c’è un Piano di Insediamento industriale”

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Fermento in collina in vista della Conferenza dei Servizi che si terrà martedì mattina alle 10 in via Tiburtina, convocata dalla Provincia di Roma e alla quale è stato invitato il Comune di Allumiere, visto che all’ordine del giorno c’è l’approvazione del progetto di trattamento di rifiuti inerti allo Spizzicatore per il quale la giunta Battilocchio esprimerà parere contrario. Nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’ si terrà quindi questo incontro per autorizzare un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura proposto da Leanza Immobiliare Srl. A tal proposito il sindaco Augusto Battilocchio e il delegato all’Ambiente Marco Bastianini hanno convocato per lunedì pomeriggio alle 18 in aula consigliare la Commissione Urbanistica Uso ed Assetto del Territorio alla quale hanno invitato tutto il consiglio comunale (maggioranza e minoranza) e il comitato anti-discarica. “Per chiarezza e partecipazione – spiega il sindaco Battilocchio – abbiamo invitato tutti, anche il comitato, per lavorare insieme per il bene comune, liberi da ogni strumentalizzazione. Ci prepariamo ad affrontare la Conferenza dei Servizi e ci andremo sia come parte politica della nostra amministrazione che la parte tecnica e, come abbiamo detto qualche giorno fa, diremo no anche perché per lo Spizzicatore non abbiamo ancora un Piano di Insediamento industriale per cui nulla si può realizzare. Diremo no anche se, ad onor del vero, va spiegato che l’impianto di cui si parla nel progetto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglierebbe e triturerebbe i calcinacci”. In Conferenza dei Servizi, oltre ai rappresentanti della giunta Landi, dovrebbero essere ammessi due rappresentanti del Comitato anti Discarica. “Noi – spiegano i vertici del comitato collinare – abbiamo presentato subito richiesta di audizione ma ancora non siamo stati invitati ufficialmente”. Il portavoce del Comitato antidiscarica, Emiliano Stefanini spiega che “Il progetto, presentato il 19 settembre del 2012 e modificato con alcune integrazioni il 18 ottobre 2012, essendo di dimensioni ridotte, non ha bisogno della Valutazione d’Impatto ambientale ma della Valutazione di incidenza e pare che il progetto in questione l’abbia già ricevuto. Da anni andiamo ripetendo che l’area in cui è stata pensata la zona industriale avrebbe portato altre servitù pericolose e avevamo ragione: finora infatti i soli progetti presentati per quest’area hanno riguardato la discarica comprensoriale, il Bio Polo, i due progetti della Renerwast del digestore e ora questo. Tra l’altro gira voce che sempre relativo a quest’area (che è in Zona a protezione speciale) c’è un altro progetto sempre riguardante il trattamento dei rifiuti. La vocazione di questo territorio non è la ‘‘monnezza’’ ma sono le attività legate all’agricoltura, all’allevamento e al turismo, basta con questi progetti scellerati”.   (09 Nov 2013 – Ore 20:33)

CIVONLINE – Inerti allo Spizzicatore, slitta la Conferenza dei Servizi

Inerti allo Spizzicatore, slitta la Conferenza dei Servizi

ALLUMIERE. Rinviata al prossimo 21 novembre

ALLUMIERE – Si è tenuta ieri nel Comune di Allumiere la Commissione Urbanistica Uso e assetto del Territorio promossa dal sindaco Augusto Battilocchio che ha avuto come tema il progetto della Leanza che vorrebbe realizzare ad Allumiere (in località Spizzicatore) un impianto di trattamento di rifiuti inerti. Da Allumiere c’è però l’unanimità nel dire no a questo progetto, anche perché come spiega il sindaco Augusto Battilocchio «Per l’area industriale allo Spizzicatore non c’è il Piano di Insediamento Industriale e quindi non si può costruire nulla; più volte, poi, abbiamo espressamente detto che noi ad Allumiere rigettiamo qualsiasi progetto di trattamento dei rifiuti». All’incontro in Comune hanno partecipato oltre al sindaco Battilocchio e al delegato all’Ambiente Bastianini anche tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, nonché i rappresentanti del Comitato anti discarica. Intanto stamattina alle 10 si doveva tenere a Roma la Conferenza dei Servizi proprio su questo tema ma la Provincia di Roma, organizzatrice dell’incontro, ha inviato una nota con la quale ha annunciato lo spostamento al prossimo 21 novembre. Rom. Mos. (12 Nov 2013 – Ore 08:17)

CIVONLINE – Discarica, Tidei scrive al Ministro dell’Ambiente

CIVONLINE – Discarica, Tidei scrive al Ministro dell’Ambiente

 Il Sindaco: “La realizzazione della discarica comporterebbe danni irreparabili, a livello turistico ed economico, per tutti i Comuni del nostro comprensorio”

CENTRO CHIMICO

CIVITAVECCHIA – Niente rifiuti della Capitale in zona Santa Lucia. A ribadirlo, dopo l’intervento di tutta l’amministrazione comunale, è il sindaco Pietro Tidei che ha deciso di scrivere al Ministro dell’Ambiente Orlando. “In questi giorni – si legge nella lettera inviata dal primo cittadino – si sta riaprendo la discussione, soprattutto all’interno del Consiglio comunale di Roma, riguardo all’annoso problema dell’ubicazione della nuova discarica che sostituirà il sito di Malagrotta. In passato – prosegue la lettera – era stata avanzata, tra le tante, anche l’ipotesi del territorio comunale di Civitavecchia e in particolare del comprensorio militare di Santa Lucia, quale possibile soluzione del problema. A tale ipotesi, ovviamente, era seguita una unanime e decisa presa di posizione contraria di tutti i Comuni del comprensorio, preoccupati di dover subire un’altra servitù di grande impatto ambientale che per questo territorio sarebbe insostenibile”. E il primo cittadino ricorda come “Civitavecchia è sede di uno dei più grandi poli di produzione energetica con due centrali termoelettriche (Enel e Tirreno Power) di cui una recentemente riconvertita a carbone, un grande porto praticamente ubicato al centro della città, e grandi depositi costieri di carburante. Il tutto in un territorio comunale di modesta estensione che rende ancor più pesanti queste presenze”. Il Sindaco inoltre ricorda al Ministro dell’Ambiente, come la zona in questione (quella di Santa Lucia) “si trova nella parte meridionale dei Monti della Tolfa ove è presente una zona a protezione speciale (zps) che è un’area naturale protetta istituita in base alla direttiva 79/409/Cee. La realizzazione della discarica comporterebbe danni irreparabili, a livello turistico ed economico, per tutti i Comuni del nostro comprensorio senza contare che la stessa, che poi sarebbe la più grande discarica d’Europa, si troverà tra le due necropoli di Cerveteri e Tarquinia che sono patrimonio mondiale dell’umanità”. E Tidei rispolvera anche i dati del rapporto regionale del 2010 riguardante la zona di Civitavecchia: “Tra gli uomini si è avuto un incremento malattie polmonari croniche e un aumento di decesso per tutti i tumori, in particolare per il tumore polmonare, della pleura e del tessuto linfoematopoietico. Tra le donne è stato osservato un eccesso di persone ricoverate per tumore alla mammella. Infine la possibilità che l’arsenico presente nei rifiuti possa inquinare le falde acquifere di un territorio, dove in passato sono state continuamente richieste deroghe per i valori di questo elemento nell’acqua potabile, causa di aumento di diabete e malattie tumorali, costituisce un ulteriore valido motivo per evitare di innescare questa bomba ecologica”. Tutti motivi per cui Tidei, a nome suo, del Consiglio comunale e della Giunta e di tutta la cittadinanza chiede “un Suo (riferendosi al Ministro dell’Ambiente) autorevole intervento che rassicuri i nostri concittadini e allontani definitivamente questa sciagurata ipotesi. Voglio inoltre confermarle – conclude il Sindaco nella lettera – che saremo comunque vigili e quanto mai determinati affiché la città di Roma non trovi la soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti creando servitù inaccettabili per il nostro territorio e la nostra gente”.

(08 Ago 2013)

CIVONLINE – «Siamo uniti, non ci piegheremo»

CIVONLINE – «Siamo uniti, non ci piegheremo»

ALLUMIERE – Detto e fatto: ieri il sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio ha inviato una missiva urgente ai responsabili delle Istituzioni: «Per dire la nostra ferma contrarietà a quest’ipotesi scellerata. Il nostro territorio è unito e non ci piegheremo. Non potranno imporci un’altra servitù. Ho sentito vari esponenti regionali e provinciali e tutti ci hanno assicurato il loro pieno sostegno in questa battaglia. Siamo tutti mobilitati e pronti a ogni forma di battaglia». No forte anche da Tolfa: il sindaco Landi ha inviato una nota con cui spiega: «Pieno sostegno dalla nostra amministrazione al sindaco Battilocchio nella battaglia contro la discarica. In più circostanze sia io che il consiglio comunale di Tolfa abbiamo ribadito il no duro e assoluto a all’ipotesi di una mega discarica ad Allumiere. Siamo pronti a sostenere questa posizione in tutte le forme possibili per evitare un’altra servitù che pregiudichi la salute e la vocazione turistica e ambientale dei Monti della Tolfa». Estrema contrarietà anche dal Comitato Anti discarica di Allumiere e del consigliere regionale Gino De Paolis: «Il Ministro Mauro ed Alemanno devono capire che la cosa pubblica non si gestisce come fatto privato. Se tornasse, come vuole Alemanno, l’idea di Allumiere si aspettino le barricate e la più totale contrarietà popolare. Fin da adesso facciamo appello alla sensibilità dei cittadini del comprensorio per restare vigili contro l’ipotesi dell’ennesimo sfregio al territorio. Quelle in questione sono aree in cui già oggi si soffre enormemente l’impatto ambientale delle centrali Enel, del porto e dove c’è in corso un’attività di smaltimento di armi chimiche del centro di S.Lucia. L’ipotesi di un finanziamento di 16 milioni di euro dal Ministero della Difesa per la costruzione di un inceneritore per la distruzione delle armi chimiche nel Centro Tecnico Logistico Interforze NBC di Civitavecchia prende corpo. Se si aggiungono i 6 milioni di euro che sembrerebbero girare per lo smantellamento dell’impianto meccanico biologico il cerchio si chiude: sarebbe la stessa area impegnata dal famoso protocollo La Russa-Alemanno, da liberare velocemente per destinarla all’immondizia di Roma? A lavorare sulle ipotesi di sito c’è il Commissario Sottile. La Regione Lazio poi con la mozione del 30 luglio è chiara: la nuova discarica di Roma dovrà essere dentro i confini del proprio comune». (Rom. Mos.)

CIVONLINE – Porta a porta: piovono finanziamenti

TOLFA – Porta a porta: piovono finanziamenti

Tolfa. Via libera della provincia di Roma ai fondi per coprire i costi della raccolta differenziata In arrivo 276mila euro. Dalla Regione invece 34mila euro per l’impianto di videosorveglianza

di ROMINA MOSCONI

TOLFA – Pioggia di finanziamenti a Tolfa per dare il la alla raccolta differenziata porta a porta e per installare la videosorveglianza. «Finalmente, dopo una lunga attesa – ha sottolineato il sindaco di Tolfa, Luigi Landi – la Provincia di Roma ha comunicato la disponibilità finanziaria di erogarci 276 mila euro per poter coprire l’extra costo della raccolta differenziata porta a porta per il primo anno». Questa notizia si attendeva da tempo ed era ovviamente nell’aria in quanto il progetto sul finanziamento della raccolta differenziata era stato approvato già nel 2011 e già da tempo sia il sindaco che l’assessore all’Ambiente, Cristiano Dionisi, lo avevano prennunciato. «E’ una notizia molto importante che ci permetterà di poter attivare un servizio che avrà indubbi benefici sull’intera collettività tolfetana così come accaduto in altri Comuni vicini». Landi e Dionisi hanno anche spiegato che: «La somma sarà iscritta a breve nel bilancio e subito dopo si inizieranno le procedure amministrative che porteranno all’attivazione del servizio stesso e che vedranno un importante lavoro sulla comunicazione e formazione del cittadino». I vertici comunali tolfetani rimarcano poi che «Purtroppo anche in questo periodo abbiamo rilevato una maggiore presenza di rifiuti indifferenziati provenienti dal vicino Comune di Allumiere e per questo nei prossimi giorni cercheremo di rafforzare i controlli». Per fermare questo fenomeno il sindaco Landi e l’assessore Dionisi insieme con il sindaco e la giunta di Allumiere stanno studiando le modalità per far convivere il servizio di raccolta differenziata nell’isola ecologica della Cavaccia. «In questi giorni – spiegano ancora Landi e Dionisi – si sta procedendo alla rimozione delle campane stradali in quanto il servizio di raccolta su strada non è più garantito dalla Provincia di Roma». Intanto anche la Regione Lazio ha comunicato l’arrivo di un finanziamento di poco superiore ai 34mila euro che consentirà al Comune di Tolfa di avere una decina di telecamere nei punti strategici del paese. Il progetto (presentato circa due anni fa) ha come obiettivo di rendere più sicuro il cittadino e evitare atti vandalici. «Ecco un altro step dopo l’installazione di telecamere su Piazza V. Veneto e la Villa Comunale – conclude Landi – sicurezza e igiene urbana sono due aspetti fondamentali per la crescita sociale del paese. Siamo soddisfatti di questo duplice finanziamento e ringraziamo l’assessore all’Ambiente Cristiano Dionisi e il delegato Armando D’Amico che hanno seguito l’iter amministrativo dei due finanziamenti».

(17 Giu 2013 – Ore 20:53)

TRCgiornale – De Crescenzo e Stefanini: “Dobbiamo impedire che si brucino rifiuti a Tvn e Tvs”

De Crescenzo e Stefanini: “Dobbiamo impedire che si brucino rifiuti a Tvn e Tvs”

DeCrescenzo-StefaniniUna mozione per chiedere al consiglio comunale e al sindaco di intervenire per evitare che vengano bruciati rifiuti di Roma nelle centrali di Torrevaldaliga Nord e di Torrevaldaliga Sud. A presentarla è il capogruppo consigliare di Sinistra Ecologia Libertà, Ismaele De Crescenzo, che questa mattina in una conferenza stampa a Palazzo del Pincio ha spiegato i motivi dell’iniziativa, che vede impegnato anche il comitato No Megadiscarica ad Allumiere, rappresentato quest’oggi dal responsabile Emiliano Stefanini.

“Presenteremo la mozione i primi di maggio in consiglio comunale – spiega Ismaele De Crescenzo – il nostro obiettivo è che venga approvata una delibera che permetta al sindaco di varare un’ordinanza che impedisca l’arrivo di rifiuti da Roma a Civitavecchia per essere bruciati nelle centrali di Tvn e Tvs. La discarica di Malagrotta non può più recepire rifiuti indifferenziati – aggiunge il capogruppo consigliare di Sel – quindi questo pericolo è reale e dobbiamo tenere alta la guardia”.

“Il decreto Clini – dichiara Stefanini – ha aggiunto la possibilità che i rifiuti possano viaggiare all’interno del Lazio, mentre fino a qualche tempo l’ipotesi che potessero essere spostati da Roma in un’altra città della regione era irrealizzabile. Civitavecchia e il terrtorio, dunque, corrono il rischio di diventare la discarica della capitale. La combustione tra carbone, cdr e css non è fantasia – sottolinea Stefanini – e per questo dobbiamo stare attenti ed attivarci affinché ciò non avvenga”.

Presente alla conferenza stampa di questa mattina anche il capogruppo regionale di Sel, Gino De Paolis.

“Apprezzo questa iniziativa – afferma De Paolis – e per quanto mi riguarda farò il possibile affinché anche la Regione Lazio segua con attenzione questa vicenda”.

terzobinario.it – Biodigestore ad Allumiere, De Paolis: “Progetto che viola le direttive della Provincia” | Terzo Binario News

Biodigestore ad Allumiere, De Paolis: “Progetto che viola le direttive della Provincia”

Il capogruppo Sel alla Regione: “Idea scellerata, contrari fin dal principio. Prevista una nuova conferenza”

Gino-De-Paolis_full“Ci stiamo muovendo affinché questa idea scellerata venga messa subito da parte”. Con queste parole Gino De Paolis, capogruppo Sel al Consiglio Regionale del Lazio, si è espresso sulla questione del biodigestore ad Allumiere.

“Abbiamo espresso la nostra contrarietà fin dal primo progetto riguardante quel terreno, adiacente alla zona che Alemanno e La Russa avevano individuato inizialmente per la megadiscarica. La ditta Renerwaste aveva presentato una proposta per un megadigestore pronto a raccogliere fino a 70.000 tonnellate di umido derivante dalla raccolta differenziata. Una quantità spropositata, considerato che i rifiuti prodotti dal territorio non superano le 1000 tonnellate. Le direttive della provincia, poi, sono chiare: gli impianti non devono poter accogliere più di 25.000 tonnellate.”

“Noi di Sel – ha concluso De Paolis – abbiamo già presentato una mozione per rigettare tutto questo, mozione appoggiata dai sindaci di Allumiere e Civitavecchia. Ora è prevista una nuova conferenza, alla quale parteciperà anche la Regione e che speriamo porti ad una soluzione definitiva.”

di Valerio Dieni

24 aprile 2013

Un saluto a Mauro Padroni

Mauro PadroniCi sono persone che segnano indelebilmente la vita degli altri e l’avvocato Mauro Padroni era uno di questi. Un esempio per tutti, l’intimo significato del temine “onestà intellettuale”.

Noi del Comitato sappiamo benissimo quanto Mauro si sia sempre impegnato fortemente per le cause ambientaliste ed il ricorso al TAR che potete trovare tra i nostri documenti porta la sua firma.

Ci teniamo a sottolineare che Mauro Padroni, nel lavoro svolto per le Associazioni Ambientaliste e per il nostro Comitato, ha fatto tutto mosso dai suoi ideali di giustizia e lealtà, fronteggiando spesso i poteri forti che non hanno mai avuto scrupoli nell’offendere il nostro territorio, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo.

Ora non conosciamo il luogo dove Mauro sarà andato a cercare di far rispettare le leggi, ma di sicuro sappiamo che resterà sempre nel rosso del sangue delle nostre vene.

Grazie Mauro.

Il Comitato Antidiscarica

TRCGiornale.it – Rifiuti, Petrelli lancia un nuovo allarme

Rifiuti, Petrelli lancia un nuovo allarme
Sabato 13 Aprile 2013 11:13

L’allarme rifiuti è tutt’altro che rientrato. A riaprire il discorso, dopo le rassicurazioni del sindaco Tidei che ieri aveva scongiurato l’eventualità di bruciare a Civitavecchia i rifiuti di Roma, è Vittorio Petrelli. L’esponente di Centro Democratico tira in ballo una nota del Dipartimento Programmazione Economico e Sociale Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti, datata 28 marzo, in cui vengono segnalati i potenziali impianti di recupero energetico di CDR operanti nella Regione Lazio. Tra gli altri, figurerebbe anche la centrale di Torre Valdaliga nord.

“E’ nota – scrive Petrelli in una nota stampa – la grave criticità per il superamento della gestione dei rifiuti della Capitale e dell’apertura di un Commissariamento. E’ altrettanto noto che la discarica di Malagrotta è esaurita e per scongiurare i rifiuti in mezzo alla strada le disponibilità avanzate dalla regione Toscana e dalla regione Abruzzo per l’accoglimento del rifiuto non trattato risultano provvidenziali. Ma siamo in ritardo di anni nella programmazione del ciclo dei rifiuti con le normative europee riguardo sia il trattamento dei rifiuto “tal quale” e soprattutto nella chiusura del ciclo dei rifiuti. La quantità dei rifiuti della Capitale rende tutto pericoloso. Il Commissario ed i nuovi amministratori regionali stanno quindi provvedendo alla realizzazione di strutture che provvederanno alla creazione del combustibile da rifiuto CDR oppure, secondo la nuova terminologia, CSS combustibile solido secondario in sostanza presto si creeranno combustibili di cui Il Commissario di concerto con il Ministero dell’ambiente e la Regione Lazio stanno stabilendo il loro smaltimento e quindi la loro combustione. Spunta quindi una nota del Dipartimento Programmazione Economico e Sociale Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti – Ciclo integrato dei rifiuti – del 28 marzo che vengono segnalati i potenziali impianti di recupero energetico di CDR operanti nella Regione Lazio un elenco di impianti, alcuni dei quali impossibilitati al trattamento immediato di CDR o CSS per cui in sostanza la prospettiva ricadrebbe solo su 3 impianti, oltre agli inceneritori già esistenti di Collefferro e di S.Vittore, ossia il Cementificio di Tivoli e di Colleferro e la centrale di Torre Valdaliga nord. Pertanto viene quindi invitato il Commissario a chiedere agli enti competenti – responsabili dell’Autorizzazione Integrata Ambientale – della percorribilità di detta prospettiva. Così il Commissario in data 3 aprile ha fatto seguire una nota con la quale inequivocabilmente si dichiara ‘l’art.1 co.4 del Decreto del Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare del 25 marzo 2013 prescrive che “entro il 29 marzo 2013, il Commissario adegua anche d’ufficio, se necessario, l’autorizzazione rilasciata agli impianti di recupero energetico di CDR operanti nella regione Lazio, affinchè sia assicurata prioritariamente la valorizzazione energetica di CDR/CSS prodotto nel Lazio. Entro la stessa data il Commissario individua, con idonea procedura urgente, gli impianti industriali operanti nel Lazio autorizzati all’uso di combustibile non tradizionale, incluso il CSS”‘. Questo ritardo dell’informazione è preoccupante – conclude Petrelli – mi auguro che chi ha la responsabilità istituzionale (le due parlamentari, i due consiglieri regionali, l’ amministrazione comunale…) di rappresentare la nostra collettività e difenderla si renda conto della gravità delle situazione e si adoperi affinchè tale prospettiva venga scongiurata. Sono altrettanto consapevole che anche la collettività dovrà fornire il proprio contributo di concerto con i rappresentanti istituzionali se vogliamo difenderci da questa prospettiva che ricordo, sia nella Valutazione d’Impatto Ambientale che nella seguente A.I.A. di Torrevaldalga nord è sempre stata negata per la criticità ambientale del nostro comprensorio. Dal canto mio metto a disposizione , amministrazione compresa, la mia esperienza e la documentazione in mio possesso per iniziare ad elaborare una valida controffensiva”.

CIVONLINE – Digestore: la Renerwaste va avanti

02/04/2013  CIVONLINE – Digestore: la Renerwaste va avanti

ALLUMIERE. Oggi pre conferenza dei servizi a Palazzo Valentini. Grande assente la Regione Lazio. Comitati e amministrazione compatti sul ‘‘no’’ L’azienda di Bolzano decisa a presentare un progetto da 40mila tonnellate. La Provincia prende tempo

DIGESTOREALLUMIERE – Si è tenuta oggi la pre-conferenza dei servizi a Palazzo Valentini che ha avuto come tema la realizzazione del digestore ad Allumiere. Per il Comune collinare hanno partecipato il sindaco Battilocchio, il vice sindaco Annibali, il delegato Bastianini e il consigliere di minoranza Vittori. Prima della pre-conferenza c’è stata l’audizione da parte della Provincia di Roma dei comitati e dei movimenti ambientalisti. A prendere la parola e a porre le osservazioni sono stati: Stefanini (Comitato anti-discarica), Mocci (Ispe: Medici per l’Ambiente), Ricotti e Manuedda  (Forum ambientalista); a seguire: Pasquini (presidente dell’Agraria di Allumiere): tutti unanimi nell’esprimere contrarietà ad ogni impianto (anche se ridimensionato) e nel chiedere di evitare di andare in Conferenza dei Servizi.
Dopo l’audizione ha preso il via la pre-conferenza tecnica alla presenza del responsabile della Provincia di Roma, della Soprintendenza e della rappresentanza del Comune di Allumiere. Da rilevare la pesante assenza della Regione Lazio e ciò ha lasciato perplessi sia i Comitati che i rappresentati comunali. «Nella riunione noi del Comune di Allumiere – spiegano il sindaco e il vicesindaco collinari – abbiamo detto in tutti i modi che il nostro comune non vuole nessun tipo di impianto e abbiamo presentato tutte le delibere votate in consiglio e lo abbiamo fatto mettere a verbale». Durante la conferenza, l’architetto Ciafrei (responsabile provinciale del procedimento autorizzativo) ha chiesto alla Renerwaste di presentare il progetto ridimensionato, ma i rappresentati della spa hanno preferito che a farlo fosse lo stesso Ciafrei. Ad esprimere parere negativo per il progetto a parte quello del Comune di Allumiere è stata la Soprintendenza perché il terreno è in zps, così come tutto Allumiere (tranne il centro abitato e la zona artigianale). «Allumiere produce solo 300 tonnellate di umido, un micro impianto per smaltirlo sarebbe più piccolo di un autobus – spiegano dai comitati – allora perché sobbarcarci un impianto per 40 tonnellate mettendo a repentaglio la vita di tutti?». La spa proponente ha ridimensionato il progetto: non più 70 mila tonnellate (con produzione di 2 megawatt di energia elettrica), ma 40 mila (per 1 megawatt di energia elettrica); la novità sta però nel fatto che si impegnano a lavorare solo la Forsu (l’umido) senza gli altri tipi di rifiuti. Alla fine c’è stata la non presa di posizione della Provincia di Roma che si è trincerata dietro il silenzio: «Esprimeremo il nostro parere solo dopo aver letto il nuovo progetto della Renerwaste». (Rom. Mos.)

(02 Apr 2013 – Ore 20:55)

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