CIVONLINE – La discarica del Lazio si farà a Pian dell’Olmo

CIVONLINE – La discarica del Lazio si farà a Pian dell’Olmo.

Info Admin Antidiscarica
Amministratore del BLOG del Comitato NO MEGADISCARICA

2 Responses to CIVONLINE – La discarica del Lazio si farà a Pian dell’Olmo

  1. Sergio Marchetti says:

    O differenziamo il 100% oppure, si scrive “differenziata” , ma si legge “inutilità”! Si scrive “porta a porta”, ma si legge “moltiplicazione dell’inutilità”!
    Esercenti, comuni cittadini e imprenditori di ogni settore, conoscendo il mio pensiero sulla Raccolta differenziata dei Rifiuti, insistono da tempo perché mi decida a esternare pubblicamente la loro voce e specialmente quella sul porta a porta. Infatti loro sanno perfettamente che ritengo la differenziazione una azione estremamente utile, ma gestita nel peggiore dei modi utilizzando formule completamente inutili, dispendiose e superate, semplicemente perché oggi tali vecchie formule sono facilmente sostituibili con nuovi metodi che differenziano il 100% senza alcun costo e non solo il solito e modesto “più o meno X %” di oggi e con costi altissimi.
    L’idea di base a suo tempo elaborata dall’Europa di differenziare i rifiuti, era e rimane a dir poco eccellente e insostituibile per recuperare e riciclare le materie prime-seconde (come ferro, alluminio, vetro, ecc.) e contemporaneamente per ridurre la quantità del residuo non riciclabile da stabilizzare e inviare in (redditizie) discariche (Pistoiambiente e molte altre docet) o agli inceneritori (poi “subdolamente ecologizzati” con il termine “valorizzatori”), ancora più pericolosi dei fratelli più vecchi perché non mostrando il precedente fumo nero per effetto di ottimi filtri, oggi vengono gabellati per innocui, mentre gli abitanti vengono uccisi ugualmente, lentamente e a tradimento perché nel contempo li rassicurano raccontandogli la favola della non pericolosità del fumo biancastro che è solo “vapore acqueo”, anche se poi arriva la Magistratura o l’ARPA locale, misura quel “vapore acqueo” e li fa chiudere (si vedano quelli di Pisa, Pietrasanta, Firenze, e di quasi tutte le Regioni italiane) o talvolta incriminano i responsabili per omissioni di controlli o peggio, per palese malafede finalizzata all’aumento dei guadagni.
    Oggi però per fortuna, disponiamo di nuove realtà e soluzioni tecnologiche che, se e quando usate, ma soprattutto volute usare, dimostrano come i vecchi metodi siano solo assurde incongruenze e/o macroscopici e insensati “errori” (tra virgolette, perché spesso scientemente voluti), i quali ci stanno inutilmente costando cari a tutti, ma veramente molto, molto cari, sia in termini di denaro che di morti per tumore.
    La prima di tali incongruenze è che con una media dell’oltre l’80/90% dei casi, sia nella discarica che nell’inceneritore, arriva il prodotto tal quale dal cassonetto (talvolta anche nonostante il cittadino lo abbia diligentemente differenziato con sacrificio) o perché viene riunito nuovamente durante o dopo lo svuotamento dei cassonetti per aumentare il rendimento calorico, come Striscia la notizia ha più volte chiaramente documentato, o nel migliore dei casi solo il residuo non riciclabile, spesso purtroppo neppure trattato e stabilizzato o inertizzato come previsto dalla legge, perché ciò ha un costo da evitare accuratamente, quindi, o è altamente inquinante nell’inceneritore perché addittivato con plastiche e gas Metano per alzare e mantenere stabile la temperatura di combustione, oppure, se diretto in discarica (salvo qualche rarissimo caso nel quale riceve maggiore cura come nella discarica di Peccioli di Pisa e pochissime altre) diventa automaticamente un moltiplicatore di malattie tumorali (come ormai certificato da centinaia di attendibili ricerche scientifiche) che attaccano molti organi interni degli esseri umani e degli animali allevati per la nutrizione umana, in modo diretto perché respirano i veleni presenti nell’aria e li accumulano nei propri organi, o indiretto anche a migliaia di chilometri di distanza, solo perché mangiano la frutta e la verdura coltivate dove si sono accumulati per giorni, mesi ed anni i veleni volatili (legali) o per essere state irrigate con l’acqua della falda freatica avvelenata dal percolato da discarica o dalla semplice pioggia che vi ha trasferito tutti i veleni che ha trovato accumulati sul terreno.
    La seconda incongruenza è quando sentiamo che esperti del settore e/o “ambientalisti” (alcuni dei quali talvolta danno la spiacevole sensazione, anche se magari errata, di essere stati opportunamente “sensibilizzati”), o blasonati docenti universitari e politici di ogni livello e colore che (invece di preoccuparsi della salute degli abitanti delle zone dove verranno installati i futuri impianti), affermano spudoratamente sulla stampa o in TV [in totale disprezzo delle evidenze più palesi, che i moderni inceneritori non sono inquinanti (si badi bene, non dicono che lo sono meno dei precedenti, affermano che non lo sono affatto, semplicemente perché le emissioni rientrano nei parametri di legge, la quale però sembrerebbe che fosse stata elaborata parametrandola perfettamente alle possibilità massime di operatività dei filtri costruibili e non viceversa, cercando di RIDURRE in modo “accettabile” il numero delle morti per tumore (come se un tale numero potesse esistesse come accettabile) e non per eliminare del tutto quelle morti, perché altrimenti tale legge avrebbe impedito del tutto la costruzione degli impianti]. In secondo luogo e soprattutto, perché QUELLO CHE UCCIDE NON E’ LA QUANTITA’ DI VELENO che fuoriesce dalle ciminiere durante i tempi di misurazione delle emissioni, tenuta (quando ci riescono) sotto i parametri di legge, MA IL SUO ACCUMULO! Con la criminale e drammatica aggravante che gli stessi scienziati, i veri esperti e i legislatori sanno benissimo che solo l’accumulo è il vero killer, ma ritengono più “opportuno” ignorare il problema e relativi effetti, che eliminarlo. Simili comportamenti farebbero pensare o che siamo nelle mani di molti distinti e stimati signori che si comportano da inetti, incapaci e poco intelligenti, ma ovviamente chi li conosce sa perfettamente che non lo sono affatto, anzi generalmente dimostrano con successo di essere esattamente l’opposto, quindi è comprensibile che i cittadini molto malignamente pensino che sotto potrebbero esserci ben altre motivazioni che non è dato di conoscere ufficialmente, proprio perché vedono che non sono affatto degli sciocchi e quando si muovono appaiono ben lucidi e coscienti di quello che dicono e che fanno.
    Saremmo ancora in tempo a fermare le distruzioni tanto amate da questi “manovratori” (i quali hanno una autonomia tale che non si sentono obbligati a rendere conto nemmeno a chi gli paga lo stipendio), ma è ormai troppo importante e indispensabile farsi sentire, magari con l’arma del voto, altrimenti molto presto tutti ci troveremo “nelle mani dell’ultimo padrone”, come il povero asino della storiella, al quale era stato “insegnato” a non mangiare, ma appena imparato il metodo in modo perfetto, morì di fame!
    Ribadendo comunque a priori che sulla bontà della differenziazione non esiste alcuna obiezione o dubbio, ma anzi essa è da migliorare al massimo, scopriamo che proprio questo miglioramento diventa la terza grave incongruenza, la quale appare grande come una montagna lasciando in bocca il sapore amaro del veleno, sia in senso figurato che reale.
    Infatti è ormai noto quasi a tutti gli esperti, tecnici, specialisti, protezionisti, oltre che a quasi tutti i politici, compresi gli inventori del porta a porta (con il denaro degli altri. Di coloro cioè che non possono ribellarsi, ma la cui gestione trasforma il loro già gravoso danno economico derivante dalla vecchia e normale differenziazione, in un dissanguamento assurdo quanto inutile per le abitazioni e in una supertassazione per gli esercizi pubblici e le aziende) visti, da un lato i luoghi e gli orari obbligati (pena multe) per la consegna dei vari prodotti e dall’altro lato il fatto che quasi tutti i preposti a tali decisioni sanno benissimo che al posto del buon 30% o dell’ottimo 50% o dell’eccezionale 70% di differenziata raggiungibile solo a costi insostenibili raschiando le già vuote tasche dei propri amministrati, potrebbero ottenere di DIFFERENZIARE BEN IL 100% A COSTO ZERO e senza alcun sacrificio economico e fisico da parte del cittadino, ma semplicemente usando gratuitamente le nuove tecnologie e le organizzazioni disponibili sul mercato.
    Allora viene spontaneo domandarsi che cosa spinga questi signori ad ignorare volutamente, consciamente e sfacciatamente ciò che, SE VOLESSERO, potrebbero raggiungere il risultato che è già stato messo a loro disposizione dai metodi più efficienti e moderni, oltre che senza alcun costo.
    Ci chiediamo quindi perché continuino a combattersi giornalmente tra loro cittadini e Amministrazioni (si veda Roma con Malagrotta, Nardò, Vicopisano, Massa, Pietrasanta, Palermo, Napoli e mille e mille …”altre Napoli e Roma” in tutta la penisola) per far costruire nel giardino del vicino la nuova discarica o il terribile inceneritore, quando ormai si è assolutamente certi che NON ESITE PIU’ LA MINIMA NECESSITA’ DI COSTRUIRE TALI MOSTRI, visto che basterebbe VOLERSI …“dare una mossa”e adeguarsi a trattamenti e tecniche più intelligenti, ecologiche ed economiche? Non sarà per caso (come malignano molti cittadini) che proprio la rilevante convenienza economica per l’utente costituisca il maggior ostacolo, in quanto tale convenienza appare in eccessivo contrasto con la poca quantità di denaro direttamente gestibile dai vertici decisionali di ogni località, stranamente, indissolubilmente e più o meno incomprensibilmente fossilizzati sui vecchi metodi, per possibili “ragioni personali”? Obiettivamente i cittadini fanno una fatica terribile a non voler pensare male per non fare peccato, come diceva Andreotti. Se qualcuno ritiene che tali cattivi pensieri siano solo gratuite malignità perché i fatti non stanno così e i nostri dirigenti e politici sono puri come l’acqua di fonte? Molto bene e tanto meglio, io sono (o sarei) il primo ad esserne felicissimo e pronto a contestare simili malignità. Dal quindi momento che mi sono assunto l’onere di raccogliere per strada queste “malignità” e di esternarle pubblicamente, mi candido come cavia e primo interlocutore al quale contestare l’infondatezza dei timori. Mi accontenterei si facessero avanti (non importa per motu proprio o spinti dai forconi dei cittadini) coloro che ritenendo solo illazioni gratuite inesattezze i pensieri e le malignità che ho ascoltato e riferito e mi volessero provare pubblicamente che tutti quanti si sbagliano, dimostrandomi però come, dove e perché! Per agevolare il dialogo comincerò subito io per primo con queste righe, a mettere nelle loro mani la mia credibilità e disponibilità, scusandomi fino da ora pubblicamente per i molti cattivi pensieri qui riportati dai quali, lo confesso, talvolta mi sono lasciato conquistare. Prometto anche che farò il possibile per non ascoltarne in seguito e non farmene venire di propri, ma a SOLAMENTE partire da SE E QUANDO vedrò che le Autorità “competenti” SMETTERANNO DI SPENDERE MONTAGNE DI DENARO CHE NON HANNO e che non potrebbero né dovrebbero più chiedere alla già super tartassata cittadinanza, per costruire (con o senza l’aiuto di “esperti Commissari all’Emergenza Rifiuti”), nuove discariche o nuovi mostri divoratori di vite umane, contenenti camere di combustione e ciminiere, che sono vere e proprie “CAMERE A GAS”, purtroppo ben più efficienti delle naziste di triste memoria, perché queste macchine sono così “efficienti e perfezionate” che riescono ad ottenere gli stessi risultati delle antenate anche all’aria aperta, e li sostituiranno con le nuove tecnologie gratuite e NON INQUINANTI, perché TOTALMENTE PRIVE DI CAMERE DI COMBUSTIONE E CAMINI.
    E’ vero che, come si suol dire, nessuno …nasce”imparato”, ma buon Dio, dopo che si è stati informati in mille modi (basta andare sul web) dell’esistenza di nuove tecnologie che possono diminuire gli attuali danni economici e sacrifici fisici specialmente per gli anziani, che salvano la vita agli esseri umani, che riducono fortemente le spese sanitarie della intera nazione eliminando molte concause di tumore e per di più senza inquinamento né costi; la finta ignoranza, lo spudorato e delinquenziale menefreghismo che purtroppo, talvolta somiglia terribilmente a un possibile interesse economico di parte, nel voler continuare impunemente a programmare solo e unicamente infette discariche che producono velenosi liquami, esalazioni e miasmi, oppure inquinanti e “infernali macchine di morte”come gli inceneritori, sono un “CRIMINE CONTRO L’UMANITA’”, da perseguire come e più di quanto fortunatamente già stanno facendo e molto meritoriamente i più attenti tra i magistrati italiani.
    Termino con un piccolo consiglio agli interessati preposti e “responsabili” all’organizzazione del settore, sarebbe opportuno tener presente che il persistere di eventuali strane scelte di vecchie soluzioni e comportamenti, potrebbero essere ricordate alla prima occasione di voto, anche dai plurivessati cittadini, molti dei quali hanno già superato il limite estremo della sopportazione.
    Sergio Marchetti
    Consulente ambiente e nuove tecnologie.
    +39 349 7262025 rsumarchetti@gmail.com

  2. Sergio Marchetti says:

    . La città dei “Cesari”: da “Caput mundi” a mega discarica? . Il Grande Gino Bartali avrebbe detto: “…egliè tutto sbagliao, egliè tutto da rifare!” .
    Fra le tante frasi fatte che si possono usare parlando della “Città Eterna” la più azzeccata (perché forse la più vera) è che “possiede” la più grande discarica d’Europa (forse anch’essa “eterna”). Se si continua così però, presto dovremo dire che la città stessa “è” la più grande discarica d’Europa (al pari e peggio della multata Napoli) e che tra i grandi responsabili di tale futura drammatica situazione si annovereranno il Governatore della Regione, il Sindaco, i vari assessori “competenti” e qualche decina di illuminati tecnici ed esperti che NON li consigliano su come ridurre (o eliminare, come invece dovrebbero) la vergogna che è la discarica di Malagrotta, ma gli pianificano la sua moltiplicazione.
    Questi illustri signori (da soli o con dotti consigliori), hanno infatti deciso di aprire tante piccole “Malagrottine”, a mo di una“ maleodorante, pericolosa e poco edificante aureola” intorno a quella città che il mondo intero ci invidia. Una specie di “cordone sanitario alla rovescia”, che invece di circoscrivere o ridurre l’ampiezza dei danni alla salute degli abitanti, li amplificherà a livello semiregionale.
    Signori Amministratori, sarebbe veramente importante che riusciste quanto prima a rendervi conto che non state pianificando dove e come conservare un Parco o una verde campagna, ma che state accapigliandovi con le istituzioni periferiche per riuscire a distruggere (senza alcuna necessità) più e meglio che potete una serie di territori per ora intatti. State organizzando una sorta di moltiplicazione e distribuzione al popolo di pani e di pesci talmente “frollati” da apparire già decomposti dal tempo come le idee dei vostri consiglieri, che servirà solo ad aumentare l’indignazione dei turisti del mondo intero, dell’UNESCO che ne tutela i monumenti, dell’Europa (che la multerà come e più di Napoli) e che aumenterà il numero dei morti per tumore nella popolazione del Lazio. Facendo una battuta, certamente cruda, amara e forse anche di cattivo gusto (ma che purtroppo rispecchia la realtà), potremmo dire che quello che risparmierà l’INPS per la prematura morte di molti, sarà inferiore a quello che perderà la Sanità per curare quegli stessi concittadini prima, che possiate togliere loro, anche che la dignità di sentirsi esseri umani da tutelare e cambiare “d’ufficio” il loro ultimo indirizzo di residenza.
    Ma che senso ha questo assurdo comportamento da Armata Brancaleone, nel quale non si riesce a individuare una sola ragione logica per la quale non si debba o non si voglia (disconoscendo le valide alternative) fare il possibile per ridurre il numero dei focolai di inquinamento e morte per tumori, invece di aumentarli con la distruzione definitiva (non temporanea come colpevolmente si vuol far credere) di zone abitate dagli stessi cittadini ai quali avevate promesso aiuti e tutele, che fino al giorno prima erano considerate aree protette e intoccabili, proprio dagli stessi pianificatori regionali che oggi le vogliono distruggere con la scusa dell’emergenza (scusa palesemente falsa, perché gli ultimi 40/50 anni hanno dimostrato che con tali pseudo professionalità e capacità gestionali, l’emergenza non finirà mai!).
    L’ultimo esempio, apparentemente di coca rilevanza, ma emblematico ci viene dal Presidente della Regione, alla quale viene spontaneo chiedere: Signora Presidente, perché quando è andata a Peccioli di Pisa a visitare “la discarica modello”, ha parlato solo con quei pochi che guadagnano una rilevante quantità di denaro con i rifiuti e non anche con i molti cittadini del Comitato antidiscarica dello stesso paese? Temeva forse che le evidenziassero la presenza di qualche “neo” grande come un grattacielo e che in tal caso non avrebbe poi potuto trascurare i danni che sta creando ai polmoni dei cittadini quel vecchio, inquinante inceneritore, né tantomeno definirlo “un esempio da seguire”? Perché gli è bastato parlare con qualche interessato all’incenerimento per parlare di “un esempio da seguire” e non vuole farsi bastare le ormai molte centinaia di ricerche scientifiche serie ed attendibili che correlano strettamente le discariche e la combustione in genere di qualsiasi materiale, al forte aumento di neoplasie e malattie di molti organi interni ed esterni di animali e vegetali (per arrivare perfino alle materie inerti con le ormai note e famose “piogge acide” che intaccano i monumenti), nelle popolazioni che abitano nelle loro vicinanze (intese come un raggio di 20 km. per effetto dei venti)? Se esiste qualche valida ragione, ben venga, ma almeno la dica pubblicamente, così tranquillizza tutti. Se però non disponesse di dette valide ragioni, per cortesia, si fermi a riflettere prima arrivare a danni irreparabili. Signora Presidente negli ultimi anni la tecnologia ha fatto progressi enormi nel campo della selezione, trasformazione ed eliminazione a freddo dei rifiuti senza incenerimento, inquinamento e senza costi. Ma, scusi, i suoi esperti dov’erano? Non se la prenda poi con i cittadini che la contestano perché non solo non vedono alcuna ragione logica in tali incomprensibili scelte alle quali debbono sottostare, ma per le quali viene loro istintivo di pensare che tali scelte potrebbero essere dettate da “ottimi”, ma reconditi motivi di alcune delle persone che La circondano e la consigliano.
    Dato che mi sforzo con tutto il cuore e con tutto me stesso di pensare che così non sia, perché non chiede ai Suoi molti super-tecnici di cercare meglio in fondo ai propri cassetti “o ai propri cestini”, di riesumare e girare a Lei le reiterate informazioni che hanno ricevute in questo ultimo anno sulle nuove tecnologie e che si sono “dimenticati” di passarle? Alcune di esse descrivono le nuove tecnologie a freddo contenute nei Complessi Ecologici Polivalenti, i quali ELIMINANO TOTALMENTE e per sempre il problema dei rifiuti di qualsiasi tipo e grado di pericolosità A COSTO ZERO, senza combustione e quindi senza il minimo inquinamento. Posso asserirlo con certezza, in quanto come consulente per le nuove tecnologie di varie aziende operanti in differenti continenti, so per certo che alcune di esse hanno inviate in questo ultimo anno le loro informazioni a Lei, al Sindaco di Roma e a tutti i relativi uffici “competenti” delle due istituzioni.
    Altrettanto chiedo agli Amministratori locali interessati (anche loro da tempo al corrente della esistenza di dette tecnologie), come : il sindaco Riano Marinella Ricceri che vuol “proclamare lo stato di emergenza e fare le barricate” (senza comprendere che appare come una zanzara che si ribella all’elefante, presentandosi solo con semplici quanto inutili ”NO” e sempre “no” senza mai proporre una alternativa costruttiva e plausibile all’arrivo degli autocompattatori), o il Sindaco di Fiumicino Mario Canapini che ha dato le dimissioni (apprezzabili , ma inutili perché non costruttive e propositive, quindi altra zanzara), alle quali la Polverini ha tranquillamente risposto “siamo determinati ad andare avanti”, o al coordinatore regionale degli Ecologisti Democratici Marco Ciarafoni che chiede al Comune di Roma e alla Regione di “evitare la catastrofe ambientale e sanitaria” (il che è solo un ovvio eufemismo, visto che già tale catastrofe è in essere da tempo. Se non ci crede lo chieda alle famiglie dei molti morti per tumore, le quali tutt’ora vivono accanto alle discariche) senza però formulare alcuna proposta alternativa e risolutiva.
    Sig. Presidente dei Verdi Angelo Bonelli, la messa in mora di Napoli da parte della UE non è “il fallimento del Governo” come Lei afferma, ma è purtroppo “il Vostro fallimento” e di tutte le sigle ambientaliste che come voi sono sempre molto meritoriamente in prima fila nelle proteste, ma sono state capaci SOLO di dire “NO” a tutto, senza mai fare una proposta alternativa, sensata, attuabile subito e soprattutto realmente e totalmente risolutiva (il che è molto, ma molto diverso dal fare le solite proposte utopiche o a lunghissima scadenza, che siete abituati a fare con slogan a effetto, ma che di solito non risolvono PER INTERO del problema, ma che, anzi, stranamente qualche volta danno la spiacevole sensazione (anche se sbagliata) di essere più finalizzate a una azione mediatica per stimolare il rinnovo delle tessere associative che non ai risultati effettivi di una determinata lotta, lasciando sempre il cerino in mano all’Amministrazione pubblica, che quando vi dovesse accontentare, poi non sa con quale alternativa risolvere il problema iniziale. Quindi la sceneggiata non è servita a nessuno), ora hanno annunciato (consigliati dalla vasta competenza multidisciplinare dei propri esperti), un bel ricorso al Tar (Ma scusate, per ottenere cosa? Credete forse che il Tar possa imporre alla Regione di non realizzare le discariche nei Comuni da essa scelti, ma solo in quelli accanto, o ancora più lontani perché “sono Comuni di serie B” o di lasciare i rifiuti in strada?). Ecco un bell’esempio di “NO” fine a se stesso, che fa sprecare denaro pubblico senza costrutto, perché mancante di proposte concrete e attuabili.
    Posso aggiungere un’altra informazione propositiva e risolutiva, nota a pochi e che potrebbe invece rivelarsi estremamente utile anche per una ipotesi di bonifica della decine di migliaia di discariche sparse per l’Italia. E’ certo che le nuove tecnologie sono in grado, utilizzando la somma di ogni possibile tipo di rifiuto civile (per la prima volta comprese acque reflue, Altro grande vantaggio economico per i Comuni), industriale, biologico e chimico prodotto da una Città, Regione o Nazione, di rendere l’intero territorio interessato TOTALMENTE AUTONOMO da punto di vista di tutta l’energia elettrica e termica della quale possa avere necessità, senza produrre il minimo inquinamento. Come si vede non è una novità da poco.
    Gentili Sindaco Alemanno e Presidente Polverini, ormai i vostri collaboratori e consulenti vi hanno fatto perdere talmente tanto tempo con proposte e consigli sbagliati, fantasiosi o pericolosi per il territorio e i cittadini, che forse il danno minore sarebbe oggi quello di “inghiottire il rospo” (scegliendolo magari tra i più piccoli) e ampliare ulteriormente Malagrotta (per il solo minimo indispensabile a reggere per due anni) con le zone Allumiere e/o Monti dell’Ortaccio (senza andare a fare danni ben maggiori ed irreparabili anche ad altri territori per ora incontaminati), ma ciò deve essere considerato un consiglio valido SOLO SE vi fosse volontà e voglia di far partire CONTEMPORANEAMENTE la costruzione di vari impianti con le nuove tecnologie (con almeno un impianto da 4/5000 tonnellate al giorno realizzato accanto alla stessa Malagrotta per facilitarne la successiva bonifica) in modo da avere immediatamente la soluzione temporanea meno dannosa possibile e nel contempo la nascita di una soluzione veramente definitiva e rispettosa dell’Ambiente, appena terminati i citati impianti.
    Dagli umori che si percepiscono, sembra che molti cittadini del Lazio siano vicini ad esplodere (ma ciò sembra valere per molte altre zone d’Italia) e chiedere “la testa dei responsabili”. Gentili Amministratori, perché volete farli arrivare a tanto (rischiando anche di ricevere ulteriori danni alla prossima tornata di voto)? Soprattutto dal momento che TUTTI avete nel fondo dei cassetti le migliori soluzioni tecnologiche e gratuite, che potreste desiderare per garantire la salute delle vostre casse (sempre più vuote), quella dell’Ambiente e quella dei cittadini ai quali, ne sono certo, quando avete chiesto loro il precedente voto, avrete molto probabilmente promesso che avreste lavorato sempre e unicamente per tutelare i loro interessi economici, di salute e dei loro territori (e che sarebbero stati considerati tutti e sempre cittadini di “serie A”!). I cittadini ci hanno creduto e vi hanno data la loro fiducia, ora stanno aspettando che qualcuno dimostri loro di aver voglia di mantenere quelle promesse.
    Gentili signori delle istituzioni locali e del Governo, le tecnologie e le risorse economiche sono disponibili e a vostra diposizione, se e quando chi di dovere, avesse voglia di mettere la volontà politica, gli attuali problemi si trasformerebbero in enormi vantaggi di salute per gli esseri viventi, per l’Ambiente e per le casse pubbliche assai più verdi dell’Ambiente.
    Sergio Marchetti , Consulente ambientale e nuove tecnologie
    rsumarchetti@gmail.com 349 7262025

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