CIVONLINE – Pascale: “Va riaperto il confronto con Enel”

“Buoni i propositi, buone le idee, di fatto però Civitavecchia, in tema rifiuti, sta come 5 anni fa … ndr”

Pascale: “Va riaperto il confronto con Enel”

CIVITAVECCHIA – “Va riaperto il confronto con Enel”. A dirlo è un’aggregazione di cittadini di cui fa parte anche Mario Michele Pascale. “Secondo le direttive del programma di centrosinistra, che rappresenta il patto politico su cui si basa la giunta Tidei, si deve andare a una riduzione delle emissioni in atmosfera attraverso una riduzione della potenza delle centrali. A nostro avviso – scrive Pascale – la data di chiusura degli stabilimento, così come fin qui è stata posta, va troppo in là. Soprattutto non vi è chiarezza sulla potenza fin qui prodotta. La data di termine delle attività delle centrali va spostata all’indietro e la loro operatività ridotta. Va chiesto ad Enel – suggerisce Pascale – un “piano di chiusura”. Le centrali dovranno produrre energia a scalare, approssimandosi, nel giorno di chiusura, allo zero. Scalare l’energia prodotta, diminuirla di giorno in giorno, vuol dire diminuire progressivamente le emissioni in atmosfera. Vogliamo arrivare al giorno della chiusura con emissioni vicinissime allo zero”. E Pascale e i “suoi” (tra cui anche il delegato alle rinnovabili Massimo Mazzarini) chiedono anche “la dismissione del quarto blocco di Tvn. Pur prendendo positivamente atto del No secco del nostro Sindaco alla combustione di rifiuti, riteniamo che la chiusura del gruppo che all’occorrenza dovrebbe bruciare immondizia, sia la migliore garanzia possibile per la cittadinanza. Saremmo definitivamente protetti sia dal partito della monnezza che da eventuali emergenze nazionali”. Insomma “non più combustibili fossili, ma energie rinnovabili” e tra queste citano il fotovoltaico, l’eolico puntando i riflettori anche sulla ricerca sull’idrogeno. “La ripresa del polo idrogeno porterebbe alla città un valore aggiunto sia a livello di produzione energetica che di posti di lavoro. Ma per fare questo è necessario che la politica cessi di discutere sulle competenze: mentre si ragiona e si tira la coperta di qua e di là, altre città potrebbero beneficiarne, soffiandoci via da sotto il naso l’opportunità rappresentata dal polo idrogeno. Riteniamo – concludono – per dipanare la matassa delle competenze, che il coordinamento del progetto debba andare al delegato alle rinnovabili che, proprio in virtù della delega ricevuta è competente da un punto di vista politico, oltre ad avere tutte le conoscenze e capacità tecniche necessarie”.

(04 Set 2013 – Ore 15:24)

 

 

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