Le grandi panzane di Toni Moretti: CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

Tarquinia 10/04/2014

Purtroppo, ogni tanto siamo e siete costretti a leggere articoli come questi. Sproluqui di nozioni senza alcun fondamento scientifico e finalizzati a confondere le opinioni del lettore.

CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

Senza dilungarci troppo, per poi confondere ulteriormente i lettori ed i cittadini che vogliono capire a fondo i meccanismi legati a questi temi, facciamo semplicemente presente al signor Toni Moretti che la questione non verte tanto sulla qualità degli impianti o sulla necessità di effettuare un ciclo virtuoso dei rifiuti, sul quale, prealtro, siamo perfettamente d’accordo, le considerazioni reali invece sono, molto schematicamente, le seguenti:

Se Tarquinia volesse risolvere il problema dell’umido (FORSU) proveniente dalla raccolta differenziata potrebbe mettere in esercizio un piccolo impianto da 1500 2000 tonnellate anno! Non serve un impianto da 25000 tonnelate!

Approvvigionare un impianto da 25000 tonnellate significa alimentare un traffico impressionante di camion da tutto il circondario (soprattutto Roma). Questo secondo voi è a favore dell’ambiente?

Secondo le logiche dell’articolo e se ogni imprenditore che vuole fare business con i rifiuti avesse spazio libero, potremmo costruire un impianto simile in ogni paese del comprensorio, cosa che tra l’altro potrebbe accadere visto che di progetti simili ne esistono tre nell’arco di venti chilometri (Allumiere, Civitavecchia e Tarquinia) e sommano più 75.000 tonnellate di trattamento. Nel frattempo, la differenziata porta a porta la fa solo Allumiere e S.Marinella.

Gli impianti digestori, diciamo “virtuosi”, (e lo diciamo con fatica), sono costruiti in luoghi lontani dai centri abitati, perchè anche se bruciano gas metano, sono sempre fonti di inquinamento, anche e soprattutto per i processi di depurazione dei liquami del prodotto digestato al termine della lavorazione.

il problema rifiuti non può essere visto dalla sola ottica di un imprenditore che fa conto economico su quanto renderà negli anni questa operazione ma deve essere un progetto coordinato a livello territoriale inter provinciale, dal momento che siamo nella linea di confine tra la provincia di Roma e Viterbo, tanto è vero che, non molto tempo fa, (2011) i Sindaci del comprensorio avevano deliberato l’impegno di risolvere i problemi di smaltimento a livello territoriale.

Nel nostro territorio, inoltre, vista la prepotente presenza di fattori inquinanti, Centrale a carbone e Porto di Civitavecchia, non si deve neanche pensare di costruire altri impianti a combustione! Non si deve  bruciare  nemmeno un fiammifero in più. Ci è già sufficiente strare tra i primi nelle statistiche dei Tumori nazionali.

Per tutti questi motivi, ribadiamo con forza la nostra posizione:
Gli impianti di smaltimento umido devono essere di solo compostaggio in modalità aerobica,
in aree pubbliche destinate a tale scopo;
a gestione pubblica e dimensionati a soddisfare il fabbisogno Comunale o al massimo, del comprensorio.

Tutte queste argomentazioni sono state spiegate con grande perizia tecnico – scientifica, il 10 aprile, dai relatori al convegno “I Perchè del NO” presso la sala Sacchetti a Tarquinia (relatori Dr. Gianni Ghirga e Dr. Mauro Mocci per ISDE Ass.ne internazionale medici per l’ambiente, Prof. Michele Corti dell’Università di Milano – presidente Coordinamento Nazionale Terre Nostre, Avv. Michele Greco Legale dell’Associazione Bio Ambiente Tarquinia e Alto Lazio).

Il giudizio spetta ora a chi legge, con l’assicurazione che siamo sempre pronti a qualsiasi confronto e chiarimento.

Il Comitato

 

Info Admin Antidiscarica
Amministratore del BLOG del Comitato NO MEGADISCARICA

One Response to Le grandi panzane di Toni Moretti: CIVONLINE – Le tecnologie per il trattamento anaerobico godono del favore di istituzioni e ambientalisti

  1. Sergio Marchetti says:

    Non so se esiste una recondita ragione per la quale si evita sistematicamente di parlare della tecnologia e dei risultati ottenibili dal Complesso Ecologico Polivalente, ma partendo dal presupposto che i seguenti mezzi e tecnologie, sono FORTEMENTE O COMUNQUE INACCETABILMENTE (molto evitabilmente) EVITABILMENTE inquinanti:
    1. QUALUNQUE prodotto venga combusto, compreso il “pulitissimo” e decantato gas metano ricavato (o meno) dalla biodigestione.
    2. La stessa biodigestione anche mentre produce e stocca il gas da riutilizzare o mentre lascia decomporre l’umido in modo aerobico per produrre fertilizzanti (per il forte inquinamento olfattivo, ovviamente se realizzata in quantità industriali).
    3. Il trasporto con i camion e/o compattatori dal luogo di raccolta a quello di deposito (a meno che non siano utilizzato SOLO con automezzi elettrici, come quelli utilizzati dal CEP).
    L’unica soluzione che risolve alla base tutti i suddetti problemi è il CEP. Se a qualcuno ciò interessa perché collima con quanto dice a parole, consiglio di informarsi ed approfondire le eventuali possibilità e/o verità.
    Il CEP implica anche (e scusate se è poco) L’AZZERAMENTO DEGLI ATTUALI COSTI DI RACCOLTA, TRASPORTO E DIFFERENZIAZIONE, oggi interamente a carico dei cittadini, già super tassati.
    Serio Marchetti, rsumarchetti@gmail.com 349 7262025

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