A VOLTE RITORNANO CON I RIFIUTI DI ROMA NELLE NOSTRE TERRE

Ieri:
Il “Comitato Antidiscarica Allumiere” il comitato spontaneo che da anni si occupa delle politiche sulla gestione dei rifiuti nel nostro comprensorio, invita tutta la popolazione dei Comuni di Allumiere, Civitavecchia e Tolfa alla mobilitazione. Nel 2011 abbiamo affrontato senza timore l’allora scelta di Ama con il Sindaco Alemanno e il Ministro La Russa, che intendevano anche attraverso la militarizzazione della scelta, portare l’industria dello smaltimento dei rifiuti romani ”Cittadella dei rifiuti” insieme alla attuale demilitarizzazione delle armi di distruzione di massa stoccate al Campo Chimico all’interno del Comprensorio Militare S.Lucia nei territori tra Allumiere e Civitavecchia. Poi nella adiacente zona industriale di Allumiere abbiamo bloccato ripetuti tentativi di insediamento di impianti di trattamento aerobici e anaerobici di notevoli e impatto e dimensione. Nel 2016 il “Comitato Cittadini Uniti contro l’inceneritore” con le istituzioni locali e l’intera comunità comprensoriale hanno bloccato la realizzazione dell’inceneritore di armi chimiche sempre a Santa Lucia e hanno ottenuto l’impegno alla bonifica delle aree che ospitano i monoliti contenenti i residui dell’inertizzazione dei veleni chimici.

Oggi:
Dopo 7 anni ritorna minacciosa l’idea di portare i rifiuti di Roma nelle nostre terre. E’ incredibile quanto si apprende dai documenti della Città Metropolitana pubblicati da Il Messaggero, tredici sono i siti individuati dalla Città Metropolitana per lo stoccaggio il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti di Roma, tra i quali Allumiere, Civitavecchia e Tolfa. Non riusciamo a capire come sia possibile che addirittura siano coinvolte Allumiere e Tolfa, che ricadono interamente nella ZPS e le norme che la tutelano vietano espressamente l’installazione di tali impianti. Per quanto riguarda il comprensorio di Civitavecchia è impensabile che oltre alla pressione ambientale della produzione energetica, del porto e del campo chimico, si immagini un futuro legato al trattamento dei rifiuti. Se Civitavecchia e il suo comprensorio sono da inserire tra i SIN Siti d’Interesse Nazionale e da bonificare, sicuramente non possono ospitare il trattamento dei rifiuti, lavorazione, trattamento o smaltimento che sia.

Domani:
Da queste prime indiscrezioni sulla documentazione della Città Metropolitana sembrerebbe che per quanto riguarda le politiche sui rifiuti quello che erano le idee di centrodestra nell’epoca di Alemanno Sindaco, La Russa Ministro e la Polverini Presidente diventano la strategia “Grillina”. Governare la Città eterna e programmare la transumanza dei rifiuti nelle province non va affatto bene. Cosi come ci siamo ribellati ieri, ancora con più forza, esperienza e competenza ci ribelleremo oggi alla politica dello “scarica barile”. Non ci interessa “Chi” politicamente fa queste scelte: è nostro nemico. Negli anni abbiamo avuto modo di comprendere di chi dice solo tante parole, di chi ci possiamo fidare e di chi fattivamente ha lavorato a scongiurare che diventassimo la pattumiera della Capitale.

Nei prossimi giorni monitoreremo la situazione e all’occorrenza inviteremo la cittadinanza ad intervenire ad un momento d’incontro per organizzare eventuali azioni da mettere in atto a difesa della nostro comprensorio.

Un immediato invito lo facciamo al Sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino, al Sindaco  di Allumiere Antonio Pasquini e al sindaco di Tolfa Luigi Landi.  Ci auguriamo che coloro che amministrano le nostre città prendano subito le distanze da tali scelte e si attivino nei confronti della Città Metropolitana per sapere nei dettagli cosa si intende programmare nel nostro territorio.

 Per il Comitato Antidiscarica Allumiere
Emiliano Stefanini

ilmessaggero.it/roma/cronaca/rifiuti

 

Centro Chimico – Veleni e falsità di Stato

Allumiere. Conferenza sul tema Inceneritore di armi chimiche. P3180048.JPGBisogna dire innanzi tutto che il paese collinare risponde sempre attivamente alla mobilitazione. La sala dell’Auditorium è bastata a malapena a contenere i partecipanti.

Come espresso dal dott. Mauro Mocci, esponente dell’ ISDE, Medici per l’Ambiente, bisogna innanzitutto focalizzarci sul fatto che, quando si parla di sistemi potenzialmente dannosi e non proprio ecologici, le autorità statali coniano termini tesi ad ammorbidire il pericolo reale.
???????????????????????????????I termini Ossidatore Termico, Termovalorizzatore, Biodigestore non esistono, sono inventati ad arte per far risultare un inceneritore di armi (chimiche nel nostro caso), un inceneritore di immondizia e una centrale di produzione di energia elettrica mediante combustione di gas metano, alla pari di impianti legati al tema “ecologia”.
Strano che le trivelle petrolifere non le abbiano ancora rinominate, ad esempio come “Estrattori di bioenergia occulta“!

Soffermiamoci meglio su quanto il Ministero della Difesa vuole realizzare nel nostro territorio, ovvero presso il Centro Chimico di S.Lucia.
Si tratta di un inceneritore di armi chimiche, quelle prodotte durante le due guerre mondiali e stoccate presso il nucleo Nucleo Batteriologico Chimico (NBC) dell’esercito italiano che ha sede sul confine del territorio tra Civitavecchia ed Allumiere, proprio nella stessa area che, secondo il Protocollo Alemanno-La Russa del 2010, sarebbe stata il sito ideale per la Cittadella dei Rifiuti, ovvero Malagrotta 2. 130 ettari di terreno adiacente alla ZPS più importante del centro italia, da compromettere per l’eternità! (progetto respinto grazie alla forza dei Comitati ambientalisti che, con il supporto di tutta la cittadinanza, hanno portato le istituzioni a rigettare questa idea malsana.)

Ma torniamo alle armi chimiche. Attualmente le bombe con i veleni chimici sono trattate smontandole e rendendole inerti, diluendo quindi il contenuto dei veleni impastandolo con acqua calce e cemento per creare dei monoliti di conglomerato cementizio che vengono accatastati all’aria aperta su aree che dovrebbero garantire il contenimento delle eventuali percolazioni sul terreno.

inerti armi chimiche

Santa Lucia, lo stoccaggio dei cilindri con i veleni

Cosa è stato diluito in questi cilindri di cemento? (ce ne sono decine di migliaia ad oggi)

Cosa contengono le bombe chimiche ancora da trattare?
Semplicemente elementi dannosissimi: Fosforo, Fosgene, Iprite, Adamsite, Arsenico. Invitiamo i lettori ad andare su Wikipedia a leggere cosa provocavano quando usati e la pericolosità attuale in caso di immissione in aria seppur in basse quantità nel tempo.

Ora, pensate ad un inceneritore che dovrebbe bruciare tutto il nostro arsenale creato durante le due guerre, e poi, siccome sarà in esercizio, anche altri arsenali (magari le armi chimiche del conflitto Siriano).
Non crediamo alle favole che i fumi di combustione verranno totalmente filtrati.
Non esistono filtri che riescano a bloccare le particelle di polveri sottili che sono più piccole addirittura dei virus e dei batteri.
Non è vero che questi impianti hanno un impatto zero sull’atmosfera.

Proprio per questo, in un territorio che sta pagando troppo caro il prezzo delle scelte industriali fatte, tutte concentrate in pochi chilometri, non si possono installare altre fonti altamente inquinanti. BASTA!

Dobbiamo ottenere solo un tipo di investimento: la bonifica progressiva dell’area e lo spostamento delle attività di inertizzazione della armi chimiche in un sito lontano dai centri abitati.
Siamo certi che tutta la cittadinanza si attiverà per questa dura lotta.

Tutti contro il solito menefreghismo di chi manovra le leve dagli uffici di Roma, ben isolati dai problemi della popolazione.  

 

Civonline: Ossidatore: Allumiere dice no

Grande partecipazione all’assemblea pubblica venerdì sera in collina

ALLUMIERE – Comitato e istituzionali dicono no ai veleni di Stato. Oltre 150 persone hanno affollato  l’auditorium per dire in coro: “sì” alla  tutela, alla bonifica, alla valorizzazione del comprensorio secondo la sua naturale vocazione,  “no” al tentativo di proseguire con una servitù militare chimica e avvelenata, che con l’inceneritore per aggressivi chimici  si  trasformerebbe in una servitù permanente. La serata è iniziata con un video del 1937 dove le pendici di Allumiere erano già la location degli armamenti italiani. Hanno aperto la discussione Emiliano Stefanini e Ismaele De Crescenzo, tra i promotori del Comitato spontaneo “Cittadini Uniti Contro  l’Inceneritore”, che hanno introdotto la problematica degli armamenti  chimici e i pericolosi monoliti che contengono i veleni inertizzati,  esposti all’acqua e al vento da anni.

Inoltre hanno proposto una grande manifestazione, con una delegazione composta dal Comitato di cittadini, da Sindaci e istituzionali vari, disposta ad incontrare al più presto il Ministero della difesa, per poter esporre le legittime  preoccupazioni dell’intero territorio e le proposte fino ad ora elaborate. Nel corso dell’incontro ad Allumiere ci sono stati diversi interventi.

Il dottor Mauro Mocci ha esposto una relazione, mettendo dettagliatamente  a  conoscenza i cittadini della pericolosità di ciò che avviene oggi nel Comprensorio Militare Santa Lucia e di cosa il Ministero della difesa intende fare. Il consigliere regionale Gino De Paolis, che in tempi non sospetti ha, su sua proposta, fatto esprimere la contrarietà al progetto in Provincia nel 2010 e in Regione nel 2015, e in questi giorni ha presentato alla Pisana un alto provvedimento.  Il Sindaco di Allumiere Battilocchio, che ieri ha approvato in consiglio comunale una mozione di contrarietà al progetto. L’onorevole Marta Grande che recentemente, insieme all’assessore civitavecchiese Alessandro Manuedda ha fatto un sopralluogo  al Centro Chimico. Sono intervenuti, inoltre, Luigi Landi sindaco di Tolfa, Antonio Pasquini  e Marco Santurbano per le Università Agrarie e Aldo Frezza per il Gal. Assenti  giustificati per impegni sopraggiunti, ma che hanno manifestato la loro  vicinanza alla nostra causa, e prodotto azioni istituzionali, la senatrice  Loredana De Petris e gli onorevoli Zaratti, Tidei e Minnucci. Prosegue quindi la prima fase di questa vertenza, che vede i cittadini uniti con le istituzioni, nell’ informare l’opinione pubblica su questo ennesimo attacco al  nostro comprensorio.

L’evento di ieri si è concluso con una partecipata cena di autofinanziamento del comitato. Nei prossimi giorni riunione organizzativa  a Civitavecchia tra gli attivisti del comitato comprensorio.

Civonline: «No all’ossidatore termico: bloccare subito il progetto»

Il Comitato ‘‘cittadini uniti contro l’inceneritore’’ ha organizzato un convegno per domani ad Allumiere

ALLUMIERE – Il ‘’Comitato cittadini uniti contro l’inceneritore” invita la cittadinanza a partecipare all’assemblea pubblica contro l’ossidatore termico che si terrà ad Allumiere venerdì 20 marzo alle 18 nell’Auditorium in piazza della Repubblica.

«E’ nostra intenzione informare i cittadini di tutto il territorio attraverso conferenze di approfondimento, così come fatto a Civitavecchia – spiegano Ismaele De Crescenzo e gli altri membri del Comitato – vista l’attenzione e la preoccupazione per un’opera come l’ossidatore che sta producendo una indignazione e una mobilitazione spontanea».

Dal Comitato Cittadini Uniti Contro l’Inceneritore sottolineano l’intenzione, anche attraverso la presa di posizione dei rappresentanti istituzionali «di incontrare nell’immediato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti per rendere palesi le nostre rivendicazioni: immediato blocco del progetto di ossidazione termica e bonifica dell’area attraverso investimenti mirati».

Hanno garantito la loro presenza all’assemblea pubblica ad Allumiere deputati, consiglieri regionali e sindaci del territorio.

Al termine dell’incontro seguirà una cena di autofinanziamento presso la Grotta del cardinale. Per info 3479033567o e 3887439806.

Sull’ultimo progetto del DIGESTORE ad Allumiere, botta e risposta tra sindaco Battilocchio e Comitato Antidiscarica

CIVONLINE: Archiviata la proposta della Bioenergie: troppi vincoli su quel terreno

Allumiere. Il sindaco Battilocchio: «Fuori luogo quindi la contrarietà del Comitato Antidiscarica»

Allumiere, Cronaca  –  23 Apr 2015

AUGUSTO BATTILOCCHIO

ALLUMIERE – Intanto il Comune di Allumiere archivia definitivamente la proposta avanzata da ‘‘Iniziative Bioenergie srl’’ di Canino per la costruzione, allo Spizzicatore, di un biodigestore da 35mila  tonnellate/anno, un impianto finalizzato alla produzione di bio-metano. La decisione è scaturita durante la Commissione dipartimentale ‘‘Uso e assetto del territorio, sviluppo economico e attività produttive’’ riunitasi martedì. L’area oggetto di attenzione è infatti sottoposta a vincoli e quindi non c’è alcuna possibilità di procedere con il progetto. A pesare su quei terreni sono infatti i vincoli di zps e le norme tecniche di attuazione del piano regolatore che non consente la realizzazione di impianti per la lavorazione dei rifiuti. E su questo sono stati d’accordo tutti i presenti alla commissione che ha riunito non solo esponenti della maggioranza ma anche dell’opposizione e dei comitati. Nessun incontro, quindi, avverrà tra l’amministrazione comunale di Allumiere e la società proponente. «Non ci sono infatti gli elementi di fattibilità – spiega il sindaco Augusto Battilocchio – quindi non ha senso invitarli ad esporre ulteriormente». Alla commissione, allargata per volere di Battilocchio vista la delicatezza dell’argomento, hanno partecipato, oltre al sindaco Battilocchio, anche il vicesindaco Ceccarelli, il delegato all’Ambiente Bastianini, il capogruppo dell’opposizione Vincenzo Sgamma, il Comitato antidiscarica con Emiliano Stefanini, Galimberti per Fontana Tonna e infine Cammilletti. «Tutti gli interventi, in sintesi, – spiega Battilocchio – hanno messo in rilievo il fatto che, seppure ci fosse stato interesse ad approfondire il progetto, nella direzione comunque della tutela ambientale, la vincolistica presente nella zona non rende accoglibile l’ipotesi progettuale avanzata dalla società». «Peraltro – aggiunge il Sindaco – la stessa non ha neanche depositato alcun progetto definitivo, quindi non c’è proprio alcuna decisione in atto». «Alla luce di tutto questo – commenta il sindaco Augusto Battilocchio – le prese di posizione e di contrarietà sono giuste se esiste un elemento del contendere, ma se non esiste il tema non c’è alcun motivo per intervenire, a meno che non si è in cerca di visibilità». Precisa la strigliata al Comitato Antidiscarica: «Non era opportuna – incalza Battilocchio – questa uscita giornalistica da parte del Comitato, dal momento che il problema non esiste perché non ci sono elementi di fattibilità per andare avanti». Per maggiore chiarezza, il primo cittadino collinare spiega anche l’iter che ha portato alla convocazione della commissione: «La ‘Iniziative Bioenergie’ ci ha contattati due mesi fa, annunciandoci verbalmente l’intenzione di illustrarci una proposta progettuale per il recupero e l’accoglimento dei rifiuti finalizzati alla produzione di bio-metano. Dopo quel primo contatto, come amministrazione paventammo l’opportunità di riunirci con i rappresentanti della società stessa per  discuterne più nel dettaglio. Da quel momento non abbiamo più fatto nulla, né contattato la Bioenergie, che di fronte al nostro silenzio, nei giorni scorsi, ci ha scritto per sollecitare l’incontro al fine di esprimere la sua prospettiva di progetto. Da qui la mia decisione di convocare la Commissione, allargata a tutte le forze politiche e ai Comitati, per parlare serenamente della questione, senza alcuna mozione da approvare o altra decisione da prendere. Oggi, con estrema serenità e chiarezza, possiamo dire che non ha senso invitare ad esporre i rappresentanti della società, perché non ci sono le condizioni». «E poi – conclude Battilocchio – siamo tutti anti discarica. Anche se, è inutile negarlo, il nostro territorio, in particolare i comuni del litorale nord che hanno avviato la differenziata, dovranno decidere cosa fare, dove portare l’umido, considerati i costi astronomici oggi sostenuti. A breve ci sarà un nuovo incontro, dopo quello avvenuto a Civitavecchia, su iniziativa di Ladispoli, per valutare la realizzazione di un impianto al servizio del comprensorio e nell’ottica di chi vuole bene al territorio». (a.r.) 23 Apr 2015

Alcuni Commenti su Facebook:

C.C. È incredibile come sia facile con un articolo esternare cosi tante falsità, il sindaco e la sua giunta non hanno il coraggio di prendersi le responsibilità x cui sono stati votati, quando un amministrazione ha la volontà di voler realizzare un progetto, con la regione e il governo dalla propria parte, tutto è possibile, invece abbiamo assistito ad una commissione dove x quanto riguarda le informazioni sull’impossibilità di realizzare tale progetto causa ZPS è stata esternata dal movimento antidiscarica, e dove nessuno della maggioranza aveva un idea chiara su come affrontare la proposta allo spizzicatore al punto da cercare indicazioni e consensi dalle opposizioni, improvvisamente diventati importanti, ad Allumiere è finita la politica MA NON PER COLPA NOSTRA CARO SINDACO DALLA MORALE FACILE.

A.M. Sempre e solo a dir male del signor sindaco e dei suoi “uomini”. Come se si fossero sempre e solo contraddistinti per il loro modo ambiguo di gestire ciò che gli compete o forse meglio dire competerebbe.
Come siete prevenuti e poco riconoscenti verso chi TANTO fa per…. Se stesso.
e come è buon uso fare, anche in questa circostanza era stato proposto un incontro chiarificatore….. Il modus operandi è sempre li stesso…. Vivi complimenti e un gran plauso per le responsibilità che sempre vi sapete assumere…..


QUINDI LA REPLICA DEL COMITATO

«Reazione scomposta del sindaco Battilocchio»

Replica del Comitato antidiscarica. Intanto Fontana Tonna presenta una mozione per un impianto di compostaggio

Allumiere, Cronaca  –  24 Apr 2015

L'area del progetto in località Spizzicatore

L’area del progetto in località Spizzicatore

ALLUMIERE – «Il Comitato Antidiscarica può esultare per aver bloccato sul nascere questa ennesima proposta di lavorare i rifiuti di Roma e Provincia ad Allumiere». Inizia così la risposta del Comitato Antidiscarica, al sindaco Battilocchio: «La discussione su questa idea progettuale si è aperta grazie alla diffusione da parte del Comitato di un comunicato dove si denunciava l’avvenuta discussione su questo impianto in una commissione comunale svoltasi a febbraio, la richiesta ufficiale da parte della Iniziative Bioenergie Srl è del 27 marzo e propone un impianto da 35.000 tonn/anno per il recupero di energia dalla frazione organica rifiuti solidi urbani – scrive il portavoce Emiliano Stefanini – netta è stata la nostra contrarietà e sia in commissione che sui giornali abbiamo diffuso tutti i motivi ambientali, procedurali e politici che bocciano sul nascere l’idea di questo impianto, proprio perché proposto nella ZPS. La reazione scomposta del sindaco che definisce ‘‘fuori luogo la contrarietà al progetto da parte del Comitato perché non c’è niente da decidere’’ lascia esterrefatti coloro che conoscono la vicenda. Nella commissione del 21 aprile Battilocchio ha proposto di incontrare la ditta proponente per approfondire il progetto e una visita a un impianto già realizzato nel reatino, come mai lo ha fatto allora?». Intanto Fontana Tonna ha presentato una mozione al Comune di Allumiere per realizzare un piccolo impianto di compostaggio. «Finalmente si potrà risparmiare circa 50mila euro all’anno, sempre che la giunta Battilocchio voglia appoggiare la nostra iniziativa. Siamo stanchi dei continui attacchi dei privati per realizzare mega impianti nel nostro Comune – spiega il consigliere Duccio Galimberti – abbiamo preso l’iniziativa al posto degli attuali amministratori che si piangono addosso continuamente perchè incapaci non solo di trasformare il rifiuto in risorsa ma anche di creare una realtà capace di abbassare le tasse sulla spazzatura. Abbiamo fatto le ricerche, abbiamo calcolato le spese, abbiamo informato la gente, almeno una cosa la possono fare i nostri amministratori: votare la nostra proposta per il bene di tutti i paesani».
Rom. Mos.  24 Apr 2015

A TARQUINIA E MONTE ROMANO SI TORNA A PARLARE DI MEGA DISCARICA AD ALLUMIERE DI MEGA DIGESTORE, ANCORA UNA VOLTA

Il Comitato Antidiscarica dice Si alla Gestione dei Rifiuti Comunali – No ai Mega Impianti allo Spizzicatore

Paradossalmente, proprio nel giorno in cui si torna a parlare della realizzazione di un’ alternativa a Malagrotta tra Tarquinia e Monte Romano, al Comune di Allumiere si è riunita la commissione dipartimentale “uso e assetto del territorio, sviluppo economico e attività produttive” che aveva come ordine del giorno la discussione in merito alla manifestazione d’interesse per la costruzione di un biodigestore da 35.000 tonnellate/anno, impianto finalizzato alla produzione di bio-metano.

Il progetto prevede la lavorazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani provenienti dal comprensorio e da qualsiasi altro luogo, regionale o nazionale. La società proponente, “Iniziative Bioenergie srl” di Canino ha formulato la propria richiesta, come se allo Spizzicatore (Zona industriale del Comune di Allumiere) fosse il primo progetto del genere. Da quando quella zona industriale è stata approvata ha ricevuto già l’attenzione di sette proposte progettuali o manifestazioni d’interesse. Peccato che siano tutte riguardanti la lavorazione dei rifiuti.

Come Comitato Antidiscarica siamo intervenuti alla commissione e rendiamo pubblica la nostra posizione in merito alla questione.

Prima cosa abbiamo illustrato l’iter di presentazione che il progetto avrebbe dovuto seguire secondo la normativa vigente; abbiamo poi criticato la posizione dell’Amministrazione che per nessun motivo può prestare il fianco agli interessi privati dei proprietari di quella zona, dando pareri preventivi ed evitando di far opzionare i terreni alla Società interessata.

Abbiamo poi ribadito, atti alla mano, che la normativa che regolamenta la Zps (Zona a protezione speciale), le norme tecniche del prg, gli impegni presi con le Mozioni degli ultimi anni e il Piano Regionale dei rifiuti, vietano l’istallazione di impianti del genere allo Spizzicatore. Siamo pienamente d’accordo con la posizione dell’Assessore Mario Ceccarelli che nel suo intervento ha espressamente detto che non ci sono le condizioni per aderire a tale scelta. Stentiamo a comprendere come l’Amministrazione di Allumiere, a margine degli accaduti riguardo la Megadiscarica, metta ancora in discussione tali proposte, nella ferma consapevolezza che non si possono realizzare nel nostro territorio. Aggiungiamo che in questo clima, dove i rifiuti e la loro gestione troppo spesso sono in mano alla malavita organizzata, sia estremante pericoloso sovrapporre a quella maledetta “Zona Industriale dei rifiuti” la fase 2 della realizzazione della zona franca.

Riteniamo opportuno che tutte le forze politiche del comprensorio si esprimano velocemente sulla questione.

Nell’occasione abbiamo sostenuto la posizione del Movimento Fontana Tonna che propone insieme al Comitato, da anni, un microscopico progetto di compostaggio ad uso prettamente comunale o, in alternativa, mettere in pratica quella famosa mozione, dove si parlava di compostaggio aerobico fuori dalla zps, su proprietà pubblica e dimensionato sulle reali esigenze del territorio.

Digestore allo “Spizzicatore”, a volte ritornano !!!

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Ci risiamo! E’ giunta notizia che ad Allumiere si parli di nuovo di grandi impianti di compostaggio. Le informazioni che abbiamo come Comitato Antidiscarica, sembrerebbero, infatti, confermare le nostre preoccupazioni riguardo agli appetiti che gli imprenditori della “monnezza” hanno su quella zona industriale. Riteniamo opportuno ricordare che da anni vi sono tentativi di trasformare quella porzione di territorio in un punto di lavorazione dei rifiuti provenienti da tutto il Lazio, nonostante le norme tecniche di attuazione dicano chiaramente che lì è tassativamente vietato lavorare rifiuti. Invece, oggi, si discute di nuovo di digestore da circa 35.000 tonnellate annue come se niente fosse accaduto, come se il Comune di Allumiere, dopo l’enorme lavoro dei comitati e delle Associazioni, non avesse deliberato la contrarietà all’istallazione di questi impianti, come se tutti i comuni limitrofi non avessero preso la stessa posizione, come se la volontà comprensoriale non fosse stata quella di scongiurare impianti di digestione anaerobica, fintanto che il comprensorio non avesse raggiunto percentuali di differenziazione significative e tali da giustificare la realizzazione di un impianto di compostaggio aerobico da realizzare su proprietà pubblica e dimensionato secondo le reali esigenze di smaltimento della frazione organica dei rifiuti dei comuni di Allumiere, Civitavecchia, Tolfa e Santa Marinella. A tutto ciò si aggiunge quello che è di dominio pubblico e cioè la chiara posizione della Regione Lazio di contrarietà e improcedibilità autorizzativa di tali impianti all’interno della ZPS dei “Monti della Tolfa”. Una posizione che i comitati sostengono da sempre e che lo stesso Piano regionale dei rifiuti evidenzia come fattore escludente.

Non capiamo, quindi, a quale titolo alcuni personaggi vicino all’amministrazione comunale, svolgano il compito di procacciatori d’affari o meglio una ricerca di imprenditori del settore rifiuti disposti ad investire in quell’area. Questa proposta che si vocifera in paese è l’ennesimo tentativo di portare una montagna di rifiuti da Roma e provincia nel nostro comprensorio.
Ve li ricordiamo cronologicamente dal 2002 ad oggi: proposta dell’ex Sindaco Cammilletti di realizzare in quell’area la discarica comprensoriale che avrebbe sostituito “fosso del prete”, idea progettuale della Ecostile srl denominata “bio polo”presentata con l’utilizzo abusivo del logo della Provincia di Roma, che prevedeva un centro studi sui rifiuti oltre ad un impianto di digestione anaerobica da 130.000-90.000 tonn. annue con annessa centrale di produzione energetica dal biogas;
megadigestore anaerobico da 70.000 tonnellate anno presentato dalla Renerwaste spa al comune di Allumiere per il quale ci fu un acceso dibattito che portò il Sindaco di Allumiere ad una richiesta di ridimensionamento per arrivare poi al no definitivo, sancito con l’approvazione di una mozione in tutti i comuni del comprensorio Allumiere compreso;
un impianto aerobico da 35.000 tonnellate annue sempre presentato dalla Renerwaste spa bocciato dalla provincia di Roma in base ai pareri negativi della maggior parte degli enti deputati alla decisione.

Oggi un altro progetto similare, se confermate le indiscrezioni in nostro possesso, si vanta anche di una inesistente programmazione regionale che prevedrebbe l’istallazione di circa ventotto impianti sul territorio regionale da 35.000 tonnellate annue.
A questo proposito il nostro portavoce, Stefanini Emiliano, ha interloquito direttamente con lo staff dell’Assessorato Regionale competente e la risposta è stata chiara: “non esiste nessuna programmazione in tal sensom Chi millanta tali affermazioni dice il falso e tutto sarà presto chiarito dall’Assessore Civita”.

Non ci rimane che rassicurare l’intera popolazione del comprensorio che saremo vigili e presenti in tutte le discussioni che riguardano i rifiuti; monitoreremo la situazione al fine di evitare che si realizzi qualsiasi impianto in quell’area, confermando la nostra disponibilità al confronto su un impianto comprensoriale di “compostaggio aerobico” a servizio dei soli comuni del comprensorio e non del Comune di Roma, ma solo dopo che i Comuni si saranno attivati sulla raccolta porta a porta differenziata dei rifiuti e solo dopo il raggiungimento di serie percentuali di differenziazione.
Se poi il comune di Allumiere sentirà l’esigenza di chiudere il ciclo dei propri rifiuti, da anni abbiamo presentato soluzioni di micro impianti che facilmente potrebbero trasformare in compost di qualità le esigue quantità di umido prodotto dagli abitanti di Allumiere.
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Concludiamo ricordando al Sindaco che la coerenza è molto importante, come lo è il rispetto degli impegni presi, specie se espressi in un atto formale. In particolare ci riferiamo a quella mozione che prevedeva il coinvolgimento del “Comitato antidiscarica” ogni qualvolta si discuteva di rifiuti e che il Sindaco pare aver completamente dimenticato. Noi no. Gli ribadiamo quindi che noi ci siamo, come sempre disponibili al confronto costruttivo e volto a trovare soluzioni frutto di conoscenza diretta e competenza, ma non siamo disponibili a permettere a nessun imprenditore della “mondezza” di decidere sul nostro territorio, nonostante i provvedimenti del governo Renzi che ipotizzano un ato unico nazionale, mettendo al centro della politica sui rifiuti l’incenerimento. Restiamo dell’idea che la pianificazione degli impianti di trattamento dei rifiutidebba doverosamente rimanere alle Istituzioni pubbliche e secondo le esigenze comprensoriali, e non delegata alle scelte imprenditoriali di questa o quell’altra impresa secondo le proprie necessità o opportunità di investimento, troppo spesso dettate da incentivi economici e non da una seria valutazione degli interessi territoriali. Cerroni docet!

STOP AL COMPOSTAGGIO IN ZONA A PROTEZIONE SPECIALE (località Spizzicatore)

L'area del progetto in località Spizzicatore

L’area del progetto in località Spizzicatore

Finalmente la notizia che aspettavamo, anche quest’ultimo tentativo di violare la ZPS del Comune di Allumiere è fallito!

Il Comitato NO MEGADISCARICA esulta ed è soddisfatto di tutto l’impegno ed il tempo dedicato per evitare questo scempio, MA … e c’è un grosso MA, da questo articolo di Civonline, che citiamo per intero, traspare che il capo fila della lotta ambientalista, con tanto bandiera in resta sia l’amministrazione Comunale ed in primis il suo Sindaco … ma leggiamo con attenzione l’articolo:

” La Provincia di Roma dice ‘‘no’’ al progetto del digestore della Renerwaste

ALLUMIERE. Il delegato Bastianini: «Palazzo Valentini ha elencato gli elementi ostativi»

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – «Finalmente sembra volgere al termine la tormentata vicenda riguardo l’impianto di compostaggio di rifiuti organici in località Spizzicatore di Allumiere». Ad esprimersi così il delegato all’Ambiente del Comune di Allumiere, Marco Bastianini, il quale ha spiegato che: «In Comune ci è stata recapitata da parte della Provincia di Roma la comunicazione degli elementi ostativi al rilascio dell’autorizzazione richiesta dalla Renerwaste Spa. La società, infatti, come tutti ricorderanno, aveva presentato un progetto che prevedeva la lavorazione di rifiuti organici di 25 tonnellate/anno con la modalità aerobica». Il delegato Bastianini evidenzia che:  «Tale decisione viene motivata per i ‘‘dissensi qualificati’’ del sindaco di Allumiere Augusto Battilocchio sotto il profilo della tutela della salute pubblica e della Regione Lazio in quanto il progetto non è assentibile perché prevede impianti la cui realizzazione è in contrasto con le misure di conservazione generali vigenti nella Zps». Nei mesi scorsi si era dibattuto a lungo intorno al progetto della Renerwaste di creare l’impianto di trasformazione di umido in compost e dopo una serie di battaglie, a febbraio si era svolta una Conferenza dei Servizi organizzata dalla Provincia di Roma nella quale si è discusso del progetto che la Renerwaste voleva costruire allo Spizzicatore da 25mila tonnellate. In quell’occasione, oltre al sindaco Augusto Battilocchio anche il responsabile dell’Ufficio Tecnico Enrico Novello e l’assessore di Allumiere Mario Ceccarelli avevano espresso a nome di tutto il Comune di Allumiere il ‘‘no’’ assoluto al progetto. Battilocchio a nome di tutta l’amministrazione comunale (maggioranza e minoranza) insieme ai movimenti ambientalisti si erano espressi contrariamente a questo progetto perché dannoso per la salute e l’architetto Novello aveva sottolineato il No per il fatto che le NTA del Comune non prevedono impianti destinati al trattamento dei rifiuti nell’area interessata dal progetto. A dire no a questo progetto era stata anche l’Università Agraria di Allumiere, inoltre forte contrarietà al progetto era stata espressa dal consigliere regionale di Sel Gino De Paolis e da altri esponenti politici, nonchè dai cittadini non solo di Allumiere, ma anche del comprensorio. La lettera della Provincia di Roma, quindi, ha fatto tirare un sospiro di sollievo ed è vista come una vittoria importante per l’amministrazione comunale di Allumiere «Ma anche – prosegue ancora il delegato all’Ambiente, Bastianini – per tutta la comunità visto che tutti insieme abbiamo combattuto per evitare che la Renerwaste creasse l’impianto allo Spizzicatore. Un ringraziamento va anche ai consiglieri di minoranza Vittori e Sgamma che hanno partecipato alla conferenza preliminare».
(31 Ott 2014 – Ore 18:02) “

Siamo estremamente contenti che questa volta ci sia stato un NO chiaro e senza i giri politico-pindarici della dialettica Battilocchiana, ma dire oggi che la battaglia contro gli insediamenti nella Località Spizzicatore si è conclusa in modo positivo grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Allumiere è, per citare Fantozzi, “una cagata pazzesca”.

Come mai un Sindaco che si dichiara oggi contro gli impianti nella ZPS ha creato, negli anni scorsi, un clima di tensione tale che lo ha portato a rispondere di almeno tre denunce in tribunale?

Come mai sia il Sindaco che il Responsabile dell’ufficio tecnico non hanno citato e sostenuto fin da subito le attuali motivazioni di diniego? Il Comitato si sarebbe risparmiato tanta fatica e battaglie almeno con tre anni di anticipo.

E come mai il Comitato NO MEGADISCARICA, che è stato la vedetta e il freno a questi progetti speculativi viene dimenticato se non inscatolato nell’articolo in un generico “movimenti ambientalisti” …

ciò che stupisce ancora di più è l’autore dell’articolo, Romina Mosconi, che ha vissuto in prima persona, spesso insieme a noi del Comitato, le vicende dei grandi contrasti e scorrettezze che il Sindaco di Allumiere ha riservato a noi che abbiamo sempre cercato di evitare ogni insediamento di trattamento rifiuti nella Zona a Protezione Speciale. Cosa è successo Romina? Hai dimenticato persino il nome del comitato?

In ogni caso è andata bene, come è andata bene per la Mega Discarica, vogliamo solo ricordare a tutti i signori citati nell’articolo che esistono due termini che danno la giusta dignità agli esseri umani, ovvero:  ONESTA’ INTELLETTUALE, dovreste studiarne bene il significato.

Il Comitato NO MEGADISCARICA

Rifiuti allo Spizzicatore – la Regione Lazio ha già detto no!

logo scaricadiscaricaIl Comitato Antidiscarica esulta dopo la notizia dei documenti della Regione Lazio che confermano l’incompatibilità della lavorazione dei rifiuti nell’area dello Spizzicatore!

Sono ormai troppi anni che sentiamo parlare di progetti che prevedono la lavorazione dei rifiuti presso la zona industriale del comune di Allumiere denominata.

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E’ ora di dire un basta definitivo a queste iniziative che spuntano come funghi sul territorio del Comune di Allumiere, a progetti che non si basano su una seria programmazione impiantistica dei rifiuti che tenga conto delle reali necessità del comprensorio, dell’incidenza di insediamenti industriali già subita e dei vincoli ambientali.

Ci troviamo davanti  a logiche affariste che inseguono contributi statali e incentivi di ogni sorta con la pretesa di voler produrre energia elettrica da fonti impropriamente denominate rinnovabili e di fatto inquinanti, proprio in un momento storico dove di energia elettrica e di inquinamento se ne producono già troppi.

Sono anni che ci sgoliamo dicendo in ogni modo che quella zona industriale è nata male!

Perché individuare una zona industriale così lontano dal paese e, soprattutto, su proprietà privata, creando appetiti di ogni tipo?

Perché i rifiuti sono le uniche proposte industriali riservate allo Spizzicatore?

Per queste affermazioni, a difesa dei beni comuni e della collettività intera, siamo stati aggrediti e anche querelati.

E’ proprio per quest’area si parlava di discarica comprensoriale utilizzando la cava esistente, poi di bio-polo della Ecostyle srl (digestore da 70/150 mila tonnellate/anno di rifiuti), poi di digestore anaerobico della Renerwaste s.p.a. (70 mila tonnellate/anno di rifiuti), ed oggi, di lavorazione inerti e compostaggio aerobico proposto dalla Renerwaste s.p.a. (35/38 mila tonnellate/anno di rifiuti).

Sempre e comunque di rifiuti parliamo!

L’area è compresa nella  ZPS “ Tolfetano – Cerrite – Manziate ” e sempre, da anni, si ribadisce che la normativa europea, che regolamenta le ZPS, recepita dal Governo Italiano  e dalla Regione Lazio, vieta tassativamente l’insediamento di tali impianti, ma nessuno lo ha mai preso in considerazione.

Oggi, veniamo a conoscenza che già il 16 Agosto 2012 la Regione Lazio, mediante i propri uffici, certificava che in quest’area i progetti di lavorazione dei rifiuti non sono ammessi.

Riteniamo opportuno quindi, che la Regione Lazio e il Comune di Allumiere, provvedano a richiedere alla Provincia di Roma la sospensione immediata della conferenza di servizi relativa all’autorizzazione richiesta dalla Renerwaste s.p.a. per costruire un impianto di compostaggio allo Spizzicatore.

Se per Allumiere riuscissimo a prospettare una zona industriale, ci piacerebbe che fosse una zona industriale per il turismo, per il vino, il grano, il pane, il prosciutto, l’olio e il legno, ma non certamente per dei rifiuti organici provenienti da tutta la provincia di Roma.

Impianti di compostaggio e Digestori – TRE è meglio che UNO

TRE è meglio che UNO!

DIGESTOREMercoledì 12 febbraio 2014, i Comitati dei cittadini e ambientalisti hanno partecipato a Tarquinia al sit-in di protesta e al convegno organizzato dal Consorzio Pellicano per la presentazione del nuovo progetto di un impianto di Digestione anaerobica che andrebbe ad ampliare il sito già esistente di trattamento rifiuti e compostaggio presso la località Olivastro.

L’impianto proposto è un classico impianto di trattamento anaerobico della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata per la produzione di gas metano che va ad alimentare un motore per la produzione di energia elettrica, ed è dimensionato per trattare 25.000 tonnellate annue di umido mentre il cogeneratore di energia è un motore da 1 megawatt.

Al di la delle considerazioni sull’impatto ambientale e sull’ormai concetto obsoleto di trattamento rifiuti tramite Digestori anaerobici, (la Germania sta abbandonando questa tecnologia a causa dei troppi aspetti negativi che genera), la questione più strana è che, quasi contemporaneamente, i tre comuni confinanti: Civitavecchia, Allumiere, Tarquinia si trovano quasi a gareggiare su chi realizzerà in meno tempo l’impianto di gestione della frazione umida della raccolta rifiuti.

Se consideriamo che la frazione umida del comprensorio, nel caso si raggiungesse una raccolta differenziata anche a Civitavecchia,  sarebbe di circa 7000 tonnellate annue, mentre invece i progetti proposti sono per un totale di 85.000 tonnellate annue, è chiaro che i rifiuti verranno importati da altri Comuni o addirittura da altre Regioni.

La posizione del Comitato Antidiscarica resta sempre la stessa, l’impianto di smaltimento umido deve essere di solo compostaggio in modalità aerobica, in aree pubbliche destinate a tale scopo, a gestione pubblica e deve essere dimensionato a soddisfare il fabbisogno Comunale o al massimo, del comprensorio. Non si deve incentivare il trasporto dei rifiuti a lunga distanza.

Per i Comitati hanno partecipato al convegno con i propri interventi:

dottor Giampiero Baldi (Comitato Antidigestore Tarquinia)

Simona Ricotti (Forum Ambientalista)

dottor Mauro Mocci (Medici per L’Ambiente-ISDE)

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