RIFIUTI DI ROMA. VINTA UNA BATTAGLIA BISOGNA VINCERE LA GUERRA

Pubblichiamo questo articolo, illuminante, scritto da Michele Pascale, una riflessione attenta e obiettita che ci trova pienamente in accordo.

Il Comitato

“RIFIUTI DI ROMA. VINTA UNA BATTAGLIA BISOGNA VINCERE LA GUERRA”

Il comune di Allumiere dice no alla discarica. Ne sono contento, anzi felice. Bloccare il megadigestore di Spizzicatore vuol dire evitare che finiscano sul nostro territorio i rifiuti di Roma. Giustamente è un tripudio e fanno bene i comitati e le associazioni ambientaliste a gioire. La loro vittoria è la mia vittoria in quanto cittadino.

Passata la fase di gioia ed esultanza, però, occorre fare un po’ di considerazioni che vadano al di là della singola emergenza.

Il deliberato del consiglio comunale di Allumiere scongiura l’ipotesi di riversare la gran massa dell’immondizia romana sul sito di Spizzicatore. Nulla può però, a meno di altre operazioni successive, per mettere al riparo la totalità del nostro territorio in futuro. Roma è una enorme fabbrica di rifiuti, con le discariche al collasso. Questa montagna di materiali, alimentata da una città di 5 milioni di abitanti che continua a partorire immondizia, in qualche modo deve trovare una sistemazione. I sindaci di Roma trovano sgradevole  risolvere in proprio la situazione (anche se l’adagio “che ognuno stia nel suo” in tema di rifiuti avrebbe una sua logica); il problema dell’immondizia crea imbarazzi, attriti, rigidità e perdite di consensi da cui i primi cittadini della città eterna vogliono mettersi al riparo. La soluzione migliore è quella di mettere il problema nel giardino del vicino, magari di un vicino che, rispetto al legittimo proprietario della monnezza, sia gracile ed indifeso, in modo che il sopruso vada a buon fine con facilità.

Ci hanno provato con Tivoli, che si è dimostrato un osso duro e che ha saputo sfruttare, con intelligenza, l’immagine internazionale di Villa Adriana. Ci proveranno, ora, con i pesci più piccoli (hanno tentato infatti con Allumiere )o con quei soggetti “sensibili” alle opportunità “occupazionali e di sviluppo”. Tra questi soggetti Civitavecchia è in prima fila, tant’è che anni addietro ha accettato, proprio in nome delle “opportunità”, poi rivelatesi largamente una bufala, la presenza di una centrale a carbone. Questo quando in tutta Europa le centrali a carbone venivano dismesse. All’epoca dei fatti la nostra città passò tragicamente alla storia come una signora dai facili costumi relativamente a buon mercato.

Nel recente passato il partito delle “opportunità”, che è trasversale, a Civitavecchia ha avuto molti sostenitori. Alcuni si sono ravveduti, altri, con incessante faccia tosta, fino a pochi mesi fa ancora parlavano degli effetti virtuosi sull’occupazione dell’eventualità di bruciare, come combustibile, i rifiuti di Roma a Torre Valdaliga. In sostanza c’è una montagna di immondizia che, idealmente, gira per il Lazio in cerca di una casa. Il nostro territorio è estremamente vulnerabile sia perché in parte costituito da piccoli comuni, i quali hanno una capacità di difesa limitata, sia perché nei comuni maggiori il partito delle “opportunità” conta aderenti decisamente agguerriti. Accanto alla vittoria ambientale e civile di Allumiere, il cui merito va giustamente ai comitati e alle associazioni, mi permetto di porre un problema di tipo politico, senza risolvere il quale la vittoria collinare rischia di diventare una vittoria di Pirro.

Occorre vigilare su due livelli. Il primo è di tipo istituzionale: bisogna che i sindaci di Civitavecchia, Allumiere, Tolfa e Tarquinia, montino la guardia al nostro territorio e che premano affinché Roma risolva in proprio il problema dei rifiuti. L’alleanza tra i sindaci è fondamentale, giacché la devastazione ambientale di rado rispetta i confini tra i comuni. Certo, parlare di questo con Alemanno è come rivolgere quesiti filosofici ad un muro di gomma. Diverso il caso del suo probabile sfidante, Nicola Zingaretti, con cui si può e si deve parlare chiaro per ottenere una inversione di tendenza nelle politiche sui rifiuti della capitale. Deve risultare cristallino che l’area metropolitana di Roma non esiste per servire la città eterna, rimanendo in un perenne stato di vassallaggio, bensì per creare uno sviluppo armonico e sostenibile di tutti, sottolineo tutti i territori. Zingaretti avrà così la possibilità di dimostrare, preventivamente, non solo di avere una faccia pulita, ma anche di possedere gli attributi necessari a governare Roma.

Il secondo livello su cui vigilare è quello locale. Occorre che il nostro sindaco, Pietro Tidei, che io mi onoro di aver sostenuto alle elezioni amministrative, il quale più di una volta e giustamente si è opposto al degrado del nostro territorio a partire proprio da una chiara e positiva posizione sul tema rifiuti, vigili affinché i buontemponi fautori delle “opportunità” non rialzino la testa, si organizzino e tentino un “colpo di stato” sul modello della centrale a carbone.

Senza questi due impegni la vittoria di Allumiere sarà ricordata come l’ultima grande battaglia prima della disfatta.

Mario Michele Pascale
PSI Civitavecchia

Info Admin Antidiscarica
Amministratore del BLOG del Comitato NO MEGADISCARICA

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