Corcolle, discarica bocciata dal governo. Pecoraro si dimette, arriva Sottile – Il Fatto Quotidiano

Corcolle, discarica bocciata dal governo. Pecoraro si dimette, arriva Sottile – Il Fatto Quotidiano

Le ultime notizie, dalla scelta del sito di Corcolle (Vlla Adriana), alle dimissioni del Prefetto Pecoraro, sono notizie che lasciano senza parole, amareggiati dal comportamento di chi ci amministra male, senza il minimo buon senso e l’onestà intellettuale richiesta dai posti che questi signori ricoprono.

Vogliamo rispondere pubblicando un piccolo estratto del libro “ROMA COME NAPOLI” di Manuele Bonaccorsi, Ylenia Sina e Nello Trocchia, giornalisti nonchè amici che hanno realizzato questa analisi lucida e oggettiva.

“ Emergenza inutile.
Nove anni, 1999-2008: in mezzo i poteri speciali, le deroghe, l’emergenza. E decine di milioni di euro spesi durante la gestione commissariale. I risultati? Eccoli: il decreto Ronchi del 1997 stabiliva gli obiettivi di raccolta differenziata.
Le Regioni dovevano raggiungere, entro il 2003, il 35 per cento. Dopo un decennio di emergenza, il Lazio è fermo al palo. I dati del 2008 con- fermano un misero 12,9 per cento. Solo nel 2009 il Lazio raggiungerà l’ obiettivo fissato dalla legge per il 1999: il 15 per cento. Nello stesso anno la Campania, raggiunge il 29,3 per cento. Tra gli obiettivi della legge c’è anche la riduzione dei rifiuti prodotti. Nel 1999 la produzione di rifiuti urbani nel Lazio era pari a 2.755.485 tonnellate, di cui 2.131.514 solo a Roma e provincia.
Dieci anni dopo sarà cambiato qualcosa? Sì, ma in peggio. La produzione di rifiuti nel Lazio, nel 2008, raggiunge tre milioni e 344mila tonnellate. n rapporto Ispra, presentato nel luglio 2011, spiega dove finisce questa massa di rifiuti: «La sola provincia di Roma smaltisce in discarica oltre due milioni di tonnellate di rifiuti, di cui circa 1,5 milioni solo nel comune di Roma». Chi guadagna è presto detto: Manlio Cerroni. L’avvocato guarda la politica incapace e ingrassa aumentando il suo business.

Eppure aumentare la differenziata conviene.

Una tonnellata in meno nella mega cloaca di Manlio Cerroni significa, al costo attuale, circa 70 euro in più nelle casse del Comune di Roma.

Inoltre la carta, la plastica e 1’alluminio riciclati sono una risorsa. li recupero, poi, significa riduzione delle emissioni di C02 nell’ambiente. Nel 2008 un rapporto di Mediobanca, realizzato per Civicum, chiarisce l’ economicità del modello. «li costo per tonnellata raccolta è al vertice a Napoli (281 euro), seguita da Roma (258 euro), mentre è minimo a Brescia (114 euro). In generale; laddove la raccolta differenziata supera il3 0 per cento, il costo medio per cittadino risulta più contenuto (120 contro 156 euro).
Viene il dubbio se sia incapacità o ci sia del dolo. Se commissari e amministratori «ci sono» o «ci fanno». Marco Verzaschi negli ultimi giorni di vita della giunta Storace firma l’ordinanza che autorizza la realizzazione del gassificatore di Malagrotta.
Sarà pronto in pochi mesi. Ci vorranno anni, invece, per l’ ok regionale all’allargamento di Maccarese dove c’è l’unico impianto di compostaggio che serve la capitale.
Riceve 130 tonnellate al giorno di rifiuti, ma ne può trattare solo 80. E se fai la differenziata, ma non ci sono gli impianti, alla fine è come seminare su un terreno arido. L’impianto di compostaggio servirebbe a trattare l’umido, gli scarti alimentari, che soprattutto nelle regioni centro-meridionali rappresentano il 30 per cento dei rifiuti.
La prima differenziazione, infatti, consiste proprio nel separare il secco dall’umido, evitando di portare in discarica la parte di rifiuto destinata a marcire e produrre il pericoloso liquido derivato dalla decomposizione della spazzatura: il percolato.
Eppure nel dibattito pubblico nessuno ha mai invocato la parola magica «compostaggio». Nessuno ha mai dichiarato l’emergenza per costruire questi impianti, poco costosi ma assai utili. Le parole più in voga tra i commissari straordinari sono invece «inceneritore» e «discarica».”

Info Admin Antidiscarica
Amministratore del BLOG del Comitato NO MEGADISCARICA

One Response to Corcolle, discarica bocciata dal governo. Pecoraro si dimette, arriva Sottile – Il Fatto Quotidiano

  1. Sergio Marchetti says:

    Si scrive “differenziata” , ma si legge “inutilità”! Si scrive “porta a porta”, ma si legge “moltiplicazione dell’inutilità”!
    L’idea a suo tempo elaborata e imposta dall’Europa per differenziare i rifiuti, era e rimane a dir poco eccellente e insostituibile per recuperare e riciclare le materie prime-seconde (come ferro, alluminio, vetro, ecc.) e contemporaneamente per ridurre la quantità del residuo non riciclabile da stabilizzare e inviare in redditizie discariche (Pistoiambiente docet) o agli inceneritori (poi “subdolamente ecologizzati” con il termine “valorizzatori”), più pericolosi dei più vecchi perché non mostrando il fumo nero appaiono innocui, mentre il cittadino viene ucciso lentamente e a tradimento perché nel contempo gli raccontano la favola della loro non pericolosità visto fumo bianco è solo “vapore acqueo” (anche se poi arriva la Magistratura o l’ARPA locale e li fa chiudere. Si veda quello di Pisa).
    Oggi però per fortuna ci troviamo di fronte a nuove realtà tecnologiche che trasformano i vecchi metodi in varie e assurde incongruenze e/o “errori” (più o meno voluti) che ci stanno inutilmente costando cari a tutti, ma veramente molto cari, sia in termini di denaro che di morti per tumore.
    La prima di tali incongruenze è che nel 95% dei casi, sia nella discarica che nell’inceneritore arriva il prodotto dal cassonetto (tal quale, talvolta anche se il cittadino lo ha diligentemente differenziato con sacrificio, perché viene riunito nuovamente durante o dopo lo svuotamento dei cassonetti per aumentare il rendimento calorico, come Striscia la notizia ha più volte chiaramente documentato), o nel migliore dei casi solo il residuo non riciclabile (spesso purtroppo neppure trattato e stabilizzato come previsto dalla legge, perché ciò ha un costo da evitare) diventa automaticamente un moltiplicatore di malattie tumorali (ormai certificato da centinaia di attendibili ricerche scientifiche) a molti organi degli esseri umani e degli animali da allevamento, in modo diretto perché respirano i veleni presenti nell’aria e li accumulano nei propri organi, o indiretto a migliaia di chilometri di distanza solo perché mangiano la frutta e la verdura locali sulle quali si sono accumulati per giorni, mesi ed anni i veleni volatili o perché sono state irrigate con l’acqua della falda freatica che è stata avvelenata dal percolato o dalla semplice pioggia che vi ha trasferito quanto ha trovato accumulato sul terreno.
    La seconda incongruenza è quando sentiamo che esperti del settore, blasonati docenti universitari e politici di ogni livello e colore, affermano spudoratamente sulla stampa o in TV, in totale disprezzo sia delle evidenze più palesi (invece di preoccuparsi della salute degli abitanti delle zone dei futuri impianti), che i moderni inceneritori non sono inquinanti (si badi bene, non dicono che lo sono meno dei precedenti, affermano che non lo sono per niente, semplicemente perché le emissioni rientrano nei parametri di legge, quando è ben noto che essa è stata promulgata volutamente parametrata alle possibilità massime dei filtri costruibili e non viceversa cercando di RIDURRE in modo “accettabile” il numero dei morti per tumore e non per eliminarli, perché altrimenti avrebbe doluto eliminare del tutto anche gli impianti). Simili comportamenti farebbero pensare o che molti distinti e stimati signori sono degli inetti, incapaci e poco intelligenti, ma ovviamente chi li conosce sa perfettamente che non lo sono affatto, anzi generalmente dimostrano con successo di essere esattamente l’opposto, o ci sono ben altre motivazioni che non è dato di conoscere ufficialmente, visto che appaiono ben lucidi e coscienti di quello che dicono e che fanno.
    E’ fin troppo facile pensare che con tali “manovratori” , i cittadini “sono nelle mani dell’ultimo padrone”!
    Ribadendo comunque a priori che sulla bontà della differenziazione non esiste alcuna obiezione o dubbio, è chiaro che la terza incongruenza è grande come una montagna e lascia veramente l’amaro in bocca.
    Infatti è orma noto quasi a tutti gli esperti, tecnici, specialisti o politici oltre che a quasi tutti gli addetti ai lavori, compresi gli inventori del porta a porta (con il denaro degli altri, che non possono ribellarsi, la cui gestione trasforma il già gravoso danno economico per il cittadino derivante dalla normale differenziazione, in un dissanguamento assurdo quanto inutile) visti, da un lato i luoghi e gli orari di consegna dei vari prodotti, specie per gli anziani e dall’altro il fatto che quasi tutti gli addetti a tali decisioni sanno benissimo che al posto del buon 30% o dell’ottimo 50% o dell’eccezionale 70% di differenziata, ottenuto a costi insostenibili, raschiando le già vuote tasche dei propri amministrati, potrebbero ottenere di differenziare BEN IL 100% A COSTO ZERO e senza alcun sacrificio economico e fisico da parte del cittadino.
    Allora viene spontaneo domandarsi che cosa spinga questi signori ad ignorare volutamente, consciamente e sfacciatamente ciò che SE VOLESSERO potrebbero utilizzare quanto offrono le nuove tecnologie, oltre ad ottenere tutto senza alcun costo.
    Perché leticano giornalmente cittadini e Amministrazioni (si veda Roma con Malagrotta, Nardò, Vicopisano, Massa, Pietrasanta, Palermo, Napoli e altre mille e mille Napoli e Roma in tutta la penisola) per far costruire nel giardino del vicino il terribile inceneritore, quando ormai NON ESITE PIU LA MINIMA NECESSITA’ DI COSTRUIRE TALI MOSTRI, visto che basterebbe utilizzare gratuitamente le nuove tecnologie? Non sarà per caso che proprio la molta convenienza per il cittadino costituisce il maggior ostacolo perché in eccessivo contrasto con la poca convenienza per i vertici decisionali di ogni località, legati indissolubilmente ai vecchi metodi per “ragioni proprie”? Non è così? Tanto meglio, ne sono felicissimo. Mi accontenterei si facessero avanti (da soli o spinti dai forconi dei cittadini) e mi dimostrino che sbaglio, dove e perché! Io comincio subito per primo con queste righe, a scusarmi pubblicamente per i cattivi pensieri. Prometto anche di non farmene venire più, ma solo a partire da se e quando vedrò che le Autorità “competenti” smetteranno di spendere montagne di denaro che non hanno, che non possono ne debbono più chiedere alla già super tartassata cittadinanza, per costruire mostri divoratori di vite umane, contenenti camere di combustione e ciminiere che sono vere e proprie “CAMERE A GAS” più efficienti delle naziste di triste memoria, perché riescono ad ottenere gli stessi risultati anche all’aperto, e si sostituiscano gratuitamente con le nuove tecnologie NON INQUINANTI, perché TOTALMENTE PRIVE DI CAMERE DI COMBUSTIONE E CAMINI.
    Nessuno è …nato ”imparato”, ma buon Dio, dopo che si è stati informati in mille modi (basta andare sul web) dell’esistenza di qualche cosa che riduce danni e sacrifici e salva la vita agli esseri umani e per di più senza inquinamento né costi, la finta ignoranza, il menefreghismo o l’eventuale e talvolta ben evidente interesse economico di parte, sono un “crimine contro l’umanità”, da perseguire come e più di quanto fortunatamente già stanno facendo e molto meritoriamente i più attenti tra i magistrati italiani!
    Sergio Marchetti
    Consulente ambiente e nuove tecnologie.
    +39 349 7262025 rsumarchetti@gmail.com

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